Ops, il food!

Se vi eravate dimenticati l’Expo alimentare, ecco che Beppe Sala rilancia “Milano capitale del food”

Maurizio Crippa

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Beppe Sala con Severgnini

Giuseppe Sala con Beppe Severgnini nell'ottobre 2006 (via Wikipedia)

Sì, ci eravamo dimenticati della “Carta di Milano”. Che è quel bel documentone che intellò, addetti ai lavori e cittdini di ogni ordine e grado avevano prodotto prima dell’inizio dell’Expo2015 intitolato “Nutrire il pianeta, energia per la vita”, e che elencava princìpi e obiettivi in tema di nutrizione, sostenibilità ambientale e dei diritti umani. Un documento un po’ roboante, che iniziava “Noi donne e uomini, cittadini di questo pianeta, sottoscriviamo questo documento, denominato Carta di Milano, per assumerci impegni precisi in relazione al diritto al cibo che riteniamo debba essere considerato un diritto umano fondamentale”. Che fu consegnata al segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon, e che poi rimase ad aleggiare assai sotto traccia – non senza polemiche delle anime verdi – nei mesi di una Esposizione  universale che puntò soprattutto (e c’era poco altro da fare) sui grandi numeri, il molto food e il successo d’immagine e turismo per la città e per l’Italia. Passata l’Expo, il tema e il progetto di fare di Milano la capitale mondiale dell’alimentazione sostenibile è finito un po’ in soffitta. Beppe Sala, il sindaco che guidò l’Expo, si è dato altre priorità per trasportare Milano al centro dell’Europa e sotto i riflettori (e l’interesse) della business community internazionale.

Bio onnipotente

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Ma adesso l’alimentazione ritorna, Sala non dimentica che l’argomento è strategico per una metropoli che è anche uno dei comuni agricoli più grandi d’Italia. E così, capitale di molte cose, Milano sarà nelle intenzioni dell’Amministrazione anche “capitale del food”, come ha detto il sindaco presentando lunedì scorso il progetto da 6,2 milioni di euro finanziato dalla Commissione europea “OpenAgri”, dedicato allo sviluppo di start-up agroalimentari e per l’innovazione nell’agricoltura. “Tutto gira intorno al food, è una delle qualità di Milano che si va a sommare ad altre più note, come moda e design. Dobbiamo trovare il coraggio, in questa fase storica, di vendere nel mondo il fatto che Milano possa essere la capitale del food”. Puntando sulla cucina e, va da sé, sulla vocazione multiculturale della metropoli.

 

Così arriverà dal 4 all’11 maggio Milano Food City, eventi diffusi in città e in regione per “narrare” (ah, lo storytellig) il legame tra Milano e il suo ricco tessuto agroalimentare. Location ai caselli di Porta Venezia, all’Arco della Pace ma anche alla neo-inaugurata nuova sede della Fondazione Feltrinelli, che già all’epoca dell’Expo si era fatta promotrice dei lavori della carta di Milano, e che nei giorni di Milano Food City lancerà un’iniziativa intitolata alla “Carta di Milano – Guida Terrestre per un cibo sostenibile. Il tutto in concomitanza con in concomitanza con TuttoFood, il salone dell’alimentare che è un altro dei punti di forza di Fiera Milano. Il concept è da anni vincente: il “fuori salone”, ovvero gli eventi diffusi in città. Aveva iniziato il Salone del Mobile, aveva proseguito l’Expo con i sei mesi di Expo in città, ha usato la stessa formula Bookcity, la piccola vetrina chic dell’editoria, e lo stesso farà anche Tempo di Libri, il mega salone che ha rubato i grandi editori a Torino. Incontri, dibattiti, show cooking, degustazioni, talkshow, percorsi per gourmand tra le strade, videoinstallazioni sulla cultura del cibo, le buone pratiche dell’alimentazione Tra i partner di Milano Food City anche Confcommercio che ha organizzato gli eventi FoodFriends Day. Anche se proprio da Confcommercio, per bocca di Carlo Sangalli, sono arrivate delle critiche: il grande progetto dello Human Technopole sull’area ex Expo, al momento, sembra puntare molto sul “techno”, ma sta “il cibo resta clamorosamente l’unico grande assente”.

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