Tutti vanno a Matera. Ma perché?

Altro che slow, altro che cool. Il turista che visita la città dei Sassi è il turista più turista di tutti, perché mai vi si trasferirebbe a viverci. Ipotesi o sogni sul perché tutti la bramano

Tutti vanno a Matera. Ma perché?

Matera. Foto LaPresse/Xinhua

Io non capisco Matera. Nemmeno in questo periodo di ponti, quando tanti, a giudicare dalle poche camere libere, bramano la città dei Sassi. Sarà che il giorno dei morti bisogna visitare i propri defunti al cimitero, e io non ho nessuno laggiù. Sarà che sono di Potenza e i potentini Matera non l’hanno mai frequentata: scomoda, inutile, e più Puglia che Lucania. Io continuo a non capire Matera ma ho capito che, per quanto egli si percepisca slow, come direbbe Carlo Petrini, e cool, come direbbe Gaetano Cappelli, il turista che va a Matera è il turista più turista di tutti, anche di quelli che scelgono località ancora più abusate. Perché molti turisti che vanno a Venezia o a Roma o a Parigi se potessero vi si trasferirebbero, elevandosi a residenti. Mentre nessuno si trasferirebbe a Matera. E sta in questo programmatico disimpegno il cuore vuoto del turismo. Dunque perché i turisti perfetti si affacciano sulla gravina? Perché hanno letto Giovanni Russo e Rocco Scotellaro? Figuriamoci. Perché hanno amato Pasolini e Mel Gibson? Difficile. Forse per il pane? Ad Altamura è buono tale e quale. Per passeggiare dentro un presepio? Ma sono gli stessi apostati che a Natale fanno l’albero. Io non capisco Matera ma continuo a sondare il suo mistero. Che esista un movente erotico? Che sia per copulare nelle grotte, ormai tutte Airbnb, al modo ferino dei primitivi abitanti? Magari i Sassi, dove un tempo vivevano femmine fecondissime e maschi a cui Weinstein avrebbe potuto insegnare le buone maniere, alzano il bassissimo testosterone occidentale. Magari Matera stimola un sesso paleo, consumato sul pagliericcio con la clava alla cintura. Ipotesi. O sogni.

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Commenti all'articolo

  • Lory1969

    02 Novembre 2017 - 19:07

    Non capisco tutto questo veleno che le corrode l'anima....forse perché da potentino non è in grado di comprendere il significato di bellezza, cultura, tradizioni....sono davvero tanto dispiaciuta per lei e la sua pochezza d'animo!

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  • Floriana

    02 Novembre 2017 - 08:08

    Caro Langone, quando la volpe non arriva all'uva, dice che è acerba... Ah, Matera non si può capire, al pari di una donna, Matera si può solo amare...

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  • frapmont

    02 Novembre 2017 - 05:05

    Capisco Langone, nato a Potenza. riconosciuta, universalmente, come una delle città più belle d`Italia e del mondo...

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  • carlo.trinchi

    01 Novembre 2017 - 22:10

    Sogni non ipotesi. Marera e’ Matera. Fame e disperazione di un tempo che si vorrebbbe far rivivere di uno splendore catacombale. Restauriamo i sassi per andarci a trombare. Punto. Una città per vivere e farci vivere, deve vivere di suo non del riflesso di qualcosa che non ha o che non si riesce e far rivivere. “Lazzaro vieni fuori” ma Lazzaro era morto e morto rimase. Per far rivivere Matera occorrono palle, idee e voglia di vivere, i sassi sono sassi e morti rimangono. La voglia di vivere no, è umana se si ha voglia di vivere. La vita siamo noi non i sassi. Matera è un presepe e come tale è morta, morte sono le statuine che noi moviamo illudendoci che morte non siano. La vita è vita se la fai vivere e per questo occorre storia, arte, invenzione, inventarsi ed essere per esserci. Il presepe non basta, occorre l’anima. Roma, Venezia, Parigi l’anima ce l’hanno. Matera no, non ancora. Sta a voi materani dargliela e farla vostra e poi, solo dopo, anche nostra.

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    • GianniM

      02 Novembre 2017 - 12:12

      Sapranno i materani prender nota, o grideranno all'attentato al turismo?

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