Geremia e il bisnonno

Le parole di Gianfranco Ravasi e il proposito del giovane Kafka

Gianfranco Ravasi

Gianfranco Ravasi (foto LaPresse)

Caro Gianfranco Ravasi, nel suo discorso per padre Turoldo, ho letto ieri la citazione da Geremia 23,29:  “La mia parola è come un martello che spacca la roccia”. Sono reduce da Praga e ho pensato che potesse essere quella la fonte del famoso proposito del giovane Kafka:  “Un libro dev’essere un’ascia per un mare ghiacciato dentro di noi”. E’ sempre difficile decidere sulle fonti. Possono essere diversissime e farsi concorrenza. Per esempio, la madre di Kafka ormai vecchia scrisse due paginette sulla propria famiglia, e ricordò un nonno materno molto colto di cose ebraiche, che trascurava l’azienda perché preferiva occuparsi del Talmud.  “D’estate e anche d’inverno andava ogni giorno a fare il bagno nell’Elba. D’inverno col gelo portava con sé una zappa con la quale spaccava il ghiaccio  per tuffarsi”. Geremia e il bisnonno, il mare gelato dentro e il fiume gelato fuori, e la zappa, il martello, l’ascia. Sono tante le fonti, cose da biblisti, cose da carpentieri. 

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Commenti all'articolo

  • Nambikwara

    Nambikwara

    28 Maggio 2017 - 10:10

    "Sono reduce da Praga".

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  • efis.loi

    27 Maggio 2017 - 20:08

    Scusate l'intromissione. Io a Gianfranco Ravasi posso dare solo del'Eminenza. Lo dico con tutto il rispetto. E non sono un carpentiere, quanto piuttosto un manovale ma sulle fonti mi sento di dire la mia. Martelli, asce, zappe erano strumenti consueti nelle mani degli uomini di fatica. Il ghiaccio poteva rinserrare i fiumi ma anche il loro cuore non solo quello di Kafka. Porti pazienza il bisnonno, in principio era il Verbo.

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