L’inizio del mese è dedicato a Baba Marta, una vecchia fiabesca signora cangiante (può diventare giovanissima in un attimo, purché lo voglia). E’ la linfa vitale che presiede alla fine dell’inverno, la personificazione dell’aurora primaverile. I suoi colori sono il bianco della luce e il rosso del sangue, due comete intrecciate in una sola festa: perché Baba Marta (versione balcanica della antica Nerio Martis dei Sabini) è a modo suo la compagna del dio cui è sacro questo mese, il padre Marte, il placido guardiano armato dei campi ma terribile in battaglia, il signore dei lupi (i lupi c’entrano sempre quando c’è di mezzo Marte, non per caso comincia adesso la stagione dei loro amori). n Bulgaria il primo di marzo è dunque un tripudio dei ciuffi biancorossi di Baba Marta: bracciali, coccarde, pupazzi appesi sui rami degli alberi o sulle fronde degli umani (braccia, capelli).