La Guardia di finanza ha chiesto alla Svizzera i nomi di 10 mila correntisti italiani

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. New York Times, Economist, Financial Times, Frankfurter Allgemeine Zeitung, Tribune

La Guardia di finanza ha chiesto alla Svizzera i nomi di 10 mila correntisti italiani
Italia: "Mafia Capitale" non era mafia
Madrid, 21 lug 08:38 - (Agenzia Nova) - "Dopo 270 udienze, 46 imputati (16 con l'aggravante del 41bis per associazione mafiosa) tra politici, funzionari e un ex terrorista guercio dell'estrema destra", i giudici del Tribunale di Roma hanno "deciso che il caso non era altro che un grande problema di corruzione" e "Mafia Capitale", di fatto, non era una mafia. Lo scrive il quotidiano spagnolo "El Pais" ricordando che il reato di associazione mafiosa chiesto dai procuratori è stato scartato. "Si abbassano le pene, cambia il regime carcerario dei condannati e si sfuma il mito criminale di Roma. Ma i personaggi e il loro modus operandi continuano ad essere quanto di più vicino a una mafia autoctona nata nella capitale italiana". La testata ricorda che dall'arresto dei suoi principali protagonisti, nel 2014, a oggi, il caso ha dato materiale alla "migliore letteratura giornalistica" permettendo all'opinione pubblica di conoscere in lungo e largo le "bravate" degli imputati. Ma la procura di Roma, "che alcuni accusano di aver banalizzato il concetto di associazione mafiosa, esce molto colpita dalla sentenza. La rivoluzione legale e culturale del caso consisteva nel dimostrare che i metodi mafiosi si saldano con la corruzione in 'zone grigie' del sistema pubblico", con un metodo di associazione criminale che ripete gli schemi della mafia, anche se non c'è di mezzo "un solo colpo di pistola". La ricostruzione del caso la si trova anche sul quotidiano "El Mundo".
La Francia mette alla prova la pazienza dell’Italia sui rifugiati
Londra, 21 lug 08:38 - (Agenzia Nova) - Dall’inizio dell’anno, riferisce il settimanale britannico “The Economist”, sono arrivati in Italia via mare oltre 93 mila migranti, il 17 per cento in più rispetto allo stesso periodo del 2016. La maggior parte non è in fuga da guerre o persecuzioni, ma è partita per ragioni economiche; non ha diritto alla protezione umanitaria e non vuole neanche rimanere nel paese: spera di spostarsi più a nord, dove le prospettive di lavoro sono migliori. In base al Regolamento di Dublino del 2013, è lo Stato di primo approdo a dover gestire le richieste di asilo, e gli altri possono respingere i richiedenti a quello Stato. Gli appelli italiani all’Unione Europea finora non hanno avuto effetti e il governo, con le elezioni vicine, non può ignorare il crescente malcontento. A Roma non giova il fatto che le altre capitali percepiscano come troppo morbido il suo approccio sui migranti economici; la Commissione europea esorta a estendere il periodo di detenzione all’arrivo per convincere più persone a tornare nei luoghi di origine e ad accelerare le procedure di asilo. Il nuovo presidente della Francia, Emmanuel Macron, riporta il quotidiano “Financial Times”, ricevendo a maggio a Parigi, al Palazzo dell’Eliseo, il presidente del Consiglio italiano, Paolo Gentiloni, dichiarò che l’Ue non aveva ascoltato abbastanza il “grido d’aiuto” dell’Italia sull’emergenza migratoria. A due mesi di distanza, però, la posizione francese sull’immigrazione non è cambiata, provocando frustrazione a Roma: la polizia francese blocca ancora l’ingresso alla frontiera alle centinaia di accampati a Ventimiglia; la Francia non ha ancora accolto la quota di migranti stabilita nel 2015 in sede europea e rifiuta di far approdare nei porti nazionali le sue navi che operano nel soccorso nel Mediterraneo.
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I prestiti non performanti ostacolano l’unione bancaria europea
Londra, 21 lug 08:38 - (Agenzia Nova) - Dopo molti anni, il contesto macroeconomico in Europa è finalmente migliorato, osserva Philipp Hildebrand, vice presidente di BlackRock, sul “Financial Times”, ma la crisi finanziaria ha lasciato in eredità debiti elevati e sofferenze nei bilanci delle banche di molti paesi, in particolare l’Italia. Anche se sono stati fatti dei progressi, questi problemi rischiano di rovinare la festa quando i tassi di interesse si normalizzeranno. Per l’Italia l’unico modo per evitare che il debito diventi insostenibile con l’aumento dei tassi è crescere di più. D’altra parte, tra i vari fattori della stentata crescita italiana c’è anche un sistema bancario carico di prestiti non performanti. Il problema ha una dimensione europea: sei paesi hanno una percentuale di crediti deteriorati a due cifre e ciò ostacola la costruzione dell’unione bancaria.
 
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La Guardia di finanza italiana richiede i dati dei clienti bancari in Svizzera
Berlino, 21 lug 08:38 - (Agenzia Nova) - La Guardia di finanza alle autorità svizzere i dati di 10.000 clienti italiani titolari di polizze assicurative per un valore di 6,7 miliardi di euro in Svizzera. La mossa segue l'indagine a carico di Credit Suisse dello scorso anno in Italia. Ciò che non è ancora chiaro è se le richieste riguardino solo i clienti italiani di Credit Suisse o anche di altre banche. La Guardia di Finanza non ha voluto commentare al riguardo. Lo scorso autunno la banca aveva accettato di pagare un totale di quasi 110 milioni di euro per evasione delle imposte e per attività transfrontaliera di gestione patrimoniale.
 
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Fincantieri, il moderno Machiavelli dell'industria degli armamenti
Parigi, 21 lug 08:38 - (Agenzia Nova) - Fincantieri è il Machiavelli dei tempi moderni dell'industria degli armamenti: così esordisce sul quotidiano economico "La Tribune", molto vicino agli ambienti del complesso militare-industriale francese, l'articolo in cui l'analista Michel Cabirol stigmatizza le strategie di mercato del gruppo italiano della cantieristica navale. L'autore, un esperto di questioni militari e dell'industria internazionale della Difesa, in sostanza lancia un vero e proprio "siluro" contro Finacantieri, nel momento in cui la società italiana sta negoziando con lo Stato francese l'acquisizione dei cantieri Stx France di Saint Nazaire dopo il fallimento della casa-madre sud-coreana Stx Shipbuildign. La definizione utilizzata di "moderno Machiavelli dell'industria degli armamenti" si riferisce all'intenzione di Fincantieri di fare affari con paesi che sono tra loro storicamente nemici: in particolare, ricorda l'articolista della "Tribune", la società italiana agli inizi di luglio ha consegnato all'Iraq due corvette rimaste bloccate nel porto di La Spezia da vent'anni a causa dell'embargo imposto dall'Onu a causa della Prima Guerra del Golfo con l'Iran; salvo poi proporre proprio all'Iran una partnership per la costruzione di navi civili di grande tonnellaggio. Similmente, scrive "La Tribune", Fincantieri in associazione con Leonardo (ex Finmeccanica) l'anno scorso hanno firmato un protocollo di accordo per la vendita al Qatar di sette navi da guerra, un ordine il cui valore stimato si aggira attorno ai 5 miliardi di euro; subito dopo la ministra della Difesa italiana Roberta Pinotti si recò a Riad per proporre all'Arabia Saudita la vendita di quattro corvette in concorrenza con la Spagna, ma inutilmente: tuttavia Fincantieri non ha sprecato tempo e sforzi nel Regno wahabita, perché è partner di Lockheed Martin che fornirà quattro fregate della classe "Freedom" per 11,5 miliardi di dollari. Dopo aver messo insieme questi dati assai disparati, l'articolo del quotidiano francese conclude citando per l'azienda italiana un antico detto latino: "Pecunia non olet" ("Il denaro non puzza").

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