Il disperato tentativo del Pd di aver un piano A per governare

Mentre nel centrodestra le varie anime o componenti si siedono attorno a un tavolo senza darsi addosso, il Partito democratico e le varie sinistre hanno difficoltà enormi a trovarsi su qualcosa

Il disperato tentativo del Pd di aver un piano A per governare

Foto LaPresse

Roma. Una lista di centro e poi una “cosa” a sinistra. Il Pd lavora su questo schema in vista delle prossime elezioni politiche. “Stiamo lavorando ad allargare, però Mdp al momento ha un atteggiamento di chiusura”, riferiscono fonti del Foglio al Nazareno.

 

La “cosa” di sinistra potrebbe essere costituita da Giuliano Pisapia, “se starà in campo. Altrimenti i suoi. Massimo Zedda, i Verdi”. Poi, si aggiunge, “bisogna capire questa cosa di Forza Europa”, il nuovo partito di Benedetto Della Vedova. Il Pd insomma insegue disperatamente un piano A per governare. E il piano A prevede un tentativo di dialogo con tutta la sinistra, dai demoprogressisti di Bersani fino a Pisapia appunto. C’è chi dice che potrebbe essere un modo per farsi dire di no (Miguel Gotor, senatore di Mdp, ha già detto al Foglio che non ci sono possibilità) per convincere poi l’ex sindaco di Milano ad allearsi.

 

Servirà tempo, dice Gennaro Migliore, sottosegretario alla Giustizia, ma “meno mancherà alle elezioni più saranno vicini”. Oggi “una risposta non può che essere negativa. Ma il tempo lavora per trovare intese”, spiega al Foglio. Sarà, ma per il momento il centrodestra organizza convegni in cui le varie anime o componenti si siedono attorno a un tavolo senza darsi addosso. Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia, centrismi vari. Come quello organizzato due giorni fa a Palazzo Wedekind. Il Pd invece e le varie sinistre hanno difficoltà enormi a trovarsi su qualcosa. Matteo Ricci, responsabile enti locali del Pd, è tuttavia ottimista: con un programma concreto si può costruire una coalizione, a partire da alcuni punti: “Sfida all’Europa sulla fine dell’austerità e ritorno a Maastricht; reddito minimo, ius soli, biotestamento. Bisogna individuare, tra legge di bilancio e fine legislatura, tre o quattro temi che uniscano. Poi costruire il programma futuro sulla fine dell’austerità in Europa”, dice Ricci al Foglio.

 

“Noi dobbiamo fare tutti gli sforzi per fare alleanza e sfidarli sui contenuti. Poi vediamo chi ci sta e chi fa solo calcoli tattici o fa prevalere personalismi”. Insomma, questo “dialogo” potrebbe anche essere utile solo a rivelare il segreto di Pulcinella: l’incompatibilità fra Pd e Mdp al netto delle buone intenzioni. A quel punto per il partito di Matteo Renzi che cosa resterebbe? Pisapia, Zedda, i Verdi. Bastano a costruire una coalizione vincente? Pare proprio di no. “Non passiamo il tempo a parlare di legge elettorale, emendamenti e coalizioni. Abbiamo anche un’anima”, ripete Matteo Renzi. La coalizione però non è uno sterile esercizio politicista. Visto che il Pd ha scritto una legge elettorale che promuove le coalizioni, la discussione è normale. Anche in vista della Direzione di lunedì del Pd. “Renzi ha vinto le primarie, è il segretario, che faccia il segretario. C’è una legge che dice che vanno fatte le coalizioni, sono mesi che diciamo ‘coalizioni’ ma non vedo passi concludenti in questo senso”, dice Andrea Orlando a “L’Aria che tira”. “Il tema si pone anche per Mdp e in Sicilia non credo che neanche loro possano cantare vittoria, dobbiamo individuare i passaggi possibili e mi aspetto che in direzione Renzi ci dica quali sono gli atti concreti”. Bersani chiede l’inversione di rotta su alcune posizioni, una correzione su lavoro, fisco, la scuola, ma “non oso aspettarmi molto perché conosco la difficoltà di agibilità in quel partito”.

 

Da sinistra, intanto, continuano ad arrivare risposte sempre più negative. Nicola Fratoianni di Sinistra Italiana spiega che l’alleanza è sempre più lontana. Troppi “gufi”, troppi “rosiconi” distribuiti dal Pd in questi mesi.

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Commenti all'articolo

  • Jack McGuire

    10 Novembre 2017 - 21:09

    Mi pare che da queste parti consapevolezza e aderenza alla realtà latitino viepiù. Auguri. Ma attenti a ciò che desiderate, perché potreste ottenerlo.

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  • pipage1

    10 Novembre 2017 - 16:04

    Al direttore - vorrei fare una domanda ingenua, diciamo che alle elezioni del prossimo anno i 5S fanno +/- 27% e si presentano dal presidente con l'appoggio di tutte le sinistre a sinistra del PD, con un Grasso come candidato premier, come farà il povero Mattarela a madarli a quel paese??

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  • Giovanni

    10 Novembre 2017 - 15:03

    La sinistra si divide prima delle elezioni e il centrodestra si divide dopo. E' un classico. Un accordo di Renzi con la sinistra de noantri lo vedo assai difficile. L'unica possibilità sarebbe un accordo programmatico scritto e controfirmato dalle due parti e portato a conoscenza dell'elettorato, così come fa la Merkel. Ma ci credo poco: o si è socialdemocratici oppure si è comunisti. Non si può essere tutte e due le cose. Io consiglierei a Renzi di lasciar perdere gli accordi pre-elettorali: vada alla tenzone con il suo partito e un programma serio ma esaltante da vera social-democrazia e dopo si vedrà se sarà possibile arrivare ad un accordo per formare un governo.

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  • luigi.desa

    10 Novembre 2017 - 13:01

    Il Pd nacque dalla fusione tra i democristiani e i comunisti. I democristiani si sono modernizzati ( Renzi) ed anno ammainato la bandiera del Biancofiore. I comunisti sono rimasti comunisti ancora nostalgici della bandiera rossa .Nel loro quotidiano e molto la notte scorrono nel loro cervello i grandi comunisti che hanno fatto la storia della sinistra e più li pensano più si sentono confortati . Fino a ieri andavano in piazza con le loro belle bandiere rosse ornate di falce e martello ,veri simboli del lavoratore ex proletario . Ora hanno cambiato abito ma non possono negare i Bersani gli Emiliano i Gotor gli Speranza i Grasso e giù fino ai sinistri sinistri che a vedere una bandiera rossa con la falce martello si commuovono . La bandiera PD fa schifo,sono divenuti ossomorici , liberali e comunisti. Le lenzuolate di Bersani .Anche Pannella era ossomorico radicali e liberali. Ora i meravigliosi 5S che assommano tutte le virtù cardinali e tele-ortogonali .Viva il minestrone! lds

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