Il Drang nach Griechenland, la spinta di Berlino verso Atene, che ha portato un cancelliere color pistacchio nella capitale originaria d’Europa, è comprensibile. Gli effetti di un’uscita dall’euro sarebbero penalizzanti per tutti. Ma il prossimo problema per la Grecia, tornata al centro dell’attenzione sia dei ministri dell’Ecofin, riuniti ieri in Lussemburgo, sia del Fmi, che tiene a Tokyo la sua conferenza annuale, potrebbe essere una seconda ristrutturazione del debito che stavolta comporterebbe perdite per gli investitori istituzionali – stati e organizzazioni internazionali – che hanno concesso aiuti.