Galeotto fu Tinder

Matrimoni, sesso e dating online: internet sta cambiando le frontiere delle relazioni sentimentali, ma anche la struttura della nostra società. E non come vi aspettavate

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Galeotto fu Tinder

Frédéric Soulacroix, Flirtation

Sostiene la storica del costume Moira Weigel nel suo nuovo saggio (Labor of Love: The Invention of Dating), che i nostri appuntamenti galanti sembrano ormai “una forma sentimentale di stage non pagato”. Ci diamo appuntamento così come lavoriamo: in un modo precario, occasionale, flessibile. La realtà è davanti ai nostri occhi. Millennial agganciati al loro smartphone e, soprattutto, app di dating online come Tinder e i suoi fratelli, che sembrano volgare consumismo relazionale, esempi della “decadenza dei tabù nell’era dell’eCommerce sentimentale” (copyright Zygmunt Bauman). Ma la trasformazione è molto più profonda.

    

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Le app di dating, infatti, non stanno cambiando solo il nostro modo di conoscerci e relazionarci con i partner, ma anche la struttura stessa della società. Uno studio firmato da Josue Ortega della University of Essex e Philipp Hergovich dell'Università di Vienna ha analizzato l'influenza del dating online sulle dinamiche di integrazione sociale. “The strength of absent ties: social integration via online dating” parte da una considerazione piuttosto ovvia: se ci conosciamo su Tinder in genere siamo perfetti sconosciuti, o per lo meno non apparteniamo per forza alla stessa rete sociale, a differenza di ciò che avviene nella vita reale o, per dire, su Facebook.

    

Se da un lato, infatti, i due ricercatori hanno stabilito una correlazione tra l’esplosione delle app di dating e l’aumento delle unioni miste, quindi tra persone di differenti gruppi etnici, dall’altro lato “il nostro modello prevede che i matrimoni creati grazie al dating online tendano ad essere più forti” ed evidenziano una percentuale inferiore di divorzi e separazioni tra chi si è conosciuto online, senza condizionamenti iniziali. Le coppie che si conoscono su Tinder&Co. si sposano più in fretta e i loro matrimoni durano quanto quelli iniziati con un classico “passo a prenderti alle otto”, sostiene un altro studio di Michael J. Rosenfeld, docente di sociologia all’Università di Stanford che ha utilizzato i dati del progetto pluriennale “How Couples Meet and Stay Together”.

  

Nel 1999 l’ideale romantico di tanti e tante era la Julia Roberts di Notting Hill: “Sono anche una semplice ragazza, che sta di fronte a un ragazzo e gli sta chiedendo di amarla”. C’è da dire che il web dell’epoca contava solo 25 milioni di utenti, poca cosa rispetto ai 3 miliardi e 800 milioni di oggi, e non stupisce che Match.com, nato quattro anni prima degli appuntamenti cinematografici tra Julia Roberts e Hugh Grant, nei primi sei mesi di vita raccolse solo 100mila iscritti. Il dating online occupava allora un angoletto del web, appena sopra i servizi a luci rosse. E soprattutto non potevi stare “di fronte a un ragazzo” e chiedergli di amarti. Quello schermo in mezzo, forse avvizziva “l’esca amorosa al petto”.

   

Iniziato come progetto personale di un appassionato di criogenia, Match.com è oggi il bisnonno di una popolosa fauna applicazioni. Una nuova ondata di siti web per il dating, come OKCupid, era emersa nei primi anni Duemila. Poi il settore è esploso, e ha raggiunto un giro d’affari da tre miliardi di dollari per il mercato statunitense, 1,2 miliardi per quello europeo e di e 600 milioni in Cina, con ampi spazi di crescita. Nel 2012, l’arrivo di Tinder ha cambiato di nuovo le carte in tavola. In rete e in Borsa sono cominciate ad arrivare versioni “locali” e orientate decisamente al matrimonio, ma ben poco pol. corr e con una visione dei rapporti di coppia per lo meno discutibile. Tra questi Matrimony.com, che prometteva di combinare anime gemelle indiane, anche con l’intervento di genitori, cugini e parentame vario e con un occhio alla casta. Approdato al Bombay Stock Exchange, con Goldman Sachs tra gli advisor, è arrivato tra i primi dodici titoli che i fondi comuni hanno acquistato a settembre di quest’anno in base al valore di mercato. Ayopoligami.com, il servizio di dating online per poligami, secondo quanto riporta il Guardian, sta facendo infuriare l’Indonesia, la più grande nazione musulmana del mondo, dove questi legami sono legali ma in gran parte considerati tabù.

      

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Insomma, a sentire gli studiosi e a leggere i dati, quello del dating online non è solo il mondo in cui si trovano incontri occasionali da “una botta e via”. Secondo un'indagine del 2013 pubblicato su Pnas, una delle riviste scientifiche più note a livello internazionale, oggi più di un terzo dei matrimoni negli Stati Uniti inizia con un appuntamento online. Inoltre i matrimoni che sono iniziati online, rispetto a quelli “nati off-line”, avrebbero un po' meno probabilità di provocare separazioni o divorzi. “Abbiamo trovato prove di un cambiamento epocale, dall'avvento di Internet, in come le persone incontrano il loro coniuge”, scrivevano i ricercatori, che basavano questa notevole affermazione sulle risposte date da un campione di 19.131 persone che si sono sposate tra il 2005 e il 2012. Tuttavia, alcuni esperti hanno criticato i risultati perché l'indagine è stata commissionata da eHarmony.com, un sito di incontri.

  

Secondo una ricerca del Pew research institute, sarebbe solo il 5 per cento degli americani ad aver incontrato la propria dolce metà su internet. Sta di fatto, comunque, che il dating online ha perso gran parte dello stigma che lo circondava fino a pochi decenni fa e oggi la maggior parte delle persone lo considera un ottimo modo per incontrare qualcuno: solo il 23 per cento degli americani è convinto che “i siti di incontri online sono roba da disperati”, dice l’indagine Pew. Una cosa è certa, dating o non dating siamo e restiamo semplici ragazzi. Solo che adesso preferiamo chattare con una ragazza e chiederle di amarci.

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