Maestà, non dimenticatevi di Tremonti. A corte funziona così, fin dai tempi in cui re Dario di Persia ordinò a uno dei suoi servitori di ricordargli per tre volte durante ogni banchetto che c’era un conto da regolare con la capitale dell’Attica, responsabile di una grave rivolta in Asia minore: “Maestà, non dimenticatevi di Atene”. Bisogna immaginarsi la turba dei consiglieri e dei generali, dei preferiti e dei negletti, trafficare giorno e notte per emergere a spese altrui nell’altalena delle predilezioni regali. Leggi Perché il taglio dell'Irap può accelerare la ripresa