Si legga il libro di Marco Ferrante come manuale di stile

Preghiera borghese numero 2. Si legga “Gin tonic a occhi chiusi” di Marco Ferrante non solo come fertility novel, pure come manuale di stile.
Si legga il libro di Marco Ferrante come manuale di stile
Preghiera borghese numero 2. Si legga “Gin tonic a occhi chiusi” di Marco Ferrante non solo come fertility novel, pure come manuale di stile. I personaggi del romanzo più borghese del decennio sanno dove bisogna abitare, quali autori leggere (Arbasino su tutti), quali persone frequentare (no insegnanti che sono tendenzialmente di sinistra e quindi “concentrati sui diritti”), quali parole evitare (“Il mio uomo, assolutamente no, non le piace, troppo centro commerciale; il mio compagno, meno che meno…”), quali riti adempiere (i funerali, i cocktail…), quali bicchieri comprare (Riedel e Pathos), quali cravatte indossare (di maglia), quanti gusti di gelato scegliere (massimo due: tre gusti è da Balduina, quattro gusti è da Tor Tre Teste). Si legga Marco Ferrante, non Elena Ferrante che forse non si chiama Ferrante e che senz’altro è letta dalle insegnanti. Si legga Marco Ferrante e ci si migliori.

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