Chiedo la parificazione della macellazione umana con quella animale

Garantire agli esseri umani da macellare almeno gli stessi diritti dei polli

Chiedo la parificazione della macellazione umana con quella animale

San Camillo, ti hanno empiamente evocato (l’ospedale che assume solo ginecologi non obiettori è intitolato a te e non, più coerentemente, al mortifero abortista Marco Pannella) e allora ti prego di aiutarmi a chiedere la parificazione della macellazione umana con quella animale. (Farò la figura del cinico ma io e te sappiamo che sono solo un realista cattolico nella scia dell’Aquinate e del suo principio del male minore). La macellazione umana è pagata da tutti i contribuenti, compresi i contrari, quella animale solo dai singoli consumatori. A fini antidiscriminatori, così come gli addetti dei macelli vengono pagati da chi al ristorante ordina hamburger, o pollo e patatine, i medici che praticano aborti andrebbero pagati da chi in ambulatorio gli aborti richiede. Inoltre: la macellazione umana per aspirazione non prevede l’anestesia dell’essere umano da macellare, al contrario della macellazione animale per iugulazione in cui ad esempio il pollame viene stordito elettricamente e si presenta all’uomo delle forbici (lo so bene perché quelle forbici le ho usate di recente) privo di sensi. Sempre a fini antidiscriminatori, o si elimina lo stordimento animale, coi relativi costi, o si anestetizzano gli esseri umani prima che vengano spezzati e risucchiati o estratti membro a membro (gambe, braccia, torso, testa) dall’utero della cosiddetta madre. San Camillo, aiutami a spiegare la necessità di garantire agli esseri umani da macellare almeno gli stessi diritti dei polli da macellare.

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Commenti all'articolo

  • Giovanni

    26 Febbraio 2017 - 11:11

    Vedo ora sul sito della BBC la notizia che un ospedale ha salvato un piccolo di ippopotamo nato prematuro che rifiutava il cibo. L'ospedale si è impegnato per giorni e giorni sino a quando il piccolo ippotamo non ha iniziato a bere il latte. Ora sta bene. Ne sono contento ma... non potrebbe essere praticata la stessa carità nei confronti di un piccolo umano che ce la mette tutta per nascere e per vivere?

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  • luigi.desa

    25 Febbraio 2017 - 21:09

    bravo Camillo sei l'unico (?) del Foglio che ha capito la vera eredità morale lasciata da Pannella .quando iniziò il dibattito pro-contro l'Elefantino scrisse ottime ragioni per essere prò ed io fui d'accordo con lui,ma altro è la macellazione derivata dalla ossessione pannelliana di trasformare in un diritto ciò che invece era una necessità sociale che lo stato doveva disciplinare. il grumo di cellule è stato un dei momenti nei quali è iniziata la vita umana .la madre di Marco forse ha perso una buona occasione,sciorbole .

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  • Giovanni

    25 Febbraio 2017 - 18:06

    "L'utero è mio e lo gestisco io" cosa evidentemente non vera dal momento che sei rimasta incinta e non volevi esserlo. Il feto non è solo tuo visto che detto feto è composto anche dei cormosomi del disgraziato che ti ha messo incinta ma sopratutto il feto è ...del feto. La parola feto fa pensare a qualcosa di informe, un vermetto (con tutto il rispetto dovuto ai vermetti) qualcosa che è solo un aggregato di carne senza alcun diritto a vivere. Qualsiasi specie animale ha più diritti del feto che può essere risucchiato e smembrato a semplice discrezione della cosiddetta "madre". Invece di ucciderlo, tu cosiddetta madre non puoi aspettare altri tre o quattro mesi e poi lasciarlo a chi lo crescerà con amore? Infine si parla tanto di rispetto della legge ma ci sono i consultori e i centri di assistenza medica e sopratutto psicologica alla gravidanza previsti dalla 194 e quanti sono gli aborti oltre i 90 giorni possibili in teoria solo per gravi problemi della madre o del feto?

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