La piazza egiziana ieri era ancora piena, sette cortei paralleli nel venerdì della preghiera al Cairo, con scontri davanti al palazzo presidenziale, con sfondamento delle barricate. Dietro a quelle porte, mentre il presidente Mohammed Morsi sembra intenzionato a posticipare il referendum costituzionale previsto per il 15 dicembre, continua la lotta più dura: la lacerazione all’interno dei Fratelli musulmani. Le dimissioni di Saif Abdel Fattah, consigliere di Morsi, e di tutti e sedici i consiglieri presidenziali hanno svelato le fratture che tormentano la componente islamista e la stessa Fratellanza.