L’uomo della Legacoop, impresa come cooperazione e lavoratori unitevi, chiamato dal premier Matteo Renzi al ministero del Lavoro e del Welfare, è sceso in trincea. Il neoministro Giuliano Poletti risponde a tutti, interviene su tutto, si occupa di tutto un po’. Sindacati, pensionati, esodati, precari, lavoratori autonomi. Incalzato da televisioni, radio e giornali, risponde pacatamente. Con la doppia esse emiliana infilata fra i denti, ogni tanto inciampa nel suo italiano un po’ approssimato per difetto perché, come ha confessato lui stesso, scherzando al suo debutto, “io traduco dal dialetto”. Leggi anche Corporazioni urlanti, buon segno Cerasa Non solo D'Alema. Renzi e le altre coperture coi baffi del governo Leopolda