Davanti al Muretto di Treviso ho pregato

Contro l'indignazione dei senzafrontieristi locali

Davanti al Muretto di Treviso ho pregato

Siracide, figlio di Sirach, autore dell’omonimo libro biblico, sono reduce da un piccolo pellegrinaggio a Treviso dove mi sono recato per pregare davanti al muro che tanto ha indignato i senzafrontieristi locali. Che esagerati: più che un muro è un muretto, una recinzione un po’ più alta della media, a protezione di un nuovo insediamento denominato Borgo San Martino.

 

Vorrei criticare la sua modestia estetica, più da base militare che da quartiere residenziale: sarebbe bastato chiamare l’architetto Bontempi o l’architetto Carmassi o l’architetto Zermani e adesso avremmo un bel muro in caldi, ben disegnati mattoni. Ma è il pensiero che conta: il successo commerciale del Borgo stabilisce che il titolo della prossima Biennale architettura (“Freespace”) è anacronistico mentre le tue parole (“Dove non esiste siepe, la proprietà è saccheggiata”) sono quanto mai attuali. Davanti al Muretto di Treviso ho pregato affinché la Sacra Scrittura ispiri nuovamente l’architettura.

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Commenti all'articolo

  • fabriziocelliforli

    22 Giugno 2017 - 13:01

    Un grande sì; pollice su

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  • giantrombetta

    22 Giugno 2017 - 09:09

    Bastassero muri e muretti a contenere lo tsunami degli imbecilli che ci e' piombato addosso, qualcuno comincia a dire per punizione divina. Tu giustamente coltivi speranze, pur non lesinando pessimistiche previsioni. Che Iddio ti ascolti, perché gli uomini non credo.

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