Il Giorgetti che non t'aspetti: europeista

Il regista della Lega che non la pensa come Salvini e manda segnali a Berlusconi

Il Giorgetti che non t'aspetti: europeista

Giancarlo Giorgetti (foto LaPresse)

Giancarlo Giorgetti nella Lega, squadra tradizionalmente compatta, è il regista basso, come si direbbe nel calcio. Lo è da sempre. Faceva parte del direttorio di Umberto Bossi quando ancora non era divenuto il Cerchio magico; ha attraversato indenne la stagione delle ramazze e dei tradimenti; si è riposizionato con il lento ma sicuro slittamento di una faglia tettonica al centro del nuovo territorio di Matteo Salvini. Tessitore esperto di tele politiche, sa come trattare con il Cavaliere e con lo...

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Commenti all'articolo

  • lorenzo tocco

    lorenzo tocco

    01 Luglio 2017 - 17:05

    Scoprire la differenza fra lodare l'euro e lodare Draghi è un po' scoprire l'acqua calda. Perfino Salvini, se gli fosse posta la domanda, penso che loderebbe Draghi, che sono anni che ci compra il debito, al di là di certe sue affermazioni sull'irreversibilità della moneta unica. Avendo poi recentemente visto il nostro (Giorgetti) a Porta a Porta, fra l'altro mentre litigava con Brunetta sulla primazia del centro-destra, non ho notato particolari differenze con la linea ufficiale della Lega, in particolare sull'immigrazione clandestina. Inoltre chiedere 100, come fa Salvini, per ottenere 50, come fa Giorgetti, è da sempre un buona tattica di negoziazione.

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