Con l’uragano Irene, la tragedia non si è ripetuta tanto in farsa quanto in melodramma. L’establishment politico-mediatico americano ne aveva fatto, complice la memoria ancora fresca di Katrina, l’evento della stagione. Gli ingredienti c’erano tutti: la natura scatenata, la vendetta della Terra contro l’uomo-inquinatore-moderno-Prometeo, la sciagura proprio nella città dove stanno tutte le telecamere di tutte le tivù (mica New Orleans), i politici sempre a caccia dello scatto migliore. Il tutto in una singolare congiuntura: il sindaco della Grande Mela, Michael Bloomberg, aveva bisogno del suo 11 settembre, per risollevare la popolarità. Leggi Metti un preservativo a Manhattan di Giuliano Ferrara