Referendum sull'articolo 18, Consulta verso la bocciatura

I giudici costituzionali, comunque, sarebbero divisi. Il verdetto arriverà l'11 gennaio. Nessun problema, invece, su voucher e appalti

jobs act

Una manifestazione contro il jobs act (foto LaPresse)

La Corte costituzionale verso il “no” al referendum sull'articolo 18. Il prossimo 11 gennaio la Consulta si pronuncerà sull'ammissibilità dei tre quesiti referendari promossi dalla Cgil, che ha depositato 3,3 milioni di firme, e secondo le indiscrezioni cui fa riferimento La Stampa è probabile la bocciatura proprio di quello a proposito delle norme sui licenziamenti, considerato il più importante. Il referendum sarebbe “propositivo”, dunque inammissibile, perché estenderebbe il diritto di recuperare il posto di lavoro in caso di licenziamento illegittimo a tutti i dipendenti di aziende con almeno cinque impiegati.

 

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La strada dell'inammissibilità, però, potrebbe anche non essere più valida tra circa due settimane, quando arriverà il verdetto: i giudici costituzionali, a quanto pare, sono divisi. Giuliano Amato e Augusto Barbera sarebbero schierati per la bocciatura, mentre Franco Modugno, indicato dal M5s nel dicembre 2015, e Silvana Sciarra, giurista del lavoro scelta dal Pd, potrebbero invece optare per l'ammissibilità del quesito. Il dubbio al momento resta. Sempre secondo la Stampa, non dovrebbero sorgere problemi, invece, per l'abolizione dei voucher e per la responsabilità solidale per gli appalti. A questo punto, quindi, il governo potrebbe accelerare per limitare l'utilizzo dei ticket lavoro depotenziando, in un certo senso, il quesito stesso sui voucher.

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