Fatti, commenti, appuntamenti del giorno presi dal taccuino di Mario Sechi

Il caos delle due Coree e la pentola a pressione del Pacifico

Il pazzo che guida la Corea del nord, Kim Jong-un, moltiplica i test missilistici mentre a Seul la presidente è stata destituita

Il caos delle due Coree e la pentola a pressione del Pacifico

 

San Vittore.

 

Renzi ha fatto una cosa nuova: ha dato un’intervista. Mancava, il suo punto di vista. Dopo Fazio, dopo Gruber, dopo Vespa, dopo Twitter, dopo Facebook, dopo il blog, dopo la radio, dopo tutto è arrivata con la potenza di un grande evento, un inedito, una doppia pagina di chiacchiere del Renzi sulla Stampa. Le idee del fu segretario in cerca di segreteria hanno meno elettricità statica della capigliatura psichedelica del bravo intervistatore, Federico Geremicca. Da Max Weber alla (ri)nascita del nuovo Homo Rignanensis. E’ con questa granitica certezza che il titolare di List si prepara ad ascoltare con tutti gli strumenti delle grandi occasioni la relazione di Renzi al Lingotto: essendo già stato detto, consumato, tritato, banalizzato, buttato, scartato, riciclato, liofilizzato, imbottigliato, confezionato, impacchettato, infiocchettato tutto, non resta che guardarlo, Renzi. Prima il binocolo, poi forse anche la penna. Sul taccuino resteranno poche parole, sarà il corpo a parlare. Avendo distrutto con la ridondanza tutto quello che si poteva dire, forse si riesce a cavare qualche significato dal suo tipico assottigliarsi degli occhi (modalità giaguaro, senza smacchiatura), dal suo incravattarsi o scravattarsi (ora è nella fase casual, per sembrare meno distante dal popolo, friendly and new), dal braccio che indica un punto o fa un vortice nel vuoto, insomma dobbiamo provare a leggere Renzi con la mimica e la prossemica. Che lavoro. E l’intervista sulla Stampa? Eccone il distillato con le note a margine sul taccuino, per chi ha ancora la forza e la pazienza di rigirare il minestrone insieme al titolare di List:

 

  • Ho fatto autocritica e sono tre mesi che giro col capo cosparso di cenere. Ora basta, è tempo di ripartire. (Tre mesi. Per cancellare una sconfitta storica al referendum costituzionale, meglio di Churchill dopo aver perso la campagna militare dei Dardanelli).
  • Sono sereno: le bugie hanno le gambe corte. (Su Consip, usa sereno su stesso…).
  • Sereno (Ancora, sul padre).
  • Non è che se io raggiungo il 48% e gli altri competitor si dividono il restante ci saranno terremoti: chi arriva primo fa il segretario. (veramente non funziona così, al ballottaggio in assemblea votano i delegati e se i voti di Emiliano e Orlando convergono, Renzi non sarà segretario, fatto per ora eccezionale).
  • Dagli 80 euro in poi… (ancora gli 80 euro, l’inizio dell’errore e dell’errare in una terra desolata, mai pentirsi di aver bruciato risorse per lo sviluppo e mai leggere dove sono andati a finire quei soldi: per metà della spesa a famiglie di reddito medio e medio alto, leggere Enrico Marro sul Corriere della Sera)

 

Questo è il preludio. Renzi è un combattente, senza dubbio alcuno. Come il compagno Lenin nella rivoluzione d’ottobre (leggere le pagine di Ken Follett ne La caduta dei giganti) egli ha lasciato che la scissione avvenisse per controllare meglio il partito. Perdere le primarie in queste condizioni sarebbe un’impresa. Attendiamo dal Lingotto un colpo d’ala. In assenza, arriverà un colpo d’ascia. Degli elettori. Nel frattempo, nel mondo, succedono cose notevoli. Leggermente più pericolose delle primarie del Pd.

 

La Bomba. L’area del Pacifico è una pentola a pressione. Il pazzo che guida la Corea del nord, Kim Jong-un, moltiplica i test missilistici e finalmente comincia ad apparire chiaro il suo disegno finale: si sta preparando al primo lancio di una testata atomica. Questo scrive Jeffrey Lewis su Foreign Policy. Che cosa succede con un nuclear first strike? Nella libreria del titolare di List c’è questo volumetto:

 

 

Il libro di George H. Quester è del 2006, la Corea del Nord è continuamente citata come uno dei casi più urgenti da prendere in considerazione. A pagina 5 si parla di “a capricious action by North Korea”. Capricious, chiaro? Kim ha lanciato quattro missili Scud con una gittata di 620 miglia, questa mappa spiega tutto:

 

 

Siamo più vicini di quanto si immagini a uno scenario di first strike, la Bomba.

 

Il caos dell’altra Corea. Nel Sud le cose sul piano politico si stanno complicando maledettamente: gli scandali hanno condotto alla rimozione dalla presidenza e all’impeachment di Park Geun-hye, a Seoul ci sono state manifestazioni di protesta e secondo quanto riporta il Financial Times almeno due morti.

 

Montenegro. Chi l’avrebbe mai detto che il Montenegro sta diventando un problema serio? Eppur si muove e tutto ruota intorno alle tensioni tra Russia e Stati Uniti, o meglio la disputa sull’accesso dello staterello alla Nato. Si parla di colpi di stato provati, sventati e di un referendum per bloccare l’ingresso nell’Alleanza Atlantica. La storia è sempre maestra di vita, occhio ai Balcani.

 

Visualizzare le notizie. A Milano oggi c’è Visualized, un forum internazionale sull’information communication, vabbè quella cosa che serve a rendere comprensibili notizie e scenari: “Raccontare la realtà, restituire graficamente la complessità”, dicono gli organizzatori. Tutto bene, basta rimettere la chiesa al centro del paese: chi pensa. Prima regola: No algoritmo.

 

10 marzo. Dante Alighieri viene esiliato a Firenze. Il primo di una lunga serie.

 

Ahi serva Italia, di dolore ostello,

nave sanza nocchiere in gran tempesta,

non donna di province, ma bordello!

 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi