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3 set 2026

Juventus, Thuram si è operato: come sta e quando torna in campo

(Adnkronos) - Brutte notizie in casa Juventus. Oggi, giovedì 3 settembre, Khephren Thuram è stato operato dopo l'infortunio rimediato al ginocchio destro, con l'intervento, fa sapere il club bianconero, che è perfettamente riuscito, ma con il giocatore che dovrà restare fuori dal campo per diversi mesi. 

A comunicarlo è stata la stessa Juventus: "Questa mattina Khephren Thuram è stato sottoposto a intervento di condroplastica per la guarigione della condropatia rotulea del ginocchio destro. L’intervento, eseguito dal dott. Bertrand Sonnery - Cottet, alla presenza del responsabile sanitario del Club dott. Luca Stefanini, presso l’Hopital Prive Jean Mermoz a Lione è perfettamente riuscito e da domani il calciatore inizierà il programma riabilitativo", si legge nel comunicato pubblicato sui canali ufficiali del club. 

Thuram però non è l'unico giocatore della Juve alle prese con un infortunio: "In seguito a problema muscolare accusato durante l'allenamento di ieri, questa mattina Juan Cabal è stato sottoposto ad approfondimenti diagnostici presso il Jmedical. Gli esami strumentali hanno evidenziato una lesione di basso grado del muscolo semimembranoso della coscia sinistra". 

 

Il rientro di Khephren Thuram è previsto per l'inizio del 2027. L'operazione chirurgica richiederà un lungo recupero al centrocampista francese, che dovrà restare quindi ai box per almeno quattro mesi. Spalletti spera quindi di avere di nuovo in campo Thuram per il girone di ritorno. 

 

3 set 2026

Caldo estremo e aule roventi, l'appello dei medici dell'ambiente: "Rinviare l'apertura delle scuole al Sud"

(Adnkronos) - In concomitanza con la riapertura degli istituti scolastici è in arrivo in Italia la sesta ondata di caldo estremo "che renderà le aule roventi mettendo a repentaglio il benessere di studenti e insegnanti". Lo ricorda la Società italiana di medicina ambientale (Sima) condividendo le richieste che arrivano da più tardi su un posticipo dell’avvio dell’anno scolastico. I cambiamenti climatici registrati nel nostro Paese "impongono modifiche nel settore della scuola volte a tutelare la salute di studenti e personale scolastico – spiega Sima in una nota –. Ad oggi risulta che solo l’11% degli istituti sia dotato di sistemi di climatizzazione, riservati però agli uffici amministrativi, mentre le aule possono contare solo su ventilatori, del tutto inadatti a garantire una temperatura indoor adeguata". 

Le aule italiane sono "generalmente affollate, surriscaldate e scarsamente ventilate, con conseguenti possibili aumenti di anidride carbonica (CO2), causa di diversi problemi quando le sue concentrazioni superano il valore del valore di 1.500 parti per milione - spiega Alessandro Miani, presidente Sima – Non a caso lo scorso anno si sono registrati mancamenti e malori tra gli studenti specie del sud Italia in tutto il mese di settembre, dovuti al caldo eccessivo nelle classi. Il fenomeno delle ondate di calore sempre più frequenti a causa dei cambiamenti climatici, con possibilità del protrarsi di temperature fino a 36 gradi centigradi fino al mese di ottobre, non può essere trascurato o peggio ignorato". 

"Bisogna fare i conti con la realtà e ragionare sulla possibilità di lasciare chiuse le scuole al sud-Italia fino all’equinozio di autunno, che cade tra il 21 e il 23 settembre, allo scopo di tutelare il benessere psico-fisico degli alunni, spostando l’attenzione sul benessere in aula e in particolare sul microclima e sulla qualità dell’aria indoor. Senza contare che differenziare l’avvio dell’anno scolastico consentirebbe di sostenere l’economia del turismo di fine stagione al Sud" conclude Miani. 

3 set 2026

Caro carburanti, prezzi benzina e diesel continuano a salire

(Adnkronos) - Continuano a salire anche oggi i prezzi di benzina e diesel, con IP che rincara di due centesimi la verde e di tre centesimi il diesel, Q8 e Tamoil di un cent la benzina e di due cent il diesel. 

In particolare, in base ai dati del Mimit aggiornati, il prezzo medio nazionale della benzina self è oggi giovedì 3 settembra 2,039 euro/litro (rispetto a 2,027 euro/litro del 2 settembre) e quello del diesel self è 2,147 euro/litro (contro 2,131 del 2 settembre). Sulla rete autostradale il prezzo medio nazionale della benzina self è 2,124 euro/litro (rispetto a 2,110) e quello del diesel self è 2,221 euro/litro (contro 2,206). 

Questa mattina il Brent è in calo sotto i 95 $/b e il Wti intorno ai 90 $/b. Venendo al dettaglio dei prezzi per compagnie e no logo, in base all’elaborazione di Quotidiano Energia dei dati comunicati dai gestori all’Osservaprezzi del Mimit aggiornati alle 8 di ieri 2 settembre, i prezzi medi della benzina in modalità self praticati dalle compagnie sono tra 2,031 e 2,041 euro/litro (no logo 2,025). Per il diesel, i prezzi medi self praticati dalle compagnie si collocano tra 2,129 e 2,146 euro/litro (no logo 2,126). Sul servito per la benzina gli impianti colorati presentano prezzi medi tra 2,109 e 2,232 euro/litro (no logo 2,079). Sul diesel servito i punti vendita delle compagnie hanno prezzi medi compresi tra 2,212 e 2,345 euro/litro (no logo 2,181). I prezzi medi praticati del Gpl sono tra 0,758 e 0,784 euro/litro (no logo 0,750). Infine, i prezzi medi del metano auto vanno da 1,678 a 1,779 euro/kg (no logo 1,697). 

"In appena 2 giorni nella rete stradale un pieno da 50 litri costa 85 cent in più, sia per la benzina che per il gasolio. In autostrada il gasolio si paga 85 cent in più mentre la benzina addirittura 1 euro in più. In un solo giorno, da ieri a oggi, un rifornimento di gasolio aumenta di 75 cent in autostrada e 80 nelle strade normali, la benzina, rispettivamente, 70 e 60 cent" denuncia Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori. "Se il governo Meloni non rinnovasse lo sconto, il 6 settembre il gasolio arriverebbe a 2,392 in autostrada, a un pelo dai 2,4 euro, e 2,318 nelle strade normali" prosegue Dona. 

"Insomma, non bastano stanziamenti ridicoli come i 14,5 milioni necessari per il bonus carburanti per i lavoratori messi nel decreto carburanti del gennaio 2023, bisogna ridare agli automobilisti l'Iva in più che hanno pagato da marzo ad agosto 2026 rispetto a quella versata negli stessi mesi del 2025, invece di fare calcoli farlocchi come fanno ora, abbassando le accise di 30 cent per il gasolio e 15 cent per la benzina" conclude Dona. 

A lanciare l'allarme prezzi anche il Codacons. "I prezzi dei carburanti continuano a salire in tutta Italia, con il gasolio che al self si attesta oggi a 2,147 euro al litro mentre la benzina vola a 2,039 euro/litro. Una situazione di emergenza su cui pesa la fine dello sconto sulle accise prevista per il prossimo 5 settembre". "Tra soli due giorni lo sconto fiscale sul gasolio terminerà, e il governo non sembra intenzionato a prorogare la misura – evidenzia l’associazione – Questo significa che in assenza di nuove proroghe a partire dal prossimo weekend il gasolio al self raggiungerà il prezzo medio di 2,4 euro al litro in autostrada, mentre sulla rete ordinaria i listini saliranno sopra i 2,3 euro/litro". 

Indipendentemente dall’andamento futuro dei listini alla pompa, l’addio allo sconto fiscale da 17 centesimi di euro costerà agli italiani 8,5 euro in più su ogni pieno di diesel, una stangata che in questo momento il governo deve assolutamente evitare abbandonando l’idea di misure legate a redditi o attività lavorativa, avverte il Codacons. "Prevedere sconti solo per chi ha Isee bassi o utilizza l’auto per lavoro non risolverà la situazione ma anzi potrebbe peggiorare il quadro economico generale, considerato che il caro-carburanti colpisce in modo trasversale tutti i consumatori e impoverisce milioni di famiglie che rientrano nel ceto medio, indipendentemente dalle soglie Isee o dall’attività lavorativa svolta", conclude. 

3 set 2026

Rischio demenza, protezione del cervello potrebbe iniziare a tavola: lo studio

(Adnkronos) - L'alimentazione potrebbe essere uno scudo contro la demenza. "Può influire in modo significativo sulle probabilità di sviluppare la demenza in età avanzata". Lo rileva uno studio pubblicato su 'Lancet Commission' e curato dall'University College di Londra. Quasi il 45% dei casi di demenza "potrebbe essere collegato a fattori di rischio modificabili", secondo le evidenze raccolte dal lavoro scientifico. Tra questi, la pressione alta, il diabete, il colesterolo elevato, la sedentarietà e altri fattori legati allo stile di vita. La genetica conta, ma non è tutto. Anche le scelte quotidiane possono fare la differenza.  

Esistono innumerevoli diete che promettono di migliorare la salute, ma una sola è stata ideata specificamente per il cervello. Si tratta della dieta Mind (acronimo di 'Mediterranean-Dash Intervention for Neurodegenerative Delay'): essenzialmente una combinazione di due regimi alimentari che la ricerca ha dimostrato avere benefici per il cervello: la dieta Mediterranea e la dieta Dash ('Dietary Approaches to Stop Hypertension'). Entrambe privilegiano alimenti integrali di origine vegetale: verdure, frutta, cereali integrali, frutta a guscio, semi e legumi. Il consumo di cibi altamente trasformati, grassi saturi e carne rossa è ridotto al minimo.  

Tuttavia, ci sono alcune differenze, la dieta Mediterranea include più alimenti culturalmente rilevanti per quella regione, in particolare olio d'oliva e pesce. La dieta Dash, invece, prevede un maggior consumo di latticini a basso contenuto di grassi e limita fortemente l'apporto di sale e zuccheri, essendo stata ideata per ridurre il rischio di ipertensione. In conclusione, la dieta non può garantire di prevenire l’Alzheimer o altre forme di demenza, ma uno stile di vita sano può contribuire a ridurre alcuni fattori di rischio. La prevenzione comincia dalle buone abitudini salutari e anche l'alimentazione ne deve far parte.  

3 set 2026

Alcaraz: "Mi prenderò delle lunghe pause, ci sono sempre più infortuni..."

3 set 2026

Harry e Meghan, il ritorno nel Regno Unito? Un (vero) incubo per Buckingham Palace

(Adnkronos) - Il ritorno nel Regno Unito del Duca e della Duchessa di Sussex potrebbe rivelarsi un "incubo" per Buckingham Palace. L'avvertimento è del noto commentatore reale Richard Fitzwilliams, secondo cui "è probabile che gli impegni in agenda della Corona vengano oscurati dalle scelte di Harry e Meghan e da ciò che verrà loro richiesto, o non richiesto, da Buckingham Palace".  

A incutere timori, sono in particolare le eventuali opportunità commerciali della moglie del secondogenito del sovrano, che potrebbero creare tensioni con la Casa Reale. L'esperto ha dichiarato a Fox News Digital che "l'incubo per il Palazzo è che la coppia non può essere controllata" e anche il fatto che, al momento, non ci sarebbero piani per un ritorno dei Sussex ai loro ruoli di membri attivi all'interno della famiglia reale. 

La coppia è rientrata in Gran Bretagna la scorsa settimana dalla California assieme ai figli Archie e Lilibet. Ha vissuto negli Stati Uniti per sei anni, ma ora si prevede che si stabiliranno in Gran Bretagna per un "periodo di tempo prolungato", con i bambini iscritti a scuole britanniche. I duchi di Sussex non svolgono più attività reali da quando hanno rinunciato ai loro incarichi sei anni fa per trasferirsi negli Stati Uniti. Da allora hanno colto diverse altre opportunità, come l'accordo milionario con Netflix.  

Intanto si apprende, secondo quanto rivelato da una fonte interna all'Express, che il principe William e la principessa Catherine sarebbero stati informati del ritorno di Harry e Meghan Markle solo pochi giorni prima che la notizia a sorpresa venisse resa pubblica. Anche se Re Carlo accoglie di certo con favore l'opportunità di trascorrere più tempo con Harry e i suoi nipoti, il rapporto teso del suo secondogenito con suo fratello resta il nodo cruciale per una vera e propria reunion familiare. E per ora, i principi di Galles si astengono da qualsiasi "reazione impulsiva" alla decisione dei duchi di Sussex di stabilirsi nel Regno. 

3 set 2026

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3 set 2026

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