Pregare per bene

Qual è il senso della preghiera, se Dio è buono? In realtà, è lui che prega noi di darci una mossa

Pregare per bene

Papa Francesco (foto LaPresse)

Tra tanti, Kate Middleton prega per gli assassinati di Westminster, secondo un rito secolare, comune a tutti i credenti, cattolici, protestanti e di altre religioni. Chi pregano? Dio e gli dèi, li pregano di guarire i feriti, consolare gli afflitti, accogliere le vittime, che non hanno neppure avuto il tempo di rivolgere a Dio o ai propri cari un estremo appello, e sono morti così, come viene, senza capire nemmeno cosa stesse accadendo, o imprecando contro quel bestione che veniva addosso smanioso di sangue. Kate sta pregando per loro, affinché di corsa entrino nel Regno dei cieli, loro che non hanno avuto tempo di volgere al Signore un estremo grido di aiuto, un’invocazione, un’unzione. Ancor più delle vittime, smarriti sono i loro cari che a lungo piangeranno e sempre con tristezza ricorderanno. Ma perché Kate prega per loro? Perché, a sua volta smarrita, si accorge di quanto indecifrabile possa essere la morte? Per un’antica tradizione, secondo la quale noi mortali possiamo invocare l’aiuto e la carità di Dio, che scosso dai nostri dolori si muove a favore dei defunti e dei malati? Sì, certo, ma in realtà non ci sarebbe alcun bisogno di smuovere Dio, che già per Suo conto accoglie i morti e li fa rivivere, tutti: la Sua misericordia è infinita e non ha bisogno di alcuna sollecitazione. Ma allora Kate chi prega, chi noi preghiamo, poiché Dio non si fa certo pregare nel donarci la Sua tenerezza? Di che pregarlo, se tutti conosciamo la Sua immensa carità e giustizia? Figurarsi se Dio ha bisogno di raccomandazioni, seppure formulate da una principessa moglie di un futuro re capo della sua chiesa. Insomma, pregare Dio potrebbe sembrare cosa d’altri tempi, magari un po’ strani, poco rispettosa per Lui, come si dice quando c’è chi tentenna e occorre pregarlo: “Ti prego, fallo per me, ti prego, dai, non farti pregare…”.

 

Eppure la preghiera è indispensabile. Tutti noi, quando davvero Lo preghiamo senza per questo tormentarlo, in realtà non chiediamo a Dio un atto di bontà, dal momento che Dio lo fa tutto il tempo e sarebbe blasfemo dubitarne; chiediamo, preghiamo, piuttosto, in piedi o in ginocchio, in chiesa o nel silenzio, da soli o tutti insieme, preghiamo noi stessi, di metterci in cammino, abbandonando pigrizia, avarizia e tutto il resto; ci preghiamo di agire. Dal canto loro i bei canti, le belle preghiere che da tempo immemore salgono al cielo, pregano Dio di ascoltare quel che accade nel nostro cuore. Con la preghiera Dio entra in noi ed è Lui a pregarci; ci prega di abbandonare pigrizie e avarizie, e stolte preghiere come quella che or ora ho letto: “Mio Dio, io credo, adoro, spero e ti amo, ti chiedo perdono per coloro che non credono, non adorano, non sperano, e non ti amano”. No, questo non è pregare, questo è spregiare, e Dio detesta ogni superbia e vanità. Noi preghiamo Dio affinché ci spinga verso l’altro con una carità mai scevra di saggezza, ad esempio accogliendo i profughi che fuggono dall’inferno per rifugiarsi presso di noi. “Dio lo vuole!”, si urlava un tempo; “Dio ce li manda”, potrebbe essere il motto di oggi, e di questo dobbiamo ringraziarLo: senza alcun bisogno di pregarLo, Lui ce li manda comunque, sono suoi figli come lo siamo noi, qualsiasi sia la professione di fede, fatta eccezione, naturalmente, per certe fedi sataniche, una delle quali professata da Adrian Russel Ajao, l’assassino del ponte. E’ stato abbattuto dai poliziotti, dopo che aveva ucciso uno di loro. Morente, i poliziotti l’hanno comunque soccorso, Dio ha apprezzato. I compagni di crimine di Adrian lo celebrano per il male che ha fatto, Dio starà cercando nella sua vita qualche cosa di buono, che gli eviti quell’inferno eterno che tanti umani ad altri umani hanno destinato per allontanarlo da sé, l’inferno. Ancora oggi c’è chi confonde Dio con Satana, e viceversa; attribuire a Dio la nostra ferocia torna assai comodo. E quando preghiamo: “Dio perdonami”, stiamo dicendo la più falsa delle invocazioni, del tipo “Dio concedimi un’altra porcata”; lo zio di Amleto insegna, allontanando così la lama del nipote. E però Buon Dio egualmente perdonaci; lo sappiamo, lo so, è una preghiera fasulla, ma perdonaci.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Commenti all'articolo

  • mauro

    04 Aprile 2017 - 12:12

    Piuttosto che "Dio ce li manda" al posto di "Deus le volt" di quel birbaccione di Pierre l'Hermite, non sarebbe più pertinente dire : "Allah ce li manda"? Certi, così, di non sbagliare. Con tutto il rispetto, non si capisce perchè il nostro Dio dovrebbe fare la controfigura di Allah. Che sembra si sia rimboccato le maniche per dare una mano ai suoi fedeli per realizzare il plurisecolare sogno di strappare l'Europa agli infedeli. Quanto agli infedeli con passaporto argentino hanno sempre la possibilità di tornare a casa loro, una volta l'amorevole compito esaurito.

    Report

    Rispondi

  • fabriziocelliforli

    30 Marzo 2017 - 22:10

    Credo che il senso sia, quando prego: "Dio,Padre mio, ho bisogno di te. Tu sei infinitamente buono e io no. Mi affido a Te." Ma tu, Camillo, l'hai dettagliato meglio.

    Report

    Rispondi

  • fabriziocelliforli

    30 Marzo 2017 - 22:10

    Grande .

    Report

    Rispondi

Servizi