Roma alla Mostra del cinema di Venezia

Dopo Capalbio, tutti i romani cinematografari vanno a cafoneggiare a nel capoluogo veneto. Povero Lido!

Roma alla Mostra del cinema di Venezia

Foto LaPresse

Da Capalbio a Venezia, il passo è breve per quei romani (tanti) che nel giro di un week end hanno abbandonato la Maremma per la laguna veneta dove vige la regola non scritta in base alla quale “chi non va, non è”. Da Nicola Maccanico, amministratore della Vision Distribution, a Roberto Cicutto, presidente di Istituto Luce-Cinecittà, sono tutti qui. Il “madrino” Alessandro Borghi arriva con due bodyguard: Claudia Ranieri – figlia dell’ex giocatore e allenatore (tra le tante) anche della “magggica”, oggi del Nantes – e la sua socia Alice Sozzi, più belle di molte star del Lido, che con la loro Woolcan rappresentano l’attore, capace di conquistare pubblico e critica anche con la sua simpatia, come quando ringrazia Gucci e il designer Alessandro Michele “per essermi accanto da quando non sapevo neanche cosa fosse un fitting”.. Al Danieli, in terrazza, alla festa di Variety, tutto è decisamente kitsch e il vero spettacolo è quello fuori, con vista sul canal Grande. Una nota giornalista ruba una pochette usata come decoro, “perché me po’servi’ pei Golden Globb”. Alla prima edizione del Franca Sozzani Award arriva la vincitrice Julianne Moore, ma Lapo Elkann rovina il momento glam presentandosi con un abito color bronzo, camicia bianca, fazzoletto al taschino e ballerine (sì, avete letto bene) in tinta con tanto di fiocco. “Ma ndò va?”, ci chiede un noto uomo Rai che poche settimane fa ballava fino alle tre in una villa di Pescia Fiorentina. Sicuramente non al party di Vanity Fair organizzato ai Granai del Cipriani, a Giudecca, in onore del fotografo David Montgomery, con special guest l’attore Claudio Santamaria, che qui ha esordito come regista con “The Millionairs”. Non c’è neanche alla super cena di Tiffany and Co., al Conservatorio Benedetto Marcello. “Keep on Shining” è il tema e c’è chi lo pronuncia “sciai”, come “shy”, che vuol dire timido. Sarà per questo che non era “in the list?”.

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