Portare i figli in enoteca, per combattere i superalcolici

A Ferrara hanno servito diciotto bicchieri di vodka a una ragazza di tredici anni, poi ovviamente finita all’ospedale

vino alcol

foto di Denise Mattox via Flickr

In Italia si beve sempre meno vino e i bevitori sono sempre più vecchi: in compenso i ragazzi italiani trangugiano sempre più superalcolici. Di norma sono bottigliacce, magari reperite dai bengalesi che pur di vendere non chiederebbero la carta di identità a un poppante. Ma erano italiani coloro che a Ferrara hanno servito diciotto (18) bicchieri di vodka a una ragazza di tredici (13) anni, poi ovviamente finita all’ospedale. Il locale è stato chiuso per quindici giorni ma non basta, in tali casi anche i gestori dovrebbero essere chiusi (in carcere) per quindici giorni. Inoltre urge una campagna forse fiscale e certamente culturale che provi a ritrasferire i consumi alcolici dai distillati al vino. Anche col vino ci si può ubriacare, però più lentamente e più consapevolmente. Ogni vino ha una storia e una geografia e spesso una faccia (io consiglio sempre di preferire i vini di aziende il cui nome è, responsabilmente, un cognome), mentre i distillati da un euro al bicchiere non si sa nemmeno da quale pianeta vengano. Un Aglianico, o un Lambrusco o un Montepulciano o un Sangiovese, non lo puoi ingollare, lo devi sorseggiare e quindi non lo puoi soltanto bere, devi anche pensarlo e così, oltre alla bocca, sei costretto a mettere un po’ in moto anche il cervello. Che i padri portino i figli in enoteca, se non vogliono portarli al pronto soccorso.

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Commenti all'articolo

  • Silvius

    26 Agosto 2017 - 14:02

    Una mia amica ha iniziato la giovane figlia al buon vino, di qualità. Risultato: quando va in pizzeria con gli amici lei è l'unica che non beve perché "mamma, ma il vino delle pizzerie è una schifezza!". Chi conosce e ama il vino può magari eccedere, ma non beve tanto per bere.

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  • andreaspagnolorude

    27 Novembre 2016 - 10:10

    La bastonata ai bengalesi come introduzione a un racconto che di bengalese non ha nulla è maradoniana; è una invenzione geniale, una azione fuori contesto, gesto inaspettato e sorprendente e in questo caso ingiustificato e chissà poi in base a quale fonte o esperienza diretta riportato con tanta assertività. Si tratta di vedere così poco peso specifico in fatti totalmente italiani anche quando negativi da dover citare stranieri ad ogni costo? è così poca l'Italia ormai? anche quando si parla di nefandezze? Poco mi interessa dei bengalesi, molto di più della limpidità (quella si che mi piace fulminante) di chi leggo.

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  • AndreaQualunque

    23 Novembre 2016 - 11:11

    Difficile per qualche genitore dedito al salutismo radicale cogliere la profondità di tale ragionamento.

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  • scaranodavide

    22 Novembre 2016 - 13:01

    Ancora una volta Langone ha colpito nel segno. Il Vino è parte storia e della nostra cultura. L'educazione -non quella alimentare ma alla Vita- è la migliore risposta sia al proibizionismo salutista che allo sciocco e pericoloso antiproibizionismo.

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