Gli elettori del Pd stanno con Renzi (e contro la scissione). Un sondaggio

In caso di primarie la maggioranza del partito starebbe con l'ex premier. E il 70% pensa che una spaccatura segnerebbe la fine del centrosinistra

Gli elettori del Pd stanno con Renzi (e contro la scissione). Un sondaggio

Matteo Renzi (foto LaPresse)

Andare o restare? Scindersi o combattere la battaglia congressuale? Il dibattito interno al Partito Democratico non sembra capace di uscire dal circolo vizioso in cui si è infilato. Matteo Renzi fa appelli all'unità, la minoranza risponde accusandolo di non fare niente per trasformare le parole in fatti ("da lui solo dita negli occhi" per dirla con le parole di Pier Luigi Bersani).

 

Ma dietro lo scambio di accuse e controaccuse, sembra esserci un problema diverso. Che può riassumersi in maniere un po' brutale in un assunto: gli elettori del Pd sono con o contro Renzi? A giudicare dal sondaggio realizzato da Euromedia Research per la trasmissione di La7 "L'Aria che tira", decisamente con.

 

In caso di primarie il 58,4% degli elettori Pd dichiara infatti che voterebbe ancora per l'ex premier. Certo, al di fuori del perimetro del partito, Renzi raccoglie solo il 2,8%, ma comunque nessuno dei suoi avversari, già in campo o papabili, sembra in grado di contrastarlo. Michele Emiliano, ad esempio, raccoglie solo il 3,6% dei consensi tra gli elettori democratici e il 27,8% tra gli altri elettori di centrosinistra; Enrico Rossi il 4% (Pd) e l'8,2% (altri centrosinistra); Roberto Speranza 4% e 5,5%; Andrea Orlando 2,6% e 8,2%. Certo, la campagna va ancora avviata. Il 27,4% degli elettori Dem si dichiara ancora indeciso e lo è anche il 47,5% di chi non è iscritto al Pd. Ma facendo una media considerando l'intero centrosinistra, la classifica al momento è questa: Renzi 49,7%; Emiliano 7,4%; Rossi 4,7%; Speranza 4,2% e Orlando 3,5%.

 

E non va meglio se si chiede, agli stessi intervistati, cosa significherebbe oggi una possibile scissione dei Democratici. Per il 54,6% del totale sarebbe "la fine della sinistra o del centrosinistra" e aprirebbe "la strada alla vittoria di Grillo o del centrodestra". Considerando gli elettori Pd la pensano così il 69%. Mentre solo il 20,5% del totale (il 19,3% tra gli elettori Dem), pensa che con una scissione si concretizzerebbe la "rinascita della sinistra o del centrosinistra".

 

Pier Luigi Bersani, giusto oggi, ha scritto una lettera aperta per chiedere a Renzi e i renziani di "fermarsi": "Prima il paese, poi il partito, poi le esigenze di ciascuno. Questo criterio, per me e per tanti, e spero per tutti noi, è la base stessa della politica. Se noi non teniamo ferma questa sequenza, non siamo più il Pd. Mi sono dunque rivolto e mi rivolgo a tutti quelli che hanno buon
senso. Al segretario e a tutti coloro che lo hanno sostenuto dico: non date seguito alle infauste conclusioni dell'ultima direzione. Fermatevi". L'impressione è che se i numeri reali sono quelli del sondaggio di Euromedia, l'appello di Bersani non potrà che cadere nel vuoto.  

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Commenti all'articolo

  • turacchigloria@hotmail.com

    turacchigloria

    17 Febbraio 2017 - 08:08

    Desidero comunicare ancora una volta che la cornicetta in cui inserite qualsiasi servizio del Foglio sta duiventando preoccupante. La CONAD è ormai una preoccupante presenza che sta eliminando qualsiasi voce fuori campo. Ha invaso ogni intermezzo su RADIO3 e ha invaso questo giornale. Le coop sono dei colossi con le agevolazioni riservate ai piccoli: non pagano le tasse sul 70 per cento dell’utile purché sia reinvestito, ma riescono ad aggirare il problema distribuendo benefit o stipendi stellari ai soci amministratori.

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  • luciano_avogadri

    16 Febbraio 2017 - 20:08

    Bersani dichiara che voterà il Governo valutando provvedimento per provvedimento. E poco dopo chiede agli atri di impegnarsi a mantenere il Governo fino al 2018. Come definirlo?

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