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'Breakfast in America', l'onda blu travolge Trump alle elezioni di midterm: i commenti al voto nella diretta Adnkronos

(Adnkronos) - Il commento ai risultati delle elezioni di Midterm negli Usa, che hanno visto l'onda blu dem travolgere il presidente Donald Trump e i repubblicani, nel corso della diretta "Breakfast in America" di Adnkronos. In studio, i vicedirettori Jole Saggese e Giorgio Rutelli.  

 

"Se eleggi un clown ottieni un circo. Però questo spettacolo del circo ha un po' stancato". Così Gregory Alegi, docente di Storia degli Usa alla Luiss, riassume la sconfitta dei Repubblicani alle elezioni di metà mandato nel corso della diretta Adnkronos, suggerendo che il presidente Donald Trump si sia scontrato con "il problema che hanno spesso i populisti, ovvero di promettere soluzioni facili a problemi difficili". 

Come spiega Alegi, i problemi di fondo che avevano creato un "fortissimo malumore" nei confronti di Joe Biden e punito i democratici alle elezioni del 2024 "sono rimasti lì: le diseguaglianze sociali sono rimaste, l'inflazione alta è rimasta". In più hanno pesato una serie di provvedimenti trumpiani, "dai dazi sulle importazioni allo scatenamento di guerre varie e assortite, che comunque si sono scaricate in tensioni sui prezzi che poi paga l'americano medio. Uno degli indicatori classici della politica americana è il prezzo alla pompa della benzina": in un Paese sostanzialmente autosufficiente nella produzione di petrolio, "pagare il doppio o il triplo alla pompa" rispetto al passato recente "azzoppa qualsiasi candidato". 

A livello simbolico, dunque, "la popolarità di Trump ha dovuto scontare la distanza tra le promesse e i fatti", riassume il docente della Luiss. L'altro aspetto ha a che fare con la dimensione sociale, rileva: interrogato sul possibile peso della cosiddetta componente "woke", sottolinea, gli statunitensi "sono in grado di accettare cambiamenti sociali", come il matrimonio gay, già accettato dai repubblicani e difeso da una Corte Suprema a maggioranza conservatrice. Sul piano dei valori, però, si registra l'impatto di "scandali, la vasta corruzione, gli arricchimenti a tutti i livelli dei membri dell'amministrazione, l'incompetenza di molti di questi personaggi" come il segretario alla difesa Hegseth, "disprezzato" dai militari.  

"Io non credo che Trump cambi il suo atteggiamento, onestamente: è quello che è". Tuttavia, in assenza della "magia" del presidente, alcuni esponenti del Partito repubblicano "potrebbero diventare più autonomi", continua Alegi. 

Il Partito repubblicano potrebbe capire "che non basta la benedizione di Trump per vincere sempre e comunque", osserva Alegi, indicando il caso del candidato trumpiano Ken Paxton in Texas come indicativo. Anche la senatrice del Maine Susan Collins, più tradizionalmente repubblicana e distante dal presidente, non è riuscita a convincere il proprio elettorato, osserva l'accademico. 

Alegi sottolinea che per evitare l'ostruzionismo nel Senato Usa servono 60 voti: la possibilità che qualcuno dei senatori repubblicani abbandoni Trump e incominci a votare con i democratici "potrebbe essere il vero game changer", avverte. 

 

"Big Tech torna a casa, e cioè torna in quel mondo democratico progressista che da sempre aveva caratterizzato gli innovatori". Lo dichiara l'ambasciatore Armando Varricchio, inviato speciale per l'innovazione e già rappresentante dell'Italia negli Usa, nel corso della diretta Adnkronos, indicando l'ondata blu che ha travolto il Texas, Stato a forte componente repubblicana eletto da Elon Musk come sede principale delle proprie aziende al posto dell'irrimediabilmente democratica California. 

Tra le motivazioni dietro la vittoria democratica Varricchio ravvisa un ripensamento da parte della popolazione riguardo ai benefici della crescita tecnologica legata all'intelligenza artificiale, non da ultimo le "immano costruzioni dei data center", contro i quali si sta scatenando "una ribellione che passa attraverso le linee politiche". Tutto questo "si riflette in questa fortissima sperequazione economica che porta neanche miliardari, ma trilionari ad avere ricchezze impensabili per i cittadini normali". 

"La parola peggiore per Trump, l'insulto peggiore, è 'perdente'. Quindi lui vorrà trasformare questo risultato in una opportunità per rilanciare la sua presidenza e quindi dovrà collaborare con il Congresso", continua Varricchio Le paure iniziali di uno scontro durissimo, per il momento, sembrano "messe da parte: questa è una buona notizia per l'America, ma è una buona notizia per il mondo intero", aggiunge. 

L'idea che il presidente si potesse mettere di traverso e potesse addirittura contestare la legittimità del voto si è dimostrata senza fondamento, rileva Varricchio: Trump ha dunque "tutto l'interesse" a selezionare una serie di temi su cui portare avanti la propria agenda con il Congresso, "che sarà molto centrata sugli aspetti interni, perché è lì che potrà fare veramente la differenza e potrà soprattutto porre le basi per un rilancio del Partito Repubblicano che esce da queste elezioni pesantemente eh danneggiato". 

 

Dopo la sconfitta alle elezioni di metà mandato, il presidente Usa Donald Trump "sicuramente sarà molto più conciliante nei prossimi due anni", afferma quindi Simone Crolla, Managing Director della Camera di Commercio Usa in Italia, nel corso della diretta Adnkronos, sottolineando che il presidente, in qualità di "uomo che riconosce la forza come tratto caratteristico della propria negoziazione e del proprio modo di agire", sa di aver "contribuito a un record negativo", dato che è la quinta volta dal dopoguerra che un presidente perde entrambi i rami del Congresso. 

Trump sarà dunque più conciliante "perché sicuramente non potrà fare tutto quello che avrebbe voluto fare qualora avesse mantenuto la maggioranza, quantomeno in uno dei due rami del Parlamento", prosegue Crolla, sottolineando che da gennaio si apre il periodo della sessione "lame duck", anatra zoppa, in cui il suo potere sarà molto ridimensionato. Di conseguenza, "se ci dobbiamo aspettare qualche iniziativa un po' forte", come la nomina di nuovi giudici federali, l'utilizzo di poteri speciali relativi ai dazi il tentativo di finanziare ulteriormente attività come la guerra in Iran, questo "capiterà adesso". 

 

La sconfitta del Partito repubblicano Usa alle elezioni di metà mandato "è una bocciatura di questi primi due anni di governo di Trump, che non sono stati la gestione di problemi, ma più due anni di un despota che alla prima tornata elettorale è stato punito severamente dai propri elettori", dichiara Lia Quartapelle, deputata del Partito democratico, nel corso della diretta. 

"L'avventurismo in politica estera non paga, anzi ha fatto sostanzialmente aumentare le bollette. La politica economica confusa di questi due anni ha premiato i super ricchi ma scontentato tutti gli altri che si sono presentati alle urne e hanno presentato il conto. E la brutalità sull'immigrazione, che è una cosa molto diversa dal governo dell'immigrazione, ha diviso, spaventato e allontanato un elettorato che invece due anni fa aveva creduto in Trump", riassume Quartapelle. 

Per l'Europa "sarebbe pericoloso pensare che debba ridurre l'urgenza con cui noi dobbiamo cercare di renderci più autonomi dagli Stati Uniti", continua. "Non illudiamoci che questa sia l'alba di un nuovo giorno. Lo è forse per la democrazia americana, non lo è per la necessità di indipendenza e di autonomia dell'Europa", riassume. 

Secondo la deputata dem è "illusorio pensare che ci siano degli effetti diretti di queste elezioni" al di fuori degli Usa, almeno prima delle elezioni presidenziali del 2028. Da parte europea, quella di Trump è "una presidenza che si incattivirà, che continuerà a ribadire gli stessi concetti, o si ammorbidirà? Conoscendo Trump, secondo me è molto difficile che cambi direzione, non l'ha mai fatto: manterrà una postura erratica, imprevedibile, a volte molto prepotente, aggressiva". 

Quartapelle identifica "una lezione più generale rispetto alla politica interna in Europa", segnatamente per le forze di destra, dato che la politica Usa spessa anticipa quella europea: "questa violenza, questa caparbietà, che ha mostrato il populismo e il nazionalismo di Trump non paga nelle urne. È la fine, secondo me, del trend Maga, il trend aggressivo". 

 

4 nov 2026

Midterm Usa 2026, il Michigan sceglie El-Sayed: chi è il medico musulmano di origine egiziana

(Adnkronos) - Gli elettori del Michigan hanno eletto Abdul El-Sayed al Senato degli Stati Uniti, rendendolo il primo musulmano eletto in quella Camera dopo una campagna elettorale in cui ha difeso i pazienti transgender, ha contestato gli attacchi repubblicani alla loro assistenza sanitaria e ha superato una defezione dell’ultimo minuto da parte del suo ex rivale alle primarie democratiche. 

"Michigan, ce l'abbiamo fatta!", ha affermato davanti ai sostenitori a Detroit. "Sono davvero orgoglioso, onorato di essere qui come senatore eletto per il grande stato del Michigan", ha detto ancora El-Sayed. 

Mentre ancora si attendono i risultati, El-Sayed ha riconosciuto alla folla di aver "scommesso sul candidato più improbabile" e ha ringraziato i sostenitori. "Non vedo l'ora di mettermi al lavoro" per il Michigan, ha detto, attaccando l'avversario, il repubblicano Mike Rogers, per i contenuti della campagna elettorale. "Sappiamo tutti che il mio nome e la mia fede non sono il motivo per cui non potete permettervi la benzina, non sono il motivo per cui non potete permettervi di fare la spesa o una visita medica", ha incalzato. 

Molteplici gli attacchi di Donald Trump e dei repubblicani nei confronti del 41enne medico musulmano di origine egiziana. Trump lo ha definito più volte "jihadista", mentre altri esponenti del partito hanno rilanciato le accuse di legami con organizzazioni estremiste. Mike Rogers gli ha contestato donazioni da parte di persone legate al Council on American-Islamic Relations (Cair) e presunti collegamenti familiari con i Fratelli Musulmani. El-Sayed ha negato ogni legame con quest'ultima. 

"Non vedo l'ora di andare in Michigan, potrò parlare di un uomo che è dei Fratelli Musulmani, che è un jihadista che non può entrare nel nostro Senato", aveva detto Trump nei giorniscorsi. "E' un falso, tutto di lui è falso, è un bugiardo, dice di essere un moderato, ma non è un moderato, è un jihadista, un malvagio, violento jihadista e non deve avere posto nel nostro governo", ha continuato a ripetere il presidente Usa. 

4 nov 2026

Giochi di ruolo erotici online e video con violenti abusi su minori, 7 arresti e 23 denunce

(Adnkronos) - Sette persone arrestate e 23 denunciate in stato di libertà. E' il bilancio di una maxi operazione di contrasto alla produzione e divulgazione di materiale pedopornografico denominata 'Sweet Strip' condotta dalla Polizia su tutto il territorio nazionale. L’indagine, coordinata dalla Procura di Roma, ha consentito di identificare 30 individui, dopo un lavoro di filtraggio e identificazione di numerose persone residenti in diverse località italiane, e di sequestrare centinaia di giga byte di video ritraenti violenti abusi su minori, oltre a 60 supporti informatici e 895 grammi di marijuana, rinvenuti nell’abitazione romana di uno degli arrestati. Le indagini sono scattate dopo la denuncia della madre di una minore di 14 anni, adescata su una nota piattaforma di messaggistica istantanea, da un adulto che l’aveva indotta a partecipare a un gioco erotico denominato 'Omegle Game'.  

Un gioco, spiegano gli investigatori, che consisteva in una serie di sfide a contenuto sessualmente esplicito, con cui l’adulto interlocutore attribuiva un punteggio ai comportamenti erotici di un numero indeterminato di giovani partecipanti di volta in volta adescate. Ad esempio, venivano attributi cinque punti nel togliersi una maglietta, 10 punti nel mostrare in chat la propria biancheria intima, fino ad arrivare a un massimo di 50 punti al compimento di atti di autoerotismo. 

Tale canale di messaggistica istantanea, su cui in seguito sono stati rinvenuti numerosi altri filmati realizzati con modalità in registrazione schermo, ritraenti videochiamate effettuate ad hoc, permetteva agli utenti accreditati di chattare, sia tramite testo che video, con sconosciuti adulti abbinati casualmente. Per poter partecipare al gioco, occorreva essere introdotti attraverso un link di invito, effettuando un pagamento elettronico o in criptovalute. Il Cosc Lazio ha identificato le quattro persone che hanno materialmente creato e organizzato le chat di gioco finalizzate all’adescamento di minori, con correlata attività di produzione e condivisione di materiale pedopornografico con successivo commercio on-line e conseguenti guadagni. La Polizia postale si è concentrata su un particolare canale a pagamento, denominato Lumaca, al cui interno sono stati individuate 30 persone dedite alla diffusione di materiale pedopornografico, documentando le dinamiche di interazione tra loro, poste in essere per acquisire in maniera 'sicura' lo scambio digitale di materiale pedopornografico. 

Sono state eseguite su tutto il territorio nazionale, su disposizione della Procura di Roma e il coinvolgimento operativo dei Cosc della Lombardia, Veneto, Piemonte, Umbria, Campania, Sardegna, Puglia e Calabria, 30 perquisizioni domiciliari e informatiche che hanno consentito di assicurare alla giustizia i responsabili, tra i quali due minori. 

4 nov 2026

Midterm Usa, onda blu contro Trump: le reazioni da Barack Obama a Elon Musk

4 nov 2026

Elezioni midterm, la notte delle prime volte: da Jeffries a El-Sayed e Pappas, i risultati 'storici'

(Adnkronos) - La notte delle prime volte. Le elezioni di midterm 2026 negli Stati Uniti consegnano il Congresso ai democratici, che ottengono la maggioranza alla Camera e al Senato, e sono caratterizzate da una serie di risultati che, per motivi diversi, diventano storici nella notte che segna un sconfitta totale per il presidente Donald Trump e per il partito repubblicano. 

L''onda blu' nel voto di metà mandato porta in dote una serie di 'record'. Il deputato democratico Hakeem Jeffries, rieletto alla Camera per l'ottavo mandato, è destinato a diventare il primo Speaker afroamericano nella storia dell'istituzione.  

Abdul El-Sayed, eletto in Michigan, diventa il primo senatore musulmano nella storia. Il 42enne di origine egiziana, obiettivo costante di Donald Trump nei comizi dell'ultimo mese, ha sconfitto il repubblicano Mike Rogers. 

Chris Pappas, vittorioso nella corsa al Senato in New Hampshire, è destinato a diventare il primo senatore dichiaratamente gay nella storia degli Stati Uniti. Il suo successo ha un peso specifico notevole perché consente ai dem di mantenere un seggio fondamentale, in uno Stato ritenuto aggredibile dai repubblicani.  

In Florida, il nuovo governatore è Byron Donalds: lo stato avrà per la prima volta una guida afroamericana. Il 48enne si è imposto dopo una campagna basata sulle riforme fiscali, sulla regolamentazione dei data center e sul sostegno all'agenda del presidente Donald Trump. 

Risultati inediti anche in New Jersey, dove Adam Hamawy diventerà il primo membro musulmano del Congresso dopo la vittoria nel 12° distretto congressuale e la conquista di un seggio alla Camera. 

Keisha Lance Bottoms si avvia a diventare la prima governatrice nera della Georgia, la prima donna a ricoprire tale carica nello Stato e la prima governatrice nera nella storia degli Stati Uniti. Ex sindaca di Atlanta, incarico ricoperto dal 2018 al 2022, Bottoms ha sconfitto il repubblicano Rick Jackson, imprenditore miliardario del settore sanitario, che aveva investito ingenti risorse personali nella campagna elettorale. Bottoms succederà al governatore repubblicano Brian Kemp, al termine di due mandati. 

Il democratico David Crowley ha sconfitto il repubblicano Tom Tiffany nella corsa a governatore del Wisconsin, diventando il primo afroamericano eletto alla guida dello Stato. Il 40enne, sostenuto dal governatore uscente Tony Evers come suo successore, sarà anche tra i più giovani governatori nella storia del Wisconsin. 

Claire Valdez, invece, è destinata a diventare la prima donna nativa americana a rappresentare lo Stato di New York al Congresso grazie al successo nel 7° distretto. 

 

4 nov 2026

"Voto di protesta e bocciatura di Trump", così la stampa Usa vede la 'vittoria storica Dem' alle midterm

(Adnkronos) - Un "risultato storico". Un voto "di protesta contro Trump", una "bocciatura nazionale" del presidente Usa. Così la stampa americana descrive la vittoria dei Democratici alle elezioni di Midterm. ''Gli elettori hanno respinto con forza Trump'', scrive Politico per descrivere la vittoria Dem, sottolineando che ''i Democratici conquistano nettamente Camera e Senato'' e che ''gli elettori hanno spazzato via il partito repubblicano dal potere''. Ora, nota, ''i Democratici sono pronti a gestire il Congresso e a indagare su tutto ciò che riguarda Trump''. Il Wall Street Journal parla invece di voto in ''segno di protesta contro Trump'' nel descrive ''progressi storici'' ottenuti dai Democratici ''in Stati tradizionalmente repubblicani'', sottolineando che gli elettori alle urne hanno espresso ''frustrazione nei confronti di Trump e del costo della vita''. 

Anche il New York Times fa riferimento a una ''sonora bocciatura nazionale di Trump'' e parla di ''sconfitte clamorose in tutto il Paese'' per i Repubblicani, con i Democratici che ora ''si sono garantiti una piattaforma per contrastare Trump''. Il Washington Post titola invece ''Democratici al comando''e sottolinea che ''il Partito ottiene grandi vittorie in tutto il Paese'', mentre ''Trump subisce una sconfitta storica''. Anche Usa Today scrive che ''Trump subisce una dura battuta d'arresto nel nuovo scenario politico'', mentre ''i Democratici cavalcano l'onda anti-Trump e conquistano il Congresso''. 

Il New York Post sottolinea che ''i Democratici riconquistano il Senato dopo aver ottenuto vittorie storiche nei feudi repubblicani, in una clamorosa sconfitta per Trump'' e anche il Los Angeles Times scrive che ''i Democratici collezionano grandi vittorie in tutto il Paese''. 

 

4 nov 2026

Iran, la batosta midterm non frena Trump: "Molti a volere attacco su larga scala"

(Adnkronos) - "Se dovessimo fare qualcosa su larga scala... molti vorrebbero sferrare un colpo pesante". Nonostante la batosta alle elezioni di midterm, Donald Trump torna a evocare possibili attacchi contro l'Iran dopo il voto. "L'unica cosa che posso dirvi con certezza è che l’Iran non avrà mai un’arma nucleare", le parole del presidente a Fox News. 

Gli Stati Uniti, aveva spiegato poche ore prima della chiusura dei seggi al Financial Times, non hanno piani immediati per lanciare nuovi raid, ma sono pronti a intervenire se necessario. "Siamo pronti a intervenire se necessario, ma potrebbe non esserci alcuna ragione per farlo", aveva affermato il tycoon, aggiungendo che il confronto con Teheran è in una fase favorevole per Washington: "Sembra che stiamo ottenendo tutto quello che vogliamo".  

Il presidente aveva inoltre riferito che sono in corso colloqui indiretti con l'Iran sul destino delle scorte di uranio arricchito. Trump aveva anche sostenuto che il blocco dei porti iraniani stia mettendo sotto pressione l'economia di Teheran e che il traffico petrolifero attraverso lo Stretto di Hormuz sia superiore a quello precedente alla guerra. 

 

"Per coscienza o per il costo della vita, gli americani hanno detto no alla guerra e noi appoggiamo questo messaggio", il commento al voto Usa su X del presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf. "Se il governo americano tradirà la volontà dei cittadini per servire finanziatori e ricattatori internazionali, scoprirà che il nostro no porta con sé un incubo", ha aggiunto. 

 

Quattro petroliere hanno preso fuoco nello Stretto di Hormuz dopo aver urtato mine marine, mentre tentavano di attraversare la rotta meridionale del passaggio "proibito". Lo hanno reso noto le Guardie della Rivoluzione, aggiungendo di aver posto sotto sequestro altre due navi. 

 

4 nov 2026

Elezioni midterm, onda blu travolge Trump: democratici conquistano il Congresso

(Adnkronos) - L'onda blu travolge Donald Trump. Il partito democratico trionfa alle elezioni di midterm 2026 conquistando la maggioranza alla Camera e al Senato. Disfatta per il partito repubblicano, che perde il controllo dei due rami del Congresso, e per il presidente degli Stati Uniti, bocciato dal voto che si trasforma in un referendum sulla Casa Bianca. I democratici ottengono un'ampia maggioranza alla Camera, con la prospettiva - a scrutinio ultimato - di superare 240 seggi sui complessivi 435. Con lo speaker Hakeem Jeffries, il primo afroamericano a ricoprire il ruolo, il partito sarà in grado di avviare un'ampia attività di controllo e indagine sull'amministrazione Trump. 

 

Il vero ribaltone va in scena al Senato, che i dem conquistano con una serie di exploit in Stati per decenni feudi repubblicani. A dettare il trend è il primo risultato ad effetto, la vittoria di Roy Cooper in North Carolina. La strada è tracciata e arriva la valanga. I repubblicani perdono anche il South Carolina, dopo 28 anni di dominio ininterrotto, con la sconfitta di Darline Graham - sorella del senatore Lindsey scomparso a luglio - contro Annie Andrews. Quando in Italia è quasi l'alba, arrivano altri verdetti. James Talarico trionfa in Texas staccando di quasi 20 punti il repubblicano Ken Paxton. Adam Hamilton trionfa in Kansas, dove i democratici piantano la bandiera dopo 94 anni. In Ohio, Sherrod Brown sconfigge il repubblicano Jon Husted. La maggioranza viene blindata dalla vittoria di Josh Turek in Iowa e da quella di Troy Jackson in Maine. Anche Abdul El-Sayed, candidato democratico al Senato in Michigan, parla di vittoria. 

 

Trump, tra un messaggio social e l'altro, non ha nessuna intenzione di intestarsi la sconfitta. "Non c'ero sulla scheda. Se ci fossi stato, avremmo ottenuto una vittoria a valanga. Ho detto agli elettori: 'Fate finta che io sia sulla scheda', ma non erano d’accordo e nella maggior parte dei casi non hanno gradito i candidati", dice il presidente, che inizia un tour tra tv e giornali. "Sono un po' sorpreso, pensavo sarebbe andata meglio. Abbiamo fatto dei comizi fantastici, con migliaia di persone dentro e fuori. C'era grande esaltazione, quindi ora sono un po' sorpreso. Pensavo di poter avvicinare quelle persone verso i candidati", dice. C'è un accenno di mea culpa: "La gente è d'accordo con quello che sto facendo sull'Iran, ma probabilmente non è disposta ad affrontare la conseguenza iniziale, di breve durata, di pagare di più la benzina. Sapete, lo capisco ma non sono d'accordo: è un problema a breve termine per un beneficio a lungo termine. Peccato". 

Al New York Times, Trump risponde con toni concilianti. "Sono assolutamente disposto ad accettare questi risultati", dice. "Lavoreremo con i democratici e, sapete, non vediamo l'ora di lavorare con loro. Probabilmente troveremo un'intesa". Stesso copione a Fox News: "Penso che i democratici abbiano fatto un buon lavoro. Lo penso davvero. Penso che abbiano fatto un buon lavoro. Si sono battuti duramente, mi combattono da molto tempo" ma "possiamo lavorare con loro sull’immigrazione. Penso che l'immigrazione sia una questione importante. Ho sempre pensato che dovremmo riuscire a collaborare sull’immigrazione". 

 

Alla Cbs, in realtà, il numero 1 della Casa Bianca si dice pronto a ricorrere a "poteri enormi" e a utilizzare il veto presidenziale per bloccare le iniziative legislative dei dem dopo le elezioni. "Ho il potere supremo, si chiama veto", dice. A Politico, poco dopo, corregge il tiro: "Ho il diritto di porre il veto su tutto, ma non voglio passare due anni a mettere il veto su ogni cosa. Lavoreremo con i democratici. Hanno già chiamato, ho molti amici anche tra i democratici". Tutto chiaro? No, perché negli stessi minuti sul social Truth arriva l'ennesimo post: la foto di un cappello rosso, in puro stile Maga, con la scritta VETO. 

 

4 nov 2026

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4 nov 2026

Trump: "Accetto i risultati, pronto a lavorare con i dem". Ma il presidente può diventare 'Mr Veto'

(Adnkronos) - "Sono pronto a collaborare con i democratici". Donald Trump accetta la sconfitta totale nelle elezioni di midterm e si prepara a convivere con il Congresso controllato dai dem, che hanno conquistato la maggioranza al Senato e alla Camera dei Rappresentanti. Quando il verdetto è certo, il presidente rompe il silenzio. Prima, sul social Truth, prende le distanze dalla batosta del partito repubblicano: "Non ero sulla scheda. Se ci fossi stato, avremmo ottenuto una vittoria schiacciante. Gli elettori non hanno gradito i candidati". Poi, al New York Times, invia messaggi dal tono conciliante. "Sono assolutamente disposto ad accettare questi risultati. Lavoreremo con i democratici e, sapete, non vediamo l'ora di lavorare con loro. Probabilmente troveremo un'intesa", dice nelle dichiarazioni rilasciate quando in Italia sono passate le 4.30 del mattino del 4 novembre. Il presidente in versione soft anche quando parla con Politico: "Lavoreremo con i democratici per assicurarci che le cose vadano bene per il nostro Paese. È molto importante. Mi hanno già chiamato e vogliono collaborare con me". 

L'inversione rispetto alle parole affidate qualche ora prima alla Cbs è notevole. Tra un messaggio e l'altro sul social Truth, con la foto di un cappellino con la scritta 'VETO', a seggi ancora aperti Trump si è detto pronto a ricorrere a "poteri enormi" e a utilizzare il veto presidenziale per bloccare le iniziative legislative dei dem. Nell'intervista, Trump ha rivendicato esplicitamente di avere "il potere supremo, si chiama veto". 

Il presidente ha sostenuto che una recente sentenza della Corte Suprema, nel caso Trump contro Slaughter (per il licenziamento di Rebecca Slaughter, membro della Federal Trade Commission), gli conferirebbe ampi poteri esecutivi, consentendogli di portare avanti la propria agenda anche con un Congresso controllato dall'opposizione. "Abbiamo vinto il caso Slaughter che conferisce al presidente poteri enormi, mai avuti prima".  

Nelle stesse ore, Trump ha lanciato un appello per la raccolta fondi tra i suoi sostenitori e ha avvertito che i democratici chiederanno "apertamente il mio impeachment". In un'email inviata mentre negli Stati Uniti chiudevano i primi seggi, il presidente ha ricordato il suo secondo mandato è "praticamente a metà", aggiungendo che "c'è ancora molto da fare per portare a termine il lavoro e rendere di nuovo grande l'America. Prometto che continuerò a lottare ogni giorno per voi e le vostre famiglie". Trump ha inoltre definito i democratici "più fuori controllo, arrabbiati e pericolosi che mai". 

Nel day after, il presidente potrebbe limitarsi a esternazioni sui social. Nessun appuntamento pubblico è in programma per il 4 novembre. Secondo l'agenda diffusa dalla Casa Bianca, il presidente ha in calendario quattro riunioni dedicate a questioni politiche, tutte a porte chiuse e senza accesso alla stampa. Il copione dei prossimi mesi, però, viene anticipato da un funzionario della Casa Bianca all'Afp: Trump fermerà la "sinistra radicale" a prescindere dall'esito del voto. "Allacciate le cinture", ha avvertito. 

4 nov 2026

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