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Temptation Island, Sabrina Soussi minacciata e aggredita: cosa è successo

24 ago 2026

Morta la mamma del disturbatore tv Gabriele Paolini: il figlio presenta una denuncia per malasanità

24 ago 2026

Pierluigi Pardo difende Alessandro Vescini dopo la gaffe su Dazn: "Polemica surreale"

(Adnkronos) - "Prendersela con Alessandro Vescini sarebbe come prendersela con Jack Nicholson che per girare la scena di 'Here's Johnny' pare abbia impiegato 60 tentativi". Comincia così il messaggio condiviso sui social da Pierluigi Pardo, intervenuto, per difendere l'inviato di DAZN dopo le polemiche seguite alla sua gaffe in occasione della prima giornata di Serie A.  

Prima di Udinese-Como, Vescini infatti si era 'ingarbugliato' durante il suo intervento e, non rendendosi conto di essere in diretta, aveva chiesto al cameraman di ricominciare da capo. Il video della gaffe è stato condiviso sui social e da quel momento sono volate critiche nei confronti del giornalista.  

 

 

Pardo ha così deciso di prendere le sue difese spiegando anche i meccanismi dietro un quaslasi collegamento televisivo: "Se registri un finto live sai che potrebbe andare o non andare in onda e che se non ti piace puoi decidere di fermarti. A me in carriera è successo centinaia di volte. Chi lo insulta sul piano professionale dimostra di non essere particolarmente acuto". 

 

 

Il giornalista ha poi aggiunto: "Ora, capisco che la gente non sia tenuta a conoscere i meccanismi della tv ma pensare che uno in diretta si fermi da solo fa abbastanza ridere. Ovviamente c'è stato un errore nel mandare in onda quella clip, una gaffe evidente, ma prendersela con lui è surreale. Poi, certo, io e Ale siamo tra quelli che a volte sbagliano, non siamo brillanti, geni del public speaking e formidabili conduttori come quelli che criticano", ha detto Pardo ironizzando su se stesso e sul collega, "ma ci stiamo allenando... un abbraccio amici, facciamoci una risata qualche volta". 

24 ago 2026

Ranucci, Selvaggia Lucarelli: "Dovrebbe lasciare Report da solo"

(Adnkronos) - "Ranucci dovrebbe lasciare spontaneamente il programma, perché è ormai troppo ingombrante per Report". E' l'opinione che Selvaggia Lucarelli esprime su Instagram in relazione alla vicenda che coinvolge Sigfrido Ranucci. Il conduttore di Report è stato vittima di un attentato che, secondo le indagini, avrebbe come mandante il suo amico Valter Lavitola. Il faccendiere è in carcere. 

"Al di là di ciò che si pensi sul caso Ranucci, è evidente che la sua conduzione sia un problema per tutta la squadra di inviati. Immaginate i suoi giornalisti che fanno domande su collusioni, amicizie pericolose, frequentazioni, strani link tra potere e criminalità. Immaginate qualunque domanda. Non serve un genio per capire che ogni risposta sarebbe una provocazione sul conduttore della serie 'perché non guardate in casa vostra?'", scrive Lucarelli. 

"E non importa se sia una replica legittima o strumentale, l’argomento diventerebbe uno scudo. Cosa che Report non può permettersi. Per questo Ranucci (che lo sa bene) dovrebbe lasciare spontaneamente il programma, perché è ormai troppo ingombrante per Report e renderebbe difficile lavorare alla sua redazione", aggiunge la giornalista. "Ovviamente non lo fa perché per la sua auto narrazione, quella del martire, la cacciata è molto più efficace e funzionale. Lìidea della conduzione 'a rotazione' è una scemenza. I programmi hanno bisogno di volti, di riconoscibilità. Ranucci non è insostituibile, nessuno lo è", conclude. 

24 ago 2026

Volenterosi a Kiev, Meloni a Zelensky: "Fermo sostegno dell'Italia a sovranità e integrità dell'Ucraina"

(Adnkronos) - La Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha partecipato oggi in videocollegamento alla riunione dei leader della Coalizione dei volenterosi, svoltasi in concomitanza con il 35esimo anniversario dell'Indipendenza dell’Ucraina.  

Nel suo intervento, si legge in una nota di Palazzo Chigi, Meloni "ha rinnovato al Presidente Volodymyr Zelensky e al popolo ucraino le più sentite congratulazioni a nome del Governo italiano per la ricorrenza nazionale", ribadendo "il fermo sostegno dell'Italia alla sovranità, all'integrità territoriale e all’indipendenza dell'Ucraina". La premier "ha inoltre espresso profonda vicinanza per le sofferenze causate dai continui attacchi russi contro le infrastrutture civili". 

Meloni "ha anche confermato l'impegno italiano sul fronte umanitario in vista della stagione invernale, che proseguirà con l'invio di ulteriori generatori destinati in particolare a sostenere la resilienza della popolazione ucraina e a garantire la tenuta della rete energetica", si legge sempre nella nota di Palazzo Chigi.  

Durante la video-call della Coalizione dei 'Volenterosi', i leader "hanno concordato sulla necessità di rafforzare l'efficacia del regime sanzionatorio e contrastare ogni tentativo di elusione, al fine di indebolire ulteriormente la macchina bellica di Mosca", continua il comunicato. In conclusione, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni "ha riaffermato la determinazione dell'Italia a operare al fianco dei partner internazionali per favorire un percorso negoziale verso una pace giusta e duratura". 

 

"Ho ringraziato l'Italia, partner affidabile e Paese amico, per il suo costante e fermo sostegno all'Ucraina e per l'incrollabile solidarietà dimostrata al nostro popolo", scrive su X il ministro degli Esteri ucraino, Andrii Sybiha, dopo il colloquio telefonico "positivo" avuto con il titolare della Farnesina, Antonio Tajani in "una giornata che - parola del capo della diplomazia di Kiev - ci ricorda il prezzo della libertà e l'importanza di restare uniti per difenderla". 

Nel corso del colloquio, incentrato sulla sicurezza dell'Ucraina e "sui nostri sforzi comuni per rafforzare la pace e la stabilità in Europa", Sybiha e Tajani hanno discusso - stando sempre al post del ministro ucraino - "dell'intensificarsi degli attacchi russi contro le città ucraine, le infrastrutture critiche e nel Mar Nero". "Ci siamo concentrati sulla necessità di proteggere la libertà di navigazione, il funzionamento del corridoio marittimo ucraino e la sicurezza dei porti ucraini, che restano essenziali per la sicurezza alimentare globale", ha proseguito Sybiha, che ha quindi elogiato l'impegno "continuo" dell'Italia nella ricostruzione di Odessa. 

"Particolare attenzione è stata dedicata all'ulteriore assistenza in materia di difesa e al rafforzamento delle capacità di difesa aerea dell'Ucraina. Ho espresso il nostro apprezzamento per il sostegno dell'Italia e ho sottolineato l'urgenza di garantire che l'Ucraina disponga delle capacità necessarie per proteggere la propria popolazione e le proprie infrastrutture", aggiunge il ministro, precisando che anche "la resilienza energetica è stata un altro tema importante. Poiché la Russia continua i suoi attacchi sistematici alle infrastrutture energetiche ucraine, ho ringraziato l'Italia per la sua assistenza e ho sottolineato l'importanza di un sostegno internazionale costante in vista del prossimo inverno. Abbiamo anche affrontato il percorso dell'Ucraina verso l'adesione all'Ue e la necessità di mantenere lo slancio nel processo di adesione - conclude Sybiha - Conto sul continuo sostegno dell'Italia per l'apertura dei restanti capitoli negoziali e per mantenere una forte pressione sanzionatoria sulla Russia". 

24 ago 2026

Meteo, in arrivo la quinta ondata di caldo del 2026: "Fiammata africana breve ma intensa, attenzione ai temporali violenti"

(Adnkronos) - Chi pensava che il caldo estremo - soprattutto al Nord - fosse ormai un ricordo, dovrà ricredersi. E' infatti in arrivo già nelle prossime ore una nuova fiammata africana che porterà temperature ancora una volta oltre la media stagionale, soprattutto al Sud. Sarà breve ma molto intensa, e durerà fino a sabato 29 agosto. Lo spiega all'Adnkronos Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile rapporti con i media de iLMeteo.it.  

Ci sarà una nuova fiammata africana nei prossimi giorni? Se sì, dove sarà più intensa e quanto durerà?  

"Sì, già dalle prossime ore è prevista un’importante espansione dell’anticiclone africano verso nord, dall’Algeria raggiungerà con un’Heat Dome (una Cupola di Calore) dapprima il Sud e poi anche il Centro Italia. Per Heat Dome si intende un vasto campo di alta pressione all'interno del quale l’aria viene compressa verso il basso scaldandosi: la fiammata africana sarà più intensa al Sud, nel Lazio e sul Medio Adriatico".  

Si sta sentendo parlare di settima ondata di calore della stagione. E' corretto?  

"No, ad essere precisi abbiamo registrato ad oggi 4 ondate di caldo, la prima a fine maggio, la seconda dal 17 giugno per un paio di settimane, la terza dal 9 luglio al 21 luglio e la quarta dal 28 luglio al 17 agosto circa. Si tratta dunque della quinta ondata di calore del 2026". 

Nei giorni scorsi accanto alle alte temperature ci sono stati anche violenti temporali. Succederà anche nel corso di questa settimana?  

"Sì. Durante questa settimana avremo due fasi temporalesche: la prima fino a martedì pomeriggio, la seconda venerdì 28 luglio". 

Quali sono le regioni più a rischio?  

"Durante la prima fase temporalesca saranno a rischio quasi tutte le regioni centro settentrionali ma si tratterà di una veloce passata, dapprima al Nord e in Toscana poi su Umbria, Lazio, Marche e dal pomeriggio anche sulla Campania. La seconda fase di tuoni e fulmini è prevista venerdì 28 luglio sulle Alpi e localmente sulla Pianura Padana con fenomeni anche violenti". 

Fino a quando dureranno queste temperature così alte?  

"Fino a sabato 29 agosto, poi da domenica 30 le temperature inizieranno a scendere: sarà un’ondata di calore breve, ma molto intensa; per alcune zone del Centro-Sud (Marche, Abruzzo e quasi tutto il meridione) potrebbe essere l’ondata di caldo più forte della stagione". 

24 ago 2026

Caldo ad alta quota, Monte Bianco sempre più fragile

(Adnkronos) - Il Monte Bianco, il tetto d’Europa, è sempre più fragile e sofferente: in quota e a valle sono sempre più visibili i segni lasciati dalla crisi climatica. Negli ultimi sei anni, dal 2020 ad oggi, il ghiacciaio del Miage, nel cuore della Val Veny, si è abbassato mediamente di 15 metri, un’altezza pari ad un edifico di cinque piani, perdendo progressivamente volume in tutto il settore terminale. Nell’area circostante aumentano le colate detritiche e i crolli, le morene si deformano, diversi larici vengono giù, mentre si formano nuovi laghi. Preoccupa il continuo movimento del Planpincieux, sotto costante osservazione, con punte che raggiungono una velocità massima di due metri al giorno soprattutto nei periodi estivi di massima criticità. Nel 2026 tale velocità è stata raggiunta a luglio. 

È quanto emerge dal bilancio della seconda tappa di Carovana dei Ghiacciai 2026 di Legambiente che, in collaborazione con Cipra Italia e la partnership scientifica della Fondazione Glaciologica Italiana, è stata dal 20 al 24 agosto in Valle D’Aosta (prima tappa in Italia, dopo la prima in Francia) sul versante italiano del Monte Bianco tra la Val Veney e la Val Ferretorganizzando anche un flash mob in quota.  

Qui, sul sentiero che porta al Rifugio Bertone, accompagnata dalla Fondazione Montagna sicura, ha portato in primo piano il tema del rischio glaciale e della instabilità in quota, che poi si ripercuote a valle, lanciando un appello: "Servono monitoraggi costanti, più finanziamenti alla ricerca scientifica, maggiori politiche di mitigazione e adattamento, ed è fondamentale coinvolgere, informare e sensibilizzare la comunità locali sulla gestione e la convivenza con il rischio". 

“Il massiccio del Monte Bianco - dichiara Vanda Bonardo, responsabile nazionale Alpi di Legambiente e presidente di Cipra Italia - è un luogo dove gli effetti dei cambiamenti climatici sono particolarmente evidenti. In questa seconda tappa abbiamo osservato il ghiacciaio del Miage, in Val Veny, dove siamo stati peraltro con la prima edizione di Carovana dei ghiacciai nel 2020, e quello di Planpincieux, in Val Ferret. Quest’ultimo ci ricorda quanto la montagna sia fragile e quanto, insieme al cambiamento del ghiaccio, stiano cambiando anche le condizioni di sicurezza per le comunità che vivono e frequentano questi territori. Un tema che abbiamo voluto portare in primo piano insieme alla Fondazione Montagna sicura, il cui lavoro rappresenta un esempio concreto di come oggi sia necessario affrontare i nuovi rischi della montagna: attraverso la conoscenza scientifica, il monitoraggio costante e la capacità di tradurre dati e osservazioni in strumenti utili per la prevenzione e la gestione del territorio. Il rischio è ormai un elemento con cui dobbiamo imparare a convivere quotidianamente, senza limitarci a subirlo”. 

“La vista al Ghiacciaio di Planpincieux - dichiara Valter Maggi, presidente della Fondazione Glaciologica Italiana e professore dell’Università di Milano Bicocca - ha offerto una testimonianza diretta di come i cambiamenti climatici stiano accelerando il ritiro dei ghiacciai alpini, rendendo il monitoraggio e la gestione del rischio glaciale non solo un impegno scientifico, ma una responsabilità concreta verso i territori e le comunità che convivono con questi ambienti in rapida e continua trasformazione". 

“Su 172 apparati glaciali della Regione autonoma Valle D’Aosta - dichiara Jean Pierre Fosson, segretario generale Fondazione Montagna sicura - abbiamo alcune situazioni che meritano un attenzionamento particolare che deve essere volto ad azioni di protezione civile per dare il massimo della sicurezza sul territorio ed evitare situazioni di rischio per la popolazione. Questi apparti glaciali sono comunque oggetto di attenti monitoraggi con le migliori strumentazioni. In particolare, il ghiacciaio Planpincieux è costantemente osservato perché le sue dinamiche estremamente importanti possono arrecare dei danni al fondovalle antropizzato. In questo caso il monitoraggio è volto a dare maggiore sicurezza possibile alla popolazione e a garantire una fruizione della sicurezza delle nostre bellissime montagne”. 

24 ago 2026

Maxi incendio minaccia la città di Reno, in Nevada: quasi 90mila evacuati. I testimoni: "Siamo spaventati a morte"

(Adnkronos) - Un maxi incendio sta minacciando nelle ultime ore la città di Reno, la più grande del Nevada, Stati Uniti, costringendo le autorità a decidere per l'evacuazione di quasi 90mila persone. Lo riportano i media statunitensi, secondo cui circa 42mila residenti hanno ricevuto l'ordine di abbandonare le proprie abitazioni immediatamente, mentre ad altri 45mila è stato chiesto di tenersi pronti.  

L'"Hawk Fire" - così come è stato ribattezzato il rogo divampato mattina nei pressi dell'Hawk Meadow Trail, a ovest della città - ha già bruciato circa 15mila acri, oltre 60 chilometri quadrati, e provocato almeno sei feriti, tre dei quali soccorritori. Le autorità hanno riferito che le fiamme, di origine umana, non risultavano ancora contenute e che alcune abitazioni sono state distrutte, senza fornire per ora un bilancio preciso. 

Il governatore del Nevada, Joe Lombardo, ha dichiarato lo stato di emergenza nella contea di Washoe e mobilitato la Guardia Nazionale per sostenere le operazioni antincendio e le forze dell'ordine. "È una situazione attiva e in rapida evoluzione. Invito tutti coloro che si trovano nelle aree interessate a rimanere vigili e a seguire le indicazioni delle autorità locali", ha dichiarato. Forti venti e condizioni estremamente secche stanno favorendo la propagazione delle fiamme, che hanno raggiunto aree urbane alla periferia di Reno, città di circa 280mila abitanti al confine con la California. 

"Siamo spevantati a morte", hanno detto alcuni residenti alla BBC. Testimoni oculari hanno registrato video che mostrano l'incendio e le colonne di fumo alla periferia della città.  

24 ago 2026

Bimba di 8 anni muore dopo l’infezione da 'ameba mangia-cervello': il raro contagio in un lago

(Adnkronos) - Una bambina di 8 anni è morta in Louisiana dopo aver contratto una rara infezione provocata da Naegleria fowleri, conosciuta comunemente come 'ameba mangia-cervello'. Secondo la famiglia e le autorità sanitarie, la bambina potrebbe aver contratto l’infezione dopo aver nuotato in un lago vicino casa. 

La piccola, Lillian Smart, viveva a Ruston, nel nord della Louisiana, ed è morta in ospedale nel fine settimana, poco dopo aver compiuto otto anni. La famiglia ha annunciato la sua morte sui social, spiegando che il gonfiore e le lesioni al cervello erano diventati troppo gravi. 

La scorsa settimana il Dipartimento della Salute della Louisiana aveva comunicato che un residente aveva probabilmente contratto Naegleria fowleri dopo aver nuotato nel lago Claiborne, a circa 48 chilometri a nord-ovest di Ruston. 

Le autorità non avevano inizialmente reso pubblico il nome della persona contagiata. Successivamente, familiari e amici hanno identificato Lillian come la bambina ricoverata. 

Naegleria fowleri è un'ameba microscopica che può vivere in acque dolci calde. L'infezione può verificarsi quando l'acqua contaminata entra dal naso e raggiunge il cervello. Non si contrae bevendo l'acqua e non si trasmette da persona a persona. 

La malattia provocata dall'ameba, chiamata meningoencefalite amebica primaria (PAM), è estremamente rara ma può evolvere molto rapidamente. 

Secondo i dati citati dalle autorità sanitarie della Louisiana, tra il 1937 e il 2025 sono stati confermati appena 180 casi negli Stati Uniti. In Louisiana, nello stesso periodo, ne sono stati registrati soltanto tre. 

I primi sintomi possono comprendere mal di testa, febbre, nausea e vomito. Con la progressione dell'infezione possono comparire rigidità del collo, confusione, allucinazioni, problemi di equilibrio e altri gravi sintomi neurologici. 

Nel caso di Lillian, secondo quanto scritto dalla madre sui social, la bambina era stata ricoverata in terapia intensiva dopo che una febbre si era accompagnata a diplopia, cioè visione doppia. 

I casi di infezione da Naegleria fowleri si sono verificati soprattutto negli Stati Uniti meridionali e centrali, dove le temperature dell'acqua dolce possono essere particolarmente elevate. 

Secondo le ricerche citate dalla Cnn, tuttavia, il riscaldamento delle acque legato ai cambiamenti climatici potrebbe favorire la presenza dell'ameba anche in aree tradizionalmente meno interessate. 

Per questo le autorità sanitarie invitano a prestare attenzione quando si nuota in laghi, fiumi e altre acque dolci calde, soprattutto durante i periodi di temperature elevate. 

24 ago 2026

Litiga con la vicina, la picchia con un ombrello e poi le stacca dito a morsi: arrestata a Torino

(Adnkronos) - Prima l'ha picchiata brutalmente con un ombrello, poi le ha tranciato di netto la falange dell'indice. E' accaduto a Ivrea, nel Torinese, dove i carabinieri hanno arrestato in flagranza una nigeriana con l'accusa di lesioni personali gravissime, aggravate dai futili motivi e dalla presenza di un minore, e per porto di armi od oggetti atti ad offendere.  

I fatti risalgono al 21 agosto scorso, quando, secondo la ricostruzione degli investigatori dell'Arma, l'indagata, facendosi accompagnare dal figlio di soli 7 anni, avrebbe pedinato sui mezzi pubblici la vittima, anche lei di nazionalità nigeriana e con la quale c'erano precedenti dissidi di vicinato. In piazza I Maggio a Ivrea, all'esterno di un bar dove la vittima si era seduta in attesa di iniziare il proprio turno di lavoro, l'ha affrontata. 

Prima un primo acceso scambio di battute, poi, brandendo un ombrello, l'ha colpita al capo e al corpo con violenza tale da frantumarne completamente l'asta e il manico in legno. La colluttazione è degenerata quando, dopo aver afferrato con forza il braccio della malcapitata e addentato la mano destra, le ha tranciato di netto la falange del dito indice con un morso. 

In un disperato tentativo di divincolarsi, la vittima ha estratto dal proprio zaino una bomboletta di spray urticante al peperoncino, azionandola in tutte le direzioni. Il getto ha investito non solo l'indagata e i primi soccorritori ma anche il bimbo di 7 anni. La violenta lite è stata sedata grazie all’intervento di alcuni clienti del bar e all'arrivo tempestivo delle pattuglie dell'Arma, allertate dal titolare del locale. I militari hanno trovato la vittima in forte stato di shock, sanguinante alla mano, e l'indagata in stato di forte agitazione con gli abiti macchiati di sangue. Il bambino è stato immediatamente soccorso e affidato alle cure del padre, la vittima è stata trasportata d'urgenza al pronto soccorso dell'ospedale di Ivrea, dove i sanitari hanno diagnosticato un'amputazione traumatica irreversibile della falange e l'hanno dimessa con 20 giorni. L'indagata è stata arrestata e condotta in carcere. A seguito di giudizio direttissimo, nei suoi confronti è stata emessa il divieto di avvicinamento nei confronti della rivale.  

24 ago 2026

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