Nel giorno in cui vengono massacrati nelle piazze di Egitto, non è facile rimarcare le terribili responsabilità politiche dei Fratelli musulmani. Ma è indubbio che da due mesi la Fratellanza ha deciso a freddo di arrivare a questo sanguinoso esito, rifiutando pervicacemente qualsiasi ipotesi di ricomposizione politica di un conflitto in cui peraltro le sue ragioni di sostanza democratica sono forti. Mohammed Badie, il loro leader spirituale, nel suo primo comizio a Rabaa al Adawiya annunciò chiaramente che avrebbe contrapposto “la piazza dei martiri” alla “piazza dei Tamarrod”.