Bruxelles. La zona euro è di nuovo in stato di emergenza, dopo che il Parlamento di Cipro ieri si è ribellato al “prelievo di stabilità” sui depositi bancari, chiesto dall’Eurogruppo in cambio di un prestito da 10 miliardi di euro. Il governo di Nicosia aveva escluso i depositi sotto i 20 mila euro, mantenendo il prelievo al 6,75 per cento per quelli sotto i 100 mila euro e al 9,99 per cento per quelli superiori. Ma non è bastato ai parlamentari ciprioti che, pronti ad assumersi il rischio di una bancarotta e un’uscita dall’euro, hanno bocciato il prelievo con 36 “no” e 19 astensioni. Il presidente Nicos Anastasiades aveva ammesso di non avere la maggioranza per una misura “considerata ingiusta”.