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Reggio Emilia, al via domani il Festival di Emergency

(Adnkronos) - Tutto pronto per la sesta edizione del Festival di Emergency, che prende il via domani, venerdì 4 settembre, a Reggio Emilia a partire dalle ore 16 e proseguirà fino a domenica 6 settembre, con oltre 70 appuntamenti tra talk, dibattiti, spettacoli e laboratori per i più piccoli. Per tre giorni, piazze, teatri e cortili del centro storico di Reggio Emilia diventeranno un grande spazio di confronto pubblico, con oltre 70 appuntamenti tra incontri, dibattiti, spettacoli, cinema, arte e attività per tutte le età per interrogarsi sulle grandi questioni del nostro tempo e su cosa significhi, oggi, avere il “coraggio” di scegliere la pace. Per Emergency, “coraggio” significa difendere i diritti di tutte e tutti, prendere posizione, ascoltare le storie di chi cura sotto le bombe, di chi attraversa i confini per sopravvivere e di chi si oppone alla logica e alla pratica della guerra. Il programma attraverserà alcuni dei principali scenari internazionali e delle questioni che segnano il nostro presente.  

Nel corso delle tre giornate si parlerà di Afghanistan, Sudan, Ucraina, Palestina e Iran, ma anche di migrazioni, libertà di informazione, clima, scuola, diritto alla salute, intelligenza artificiale applicata alla guerra, partecipazione giovanile e obiezione di coscienza. Tra gli ospiti, protagonisti del giornalismo, della cultura, dell’attivismo e della società civile: Marianna Aprile, Tonia Cartolano, Francesca Cavallo, Paolo Maggioni, Yousra Elbagir, Dario Fabbri, Parisa Nazari, Stefano Nazzi, Francesco Cancellato, Valentina Petrini, Simone Pieranni, Chiara Piotto, Farian Sabahi, Lorenzo Tondo, insieme agli operatori e alle operatrici di Emergency impegnati nei diversi programmi dell’organizzazione. Tre le serate del weekend insieme ad Emergency : venerdì 4 settembre alle 21,30 in Piazza Prampolini spazio alla comicità con “Fa ridere ma anche riflettere”, un talk speciale in cui ironia, satira e osservazione del presente si incontrano. Protagoniste Martina Catuzzi e Michela Giraud, moderate da Pietro Sparacino. 

Sabato 5 settembre in programma due appuntamenti per la serata: sul palco di Piazza Prampolini alle ore 20 un episodio speciale del podcast Seietrenta XL dedicato a Gino Strada, a cinque anni dalla sua scomparsa, realizzato da Chora&Will Media. Si proseguirà alle 21,30 con Stefano Nazzi con “Altre Indagini – Scuola Diaz, Genova, 21 luglio 2001”, con la regia e il sound design di Stefano Tumiati e i contributi video di Jacopo Dani, in collaborazione con Il Post. La giornata conclusiva di domenica 6 settembre vedrà alle 18,30 “Sudan, viaggio al termine dell’umanità”, un racconto attraverso filmati e testimonianze di e con il giornalista de la Repubblica Fabio Tonacci, con la partecipazione straordinaria di Fabrizio Gifuni e le letture di Giulia Quadrelli e Leonardo Bianconi. Tra gli altri momenti imperdibili del festival, venerdì 4 settembre alle ore 18,30 il panel “Il coraggio di esserci” con la partecipazione della presidente di Emergency Rossella Miccio e operatrici e operatori della ong da Gaza e dall’Ucraina, moderato dalla giornalista di Sky Tonia Cartolano.  

 

Nella stessa serata, alle 20, il dialogo tra la saggista e giornalista, Paola Caridi, e l’artista italo-palestinese Nabil Bey Salameh, “Il coraggio di esistere”, per restituire voce e memoria al popolo di Gaza, che continua a esistere e resistere. Nel pomeriggio alle 17,30 sarà presentata la graphic novel Un diavolo muto. Storie da Gaza alla presenza di Marco Rizzo, giornalista e sceneggiatore, La Tram, disegnatrice, Boban Pesov, illustratore e autore di fumetti, Alessandro Manno, responsabile progetto Palestina di Emergency. Sabato 5 settembre alle ore 14,30, “Da sempre fragile, ma ancora tutto intero” con Francesco Arienzo, comico e creatore di contenuti, sul tema del coraggio e della fragilità; alle ore 15,30 “L’obiezione alla guerra è un diritto” dedicato alla campagna Ripud1acon la partecipazione dei giuristi Alessandra Algostino, Veronica Dini e Domenico Gallo. Domenica 6 settembre alle ore 15,30, moderato da Marta Allevato, giornalista Agi, con Parisa Nazari, difensora diritti umani e Sadra Valizadeh, artivista queer/non-binary, “Quando il coraggio di una persona può accenderne mille” sul valore della parola come atto di consapevolezza, resistenza e trasformazione in Iran.  

E ancora l’incontro di domenica 6 settembre alle ore 16,45, “Femministe, musulmane, libere”, con Zainab Fasiki, autrice di fumetti e Carolina Paolicchi, editrice e traduttrice, sul tema del femminismo islamico raccontato attraverso l’arte del fumetto. A Palazzo Da Mosto, nell’ambito della campagna Ripud1a, il pubblico potrà inoltre attraversare “O la guerra o noi – La linea delle nostre scelte”, un percorso dedicato all’obiezione di coscienza e alle scelte individuali di fronte alla guerra, e “Insieme: così lontani, così vicini”, installazione immersiva realizzata da Ied Milano per Emergency che mette in relazione i visitatori con voci, suoni e immagini provenienti dai territori di guerra in cui opera l’organizzazione. A Palazzo dei Musei sarà allestita, inoltre, la mostra fotografica Revelation, con gli scatti del fotografo di Magnum Photos Lorenzo Meloni, curata da Giulia Tornari e realizzata da Emergency. Revelation propone una riflessione sulle conseguenze materiali dei modelli di sviluppo contemporanei e sulla necessità di immaginare forme più sostenibili ed eque di relazione con il territorio, le risorse e la tecnologia.  

A tal fine, Lorenzo Meloni ha immortalato poli industriali e tecnologici, reti energetiche, miniere dismesse, laboratori scientifici e paesaggi modificati dall’intervento umano. Il programma completo del festival è disponibile su Il Festival di Emergency|(www.emergency.it/festival/#programma). Tutti gli incontri sono gratuiti e prenotabili sul sito https://www.emergency.it/festival/, ma sarà possibile accedere agli eventi anche mettendosi in fila poco prima dell’inizio. Il Festival di Emergency è organizzato grazie a un protocollo di intesa con il Comune di Reggio Emilia, con il patrocinio della Regione Emilia-Romagna e con la media partnership di Sky Tg24. Per rimanere aggiornati sulle attività di Emergency in Italia e nel mondo: https://www.emergency.it 

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F1, a Monza Velo torna in pista al fianco del team McLaren Mastercard Formula 1 Team

(Adnkronos) - Velo, brand di BAT Italia e marchio leader nelle nicotine pouches in Italia e in Europa, annuncia il rafforzamento della propria presenza nel motorsport e in Formula 1 tornando in pista al fianco del McLaren Mastercard Formula 1 Team in occasione del Gran Premio d'Italia 2026. Durante uno degli appuntamenti più attesi dagli appassionati di motorsport sullo storico circuito di Monza, il logo Velo sarà presente sulla livrea delle monoposto McLaren, confermando una partnership consolidata, fondata su valori condivisi come innovazione, ricerca tecnologica e orientamento alla performance. 

Da oggi al 6 settembre, poi, Velo - primo brand del portafoglio multicategory di BAT a essere prodotto in Italia, presso l'Innovation Hub di Trieste - darà vita a una serie di iniziative pensate per coinvolgere i consumatori adulti. Tra queste, la partecipazione a Monza FuoriGP, l'evento che porta l'energia della Formula 1 nel cuore della città. Il brand sarà presente con due corner esperienziali in Piazza Trento e Trieste e Piazza Cambiaghi, le due principali location della manifestazione, dove i consumatori adulti potranno vivere l'adrenalina della pista grazie ai simulatori di guida McLaren Racing di ultima generazione. Piazza Trento e Trieste ospiterà inoltre l'esposizione di una monoposto del McLaren Mastercard Formula 1 Team, offrendo agli appassionati l'opportunità di ammirare da vicino la vettura, mentre per tutto il weekend entrambe le piazze saranno animate da concerti dal vivo e performance musicali. 

L'esperienza firmata Velo proseguirà inoltre anche oltre il circuito, coinvolgendo il pubblico adulto nel cuore della nightlife milanese. Il brand sarà protagonista di due serate, venerdì 4 e sabato 5 settembre, presso The Gate Milano, dove proporrà un format esperienziale dedicato all'intrattenimento. All'interno della location, un light corner offrirà agli ospiti l'opportunità di conoscere Velo in prima persona. 

“Il Gran Premio d’Italia a Monza rappresenta per Velo un appuntamento di grande rilevanza all’interno del nostro percorso nel mondo del motorsport e della Formula 1. La rinnovata presenza al fianco del McLaren Mastercard Formula 1 Team testimonia la solidità di una partnership costruita su valori condivisi come innovazione, eccellenza tecnologica e performance. Attraverso le esperienze dedicate al pubblico adulto, vogliamo offrire momenti di ingaggio autentici e coerenti con l’identità del brand,portando l’energia della pista anche fuori dal circuito”, ha dichiarato Sebastian Schroth, Head of Marketing at BAT Italia. 

3 set 2026

Donald Trump contro Harry e Meghan: "Hanno fatto cose terribili, io non li avrei mai accolti di nuovo come Re Carlo"

(Adnkronos) - "Sono terribili, non credo parlerò più con loro". Il presidente USA Donald Trump non le ha mandate a dire al principe Harry e a Meghan Markle. L'ex tycoon - come riporta il Daily Mail - commentando il ritorno a Londra della coppia dopo sei anni in California ha affermato non solo che non "li avrebbe riaccetati" negli Stati Uniti ma anche che la responsabilità della rottura di Harry con la famiglia reale inglese è della Duchessa del Sussex, accusandola di avere una "pessima influenza" sul marito. 

Parlando con la conduttrice di GB News Bev Turner, Trump - che già in precedenza si era detto felice del trasferimento di Harry e Meghan in Gb - ha affermato che i Sussex hanno fatto "troppe cose orribili" per essere riaccolti così facilmente a Londra. "Io non lo avrei mai fatto. Penso che Re Carlo sia fantastico, è un mio amico. Harry ha scritto un libro pessimo, e lei ha avuto una pessima influenza su di lui. Quello che gli ha fatto è inaccettabile". Non solo. Secondo l'inquilino della Casa Bianca anche il principe William sarebbe stato trattato male dal fratello e della cognata. "Le cose che hanno detto sul suo conto sono terribili. Sono sicuro di sbagliarmi, ma io non l'avrei ripreso. Non gli avrei mai più parlato", ha sottolineato. 

All'osservazione di Turner che il Re, accogliendo di nuovo il secondogenito ha voluto tendergli un ramoscello d'ulivo, Trump ha risposto: "Questo dimostra che brav'uomo sia Re Carlo. È una persona molto migliore di me. Io non l'avrei fatto. Avrei detto di lasciar perdere". E poi ancora sul sovrano: "Sta affrontando una situazione di salute molto difficile e pochissime persone avrebbero il coraggio di fare quello che ha fatto lui". 

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Milano, Formigoni: "Calabresi? Per centrodestra partita resta aperta, moderati non hanno anello al naso"

(Adnkronos) - "Con tutto il rispetto per la figura di Mario Calabresi, che stimo, i moderati non hanno l’anello al naso". È questo il punto di partenza dell’analisi di Roberto Formigoni, intervistato dall’Adnkronos sulle prossime elezioni comunali di Milano e sull’ipotesi di candidatura di Mario Calabresi per il campo largo di centrosinistra. 

L'eventuale candidatura di Calabresi può attrarre il voto dei moderati? L’ex sindaco di Milano Albertini, in caso di candidatura di Calabresi praticamente dà quasi il centrodestra per spacciato.  

"Non concordo. Cominciamo con la prima cosa. Calabresi può attirare il voto dei moderati, ma i moderati non hanno l’anello al naso. Non guarderebbero soltanto il candidato sindaco, ma la coalizione che lo sostiene. E nella coalizione che eventualmente sosterrà Calabresi, un peso significativo è della sinistra radicale. All’interno del Pd peraltro ci sono altri candidati, come Anna Scavuzzo e Pierfrancesco Majorino. Quindi Calabresi non è il candidato sindaco. È certamente una figura di rilievo, però torno a dire: il candidato sindaco di quale coalizione? 

Cioè?  

"Una coalizione che si è rivelata determinante nelle scelte politiche delle giunte di Sala e che ha portato la sinistra al governo a Milano a fare delle scelte di governo assolutamente radicali, estremiste. Pensiamo al fatto che Milano è stata trasformata in una città per ricchi, che si sta combattendo una guerra contro la circolazione delle auto, pensando di trasformare Milano in una città turistica, ma Milano è innanzitutto una città del lavoro. Chi lavora ha bisogno di utilizzare l’auto, invece qui si cancellano parcheggi, si mettono divieti, si mettono sanzioni. Quindi il moderato, che non ha l’anello al naso, valuterebbe bene qual è la coalizione che sostiene Calabresi. Credo che Calabresi non sposterebbe i voti dei moderati. 

 Dall’altra parte chi potrebbe sfidarlo?  

"Dall’altra parte ho trovato assolutamente ridicola la polemica che vedo ancora in parte esistere tra civico e politico. C’è chi dice che il candidato deve essere civico, altrimenti non vinceremo mai. Io penso che bisogna scegliere un candidato sindaco che abbia una personalità riconosciuta, che sia ritenuto capace di governare una città complessa come Milano, che sia capace di scaldare gli animi". 

In che modo?  

"Bisogna fare una campagna elettorale che sarà complicata, perché il centrodestra parte in svantaggio. Quindi ci vuole una personalità forte, generosa, che abbia voglia di spendersi, perché bisognerà girare tutti i quartieri, soprattutto nelle periferie. C'è un disagio amplissimo contro le scelte fatte dalla sinistra in questi anni. Però bisogna andare a parlare con questa gente, a visitare tutti i quartieri, a visitare tutte le situazioni di disagio, tutte le situazioni complesse. Per questo dico un candidato generoso. Poi che sia civico, che sia politico, non importa. 

Finora, tra i nomi usciti qualcuno di interessante c'è?  

"Ma sono tutti interessanti, sia il politico Lupi, sia i civici, sia quelli che hanno fatto politica in anni passati in posizioni di consigliere comunale, in posizioni libere, ci sono tutti i nomi interessanti che hanno il pregio, ai miei occhi, di avere offerto la loro disponibilità. Perché appunto, sapendo il momento difficile che il centrodestra attraversa a Milano, decidere di autocandidarsi significa decidere di mettersi a disposizione". 

Anche con Calabresi la partita rimane aperta?  

"La partita è in grave difficoltà per i 10-12 punti di distacco di vantaggio che in questo momento il centrosinistra ha rispetto al centrodestra. Questo è l'elemento forte che mette in difficoltà una campagna elettorale del centrodestra. Per questo ho detto prima: ci vuole una campagna elettorale molto ben pensata, capace di andare a interloquire con tutte le aree di vita dei cittadini milanesi, capace di visitare tutte le periferie, una campagna elettorale che impegni il candidato sindaco sette giorni su sette per almeno 8-10 mesi. Su questo sono d'accordo con Albertini: la scelta dovrebbe essere fatta entro la fine di settembre, immaginando che nel 2027 si vada a votare alla scadenza naturale, cioè nell'autunno del 2027. Perché, se invece le elezioni accadessero prima, a maggior ragione bisogna decidere entro la fine di settembre". 

Una corsa contro il tempo  

"Siccome oggi non sappiamo quale sarà la data del voto, è chiaro che il 30 settembre è proprio la deadline. Dopodiché il candidato e i partiti dovranno mettersi pancia a terra, perché potrebbe passare un anno prima del voto, ma potrebbero passare anche sei mesi. Il lavoro da fare è lo stesso che dicevo prima, cioè visitare tutte le periferie, tutti i luoghi di disagio, incontrare tutte le categorie, tutti i cittadini". 

Partita ancora giocabile?  

"La partita è giocabile se abbiamo un candidato di questo tipo, che vuole veramente spendersi, che ama Milano e vuole veramente spendersi. La gente innanzitutto ha bisogno, chiede di essere ascoltata. Per questo non bastano i social, la televisione, i cartelloni. Occorre l'incontro personale, perché l'elettore vuole vederti, vuole sentirti parlare, vuole guardarti negli occhi, vuole conoscere il tuo indirizzo. Se sei una persona seria gli dici: se io sarò eletto, guarda, questo è il mio indirizzo, questo è il mio numero di telefono, potrai venire a parlarmi, cercarmi, e io sarò a tua disposizione. Questo vuole sentirsi dire l'elettore. Posso fare una domanda, perfida lo ammetto: Calabresi sarebbe pronto a fare in campagna elettorale tutto il lavoro che ho indicato prima?" 

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