La stampa l’ha definita la “Wikileaks dei paradisi fiscali”. Ma è un’espressione di comodo per descrivere l’inchiesta condotta dal network globale di giornalisti dell’International consortium of investigative journalists (Icij), con sede a Washington, che ha rivelato all’opinione pubblica i nomi di governanti, dittatori, ricchi ereditieri, dentisti, commercialisti, mercanti d’arte che custodiscono parte della loro ricchezza in 120 mila società offshore che, per loro natura, garantiscono l’anonimato (modello Cayman). Le differenze tra l’Icij e l’organizzazione di Julian Assange vanno dalla mole di dati selezionati alla preparazione delle inchieste, fino alle modalità di finanziamento del lavoro investigativo.