Mediaset grillina

I vertici di Forza Italia sono preoccupati dalla deriva a Cinque Stelle delle tv del Cav.

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Mediaset grillina

Paolo Del Debbio e Matteo Renzi. Una puntata di Quinta Colonna del 2014 (foto LaPresse)

Roma. La deriva grillina delle reti Mediaset preoccupa non poco i vertici di Forza Italia. Basta dare un’occhiata agli account Twitter di Paolo Romani, capogruppo al Senato, e di Renato Brunetta, capogruppo alla Camera, per accorgersene. Sono in ebollizione. In particolare quello di Romani, che da quando è scoppiato il caso “Quinta Colonna”-Rotondi, ha espresso solidarietà al fondatore di Rivoluzione Cristiana retwittando gli articoli del Foglio e i suoi tweet, come questo: “E’ ufficiale: il ‘giovane povero e indignato’ coccolato da Del Debbio è il cugino di di Maio ed è consigliere 5 stelle a Pomigliano”. “Grazie al Foglio di oggi si chiarisce ancora meglio l’agguanto di Del Debbio”. “Così la tv populista fa vincere i 5 stelle. Intervista a Gianfranco Rotondi”. Romani ha retwittato anche un cinguettìo del Foglio: “Aveva ragione Rotondi: ‘Questo non è il paese reale, è l’Italia che voi fabbricate’”. Il deputato, insultato alla trasmissione di Del Debbio non poteva che ringraziare: “Grazie a Renato Brunetta e Paolo Romani che ritwittando il Foglio allargano la solidarietà per l’agguato da me subito a Quinta Colonna”. Segue retweet di Brunetta.

 
La questione, come si capisce anche dalle parole usate da Fedele Confalonieri su questo giornale, preoccupa anche gli stessi vertici di Mediaset. C’è un “clima in una parte del paese, un malumore che la televisione intercetta, e che poi, per fortuna non sempre, enfatizza. I nostri conduttori sono bravi, ma in questa logica adesso stiamo esagerando”, ha detto Confalonieri al Foglio, lasciando presagire anche un intervento sulle trasmissioni troppo grilline, (intervento peraltro fortemente auspicato dal gruppo dirigente azzurro). “Stiamo portando i vasi a Samo. Fa un po’ di share, certo, ma ‘cui prodest’? A chi giova? A che serve?”. “Non ci sono fake news” nei canali Mediaset, “ma talvolta c’è un piano inclinato, un eccesso nel racconto, nella costruzione scenica. Questo non mi piace”, ha aggiunto Confalonieri. Quanto accaduto a Rotondi, infatti, non è un caso isolato.
I perché di questa preoccupazione sono politicamente evidenti. Per Forza Italia, Mediaset, la tv berlusconiana, sta facendo campagna elettorale per il M5s e sembra molto difficile tenere insieme la logica commerciale e l’opportunità politica di regalare il prossimo governo al partito di Beppe Grillo per fare qualche punto di audience in più. “Le piazze costruite ad arte sono pessimo giornalismo”, dice un parlamentare vicino a Berlusconi. “E se sono fasulle, non fanno bene alle trasmissioni televisive e al principio di imparzialità e obiettività che dovrebbero osservare. Così si dà una mano all’antipolitica”. Ci manca solo, infatti, che Mediaset diventi la Quinta Colonna del grillismo.

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Commenti all'articolo

  • martino.buora

    20 Marzo 2017 - 18:06

    su questo tema i vostri lettori sono di molto avanti. una politica che non si fa cultura ma è solo reazione muore. Lo iato tra i metodi che si contestano (quando adoperati contro di lui) e i metodi che adottano gli stessi media di cui dispone è proprio questo. Solo che lo è dal 1991. i) Le dirette davanti al palazzo di giustizia in attesa di "vedere la testa cadere nella cesta", cioè il più sublime esempio di gogna mediatica a mezzo tv, erano proprio curate anche dalle reti mediaset; ii) parimenti dicasi per la reazione scomposta e il "dàgli al politico" e alla casta di tutti i quotidiani di centro destra (giornale. libero etc. etc.) anche a fronte di inchieste infondate (quindi vanno bene se dirette agli avversari?).. Il Cav. è stato miope o distratto a pensare che la grettezza culturale, propagata per il lungo periodo (per vendere più spazi pubblicitari), non si trasformasse in deficit di capacità di giudizio politica e quindi in grillismo.

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  • lorenzolodigiani

    18 Marzo 2017 - 19:07

    Con l'"affaire" Rotondi Mediaset ha fatto una pessima figura. Forse si saranno resi conto di quanto sia controproducente la conduzione di Del Debbio che il cav. voleva candidato sindaco a Milano, se non leader del suo partito.

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  • fabrizioguarniera

    18 Marzo 2017 - 13:01

    Quello che non quadra è il retweet di Brunetta, che francamente considererei parte (sbagliata) in causa. È lui il primo a cavalcare qualsiasi scalcinato populismo e demagogia paragrillina con i modi e i toni che lo caratterizzano...

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    • mauro

      20 Marzo 2017 - 15:03

      Concordo circa l'ultimo Brunetta, appendice dell'ultimo cavaliere, grande sponsor referendario (e scusate se è poco) di Grillo.

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