Il salvataggio sregolato delle banche venete

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Monde, Pais, Financial Times, Bloomberg

Il salvataggio sregolato delle banche venete

Pier Carlo Padoan (foto LaPresse)

Berlusconi porta il centro-destra alla vittoria nelle amministrative

 

Londra, 26 giu - (Agenzia Nova) - Il centro-destra, riferisce il "Financial Times", si aggiudica i ballottaggi delle elezioni amministrative, conquistando anche Genova, roccaforte della sinistra, e infliggendo un duro colpo al Partito democratico, che mette a segno solo pochi successi. Il voto era considerato un importante test politico. "Il vento sta cambiando", ha commentato Renato Brunetta di Forza Italia.

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A Genova l'outsider Marco Bucci tenta di superare la guerra delle destre italiane

 

Parigi, 26 giu - (Agenzia Nova) - Per mesi la campagna per le elezioni municipali di Genova non ha suscitato in Italia che un interesse moderato; la vittoria a sorpresa dell'outsider Marco Bucci ha invece destato grande interesse, offrendo alle destre italiane un successo altamente simbolico ed un modello per ricostituire l'unità delle destre in vista delle elezioni politiche nazionali: Bucci infatti non soltanto ha battuto il candidato del centrosinistra in una città operaia bastione del progressismo, ma ha messo fuori gioco il Movimenti 5 stelle (M5s) del genovese Beppe Grillo.

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Liquidazione banche venete, un duro colpo per la credibilità dell'unione bancaria europea

 

New York, 26 giu - (Agenzia Nova) - Lo Stato italiano impiegherà sino a 17 miliardi di euro per ripulire i buchi di bilancio di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, i due istituti di credito venete dichiarati insolventi dalle autorità europee. Le due banche verranno acquistate per la cifra simbolica di un euro da Intesa Sanpaolo, che però non si farà carico dei crediti deteriorati e degli altri oneri. Il ministro dell'Economia italiano, Pier Carlo Padoan, ha annunciato che Intesa potrà inizialmente attingere a fondi pubblici per 5,2 miliardi di euro al fine di rilevare parte degli asset senza danneggiare il proprio profilo patrimoniale. Lo Stato intende suddividere i due istituti di credito in una "good bank" e una "bad bank", ha annunciato il premier Paolo Gentiloni, annunciando che le due banche apriranno regolarmente questa mattina (lunedì) e che l'intervento di salvataggio pubblico - il più oneroso intrapreso dallo Stato italiano nel settore bancario - si è reso necessario per tutelare i risparmiatori; Gentiloni ha ricordato che il Veneto "è una delle regioni più importanti per la nostra economia, specie per le piccole e medie imprese". Padoan ha dichiarato che altri 12 miliardi di euro saranno a disposizione per la copertura delle eventuali perdite, che però il ministro ha stimato in 400 milioni. Commentando l'epilogo della duplice crisi bancaria veneta, Ferdinando Giuliano annuncia su "Bloomberg" "la morte dell'unione bancaria europea", sottolineando come alla fine l'Italia sia riuscita a sottrarre le due banche e i correntisti alle norme comunitarie sulle risoluzioni bancarie (Bail-in). Il piano di liquidazione intrapreso dal governo italiano, sottolinea Giuliano, è "radicalmente diverso" da quello adottato due settimane fa in Spagna per Banco Popular, rilevato per un euro da Banco Santander che però si è fatto carico anche dei crediti deteriorati e dei futuri rischi legali. La liquidazione delle banche venete "è uno schiaffo ai contribuenti italiani", scrive Giuliano, che quantifica il potenziale esborso pubblico in 10 miliardi di euro. "Lo Stato avrebbe potuto intraprendere una via meno dispendiosa, ad esempio tramite il 'bail in' degli azionisti senior", ma "vuole evitare le ricadute politiche e i rischi di contagio sistemico". Una posizione comprensibile, riconosce l'economista, che però aggiunge: "10 miliardi di euro sono un premio esorbitante da pagare come assicurazione contro il contagio, e Roma potrebbe subire comunque una reazione, da parte dei contribuenti che si sentono defraudati". Più di tutto, però, conclude l'autore dell'editoriale, l'Italia "ha piantato un pugnale nel cuore dell'unione bancaria europea", bypassando a tutti gli effetti il meccanismo di risoluzione unico Ue: "Il vantaggio è dato dal risparmiare gli obbligazionisti senior, ma il costo sarà enorme: intaccare, forse in maniera irreversibile, la credibilità delle istituzioni bancarie europee neoistituite".

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Roma "ignora" le regole Ue e salva due banche

 

Madrid, 26 giu - (Agenzia Nova) - Il governo italiano ha dato il via libera al decreto legge con cui si dà il via alla liquidazione coatta di Popolare di Vicenza e Veneto Banca e apre alla cessione degli attivi a Banca Intesa. La decisione non piace al quotidiano spagnolo "El Pais" che ricorda come quindici giorni fa tutti - dalla Banca centrale europea al Sistema unico di supervisione bancaria e all'Eurogruppo - si complimentavano per la soluzione del "caso Popular". L'istituto spagnolo è stato venduto a un euro al Santander, azionisti e investitori hanno perso tutto "ma erano le nuove regole del gioco: i contribuenti non avrebbero più salvato banche in Europa" e "si svincolava così (finalmente) il rischio bancario dalla capacità finanziaria dello Stato cui appartiene l'istituto in fallimento". La scelta operata dal governo Gentiloni dimostra per la testata che "in Italia non si impongono le norme europee ma quelle italiane". E al contrario di quanto successo con il Popular, quando Santander ha rilevato l'intero ammontare dell'istituto sull'orlo del fallimento, Roma decide di dare all'acquirente solo il pacchetto sano del capitale. Gli sportelli degli istituti possono aprire, si legge ancora nell'analisi, "ma si apre un panorama nero per i contribuenti italiani che si faranno carico del debito e della insolvenza della bad bank, saltando in pieno alcuni principi della Unione europea". In definitiva, "dopo aver negato per anni il problema, l'Italia non ha più banche forti che possano comprare senza aiuti". Le "nuove fiammanti regole europee fanno acqua proprio nel paese di Mario Draghi", conclude la testata, sottolineando la "lezione" che esce dalla vicenda: "gli Stati ricchi si pagano i loro salvataggi bancari, se vogliono. Ora sarà più difficile convincere i tedeschi ad appoggiare il fondo comune di risoluzione delle banche. L'euforia delle autorità europee è durata solo 15 giorni". Il quotidiano economico "Expansion" si incarica di spiegare con più margine la differenza tra i casi italiani e quello spagnolo: per il Single resolution mechanism dell'Unione europea la vicenda degli istituti veneti non rappresenta un pericolo per l'interesse pubblico e in questi casi Bruxelles lascia al paese membro la decisione su come muoversi. "In pratica, siccome la legislazione italiana sulla liquidazione delle banche è molto flessibile", Roma ha avuto margini "per distribuire in modo più o meno arbitrario" chi si fa carico del fallimento.

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Marc Lazar: "La République en marche avrà un destino all'italiana?

 

Parigi, 26 giu - (Agenzia Nova) - Il quotidiano conservatore francese "Le Figaro" ospita un intervento in cui lo storico italianista Marc Lazar prende spunto dalla recente storia politica della Penisola per predire il futuro del movimento creato dal neopresidente Emmanuel Macron, "La République en Marche" (Lrem, "La Repubblica in Marcia"; ndr), che a suo parere avrebbe dei tratti in comune sia con il partito Forza Italia di Silvio Berlusconi che con il Movimento 5 stelle di Beppe Grillo.

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PANORAMA INTERNAZIONALE

La Corte Suprema degli Stati Uniti (LaPresse)


Usa, la Corte Suprema "sblocca" il bando agli ingressi dell'amministrazione Trump
Washington, 27 giu 09:51 - (Agenzia Nova) - La Casa Bianca ha incassato ieri una importante vittoria giudiziaria sul fronte delle politiche migratorie. La Corte Suprema ha accolto all'unanimità l'appello dell'amministrazione presidenziale contro il blocco imposto da diverse corti federali al cosiddetto "Muslim Ban": la sospensione temporanea degli ingressi da sei paesi a maggioranza musulmana per ragioni di sicurezza nazionale. Le corti federali - in particolare quelle di Michigan e Hawaii - avevano sospeso la misura esecutiva, motivata dal presidente Donald Trump con ragioni di sicurezza nazionale, accusando il presidente di voler discriminare i cittadini stranieri sulla base della loro fede religiosa. La Casa Bianca aveva replicato sottolineando di aver selezionato i paesi destinatari del "bando" sulla base di valutazioni formulate dalla precedente amministrazione Obama, e aveva denunciato un "processo alle intenzioni" da parte di giudici ostili, che avevano motivato le loro sentenze puntando alla retorica del presidente durante la campagna presidenziale dello scorso anno. In attesa di valutare il ricorso della Casa Bianca, il prossimo autunno, la Corte Suprema ha "sbloccato" il bando di 90 giorni agli ingressi, con alcune eccezioni: potranno entrare nel paese i cittadini dei sei paesi - Libia, Iran, Somalia, Sudan, Siria e Yemen - con legami familiari o professionali accertati negli Usa. In generale, però, la Corte Suprema ha già ribadito ciò che le corti di grado inferiore avevano ignorato: la costituzione dà al presidente pieno potere in materia di politiche migratorie e sicurezza nazionale, ed è per questa ragione che la precedente amministrazione Obama aveva varato bandi simili - ad esempio a carico dei cittadini iracheni - senza che a suo carico fossero sollevate accuse analoghe o che fosse intervenuta la magistratura. "L'interesse del governo (nell'applicare il bando temporaneo, ndr), e l'autorità esecutiva di procedere in tal senso, sono indubbie qualora non ci sia alcun legame tra il soggetto straniero e gli Stati Uniti", recita il giudizio con cui la Corte Suprema ha autorizzato la parziale attuazione del cosiddetto "Muslim Ban". Il presidente Trump ha definito il pronunciamento della Corte Suprema "una netta vittoria per la nostra sicurezza nazionale": "Come presidente, non posso consentire che entrino nel nostro paese persone che vogliono farci del male. Sono pronto ad accogliere cinque ami gli Stati Uniti e i loro cittadini, chiunque si dia da fare e sia produttivo", ha aggiunto Trump, sottolineando l'unanimità della decisione della Corte Suprema in favore della presidenza: hanno accolto il ricorso della Casa Bianca tutti e nove i giudici, inclusi i quattro di orientamento democratico o progressista. Secondo il "Wall Street Journal" - l'unico dei principali quotidiani Usa che sin dal principio ha sostenuto la legittimità del provvedimento varato da Trump, e che al pronunciamento della Corte Suprema ha dedicato un editoriale della direzione - quella di ieri è "una vittoria per la Casa Bianca, ma soprattutto per la separazione costituzionale dei poteri"; il bando voluto da Trump, sostiene l'editoriale, "potrà non essere saggio né necessario, ma questo non autorizza i giudici a divenire sostituiti comandanti in capo".
 
Regno Unito: May "compra" l'appoggio del Dup per un miliardo di sterline
Londra, 27 giu 09:51 - (Agenzia Nova) - La premier del Regno Unito, Theresa May, riferisce la stampa britannica, ha concluso un accordo col Partito unionista democratico (Dup) dell'Irlanda del Nord ottenendo un sostegno esterno per il suo governo conservatore di minoranza. La leader di Downing Street si è impegnata a stanziare per la nazione costitutiva fondi extra per un miliardo di sterline nei prossimi due anni e ha promesso all'esecutivo di Belfast un maggior coinvolgimento sulla spesa di ulteriori 500 milioni, più controllo sulle imposte societarie per competere con la Repubblica d'Irlanda e forse anche sull'Iva e le tasse aeroportuali per promuovere il turismo. In cambio gli unionisti nordirlandesi voteranno le mozioni di fiducia, il Discorso della Regina sul programma legislativo, il bilancio, le norme sulla Brexit e sulla sicurezza nazionale. Furiose le reazioni del Galles e della Scozia: il primo ministro gallese, Carwyn Jones, ha giudicato l'intesa "oltraggiosa" e, in un articolo pubblicato su "The Times", ha contestato la scelta, potenzialmente destabilizzante, di mettere le nazioni costitutive una contro l'altra; la scozzese Nicola Sturgeon ha accusato Tory di non fermarsi di fronte a niente per mantenere il potere, anche a costo di sacrificare i principi base di equità della devolution. Gerry Adams, presidente dello Sinn Fein, il partito repubblicano nordirlandese, ha attaccato il patto definendolo una minaccia per l'Accordo del Venerdì Santo. Per Diane Abbott, deputata e dirigente del Labour, May ha perso ogni autorità: dovrebbe farsi da parte e lasciare ai laboristi la possibilità di formare un governo, scrive in un articolo su "The Independent". Critici quasi tutti i quotidiani (che usano anche la parola "mazzetta") nei loro editoriali non firmati, attribuibili alle direzioni. Il "Financial Times" parla di "uno squallido accordo": per May è l'opzione "meno peggiore" per restare al potere, ma con un elevato costo politico, perché sarà ostaggio del Dup; non può pensare di avere in mano un assegno in bianco sulla Brexit. Secondo "The Guardian", la premier è in uno stato di negazione: agisce come se avesse una maggioranza e un mandato mentre non ha né l'una né l'altro. Sulla stessa linea "The Independent": May va avanti come se nulla fosse cambiato con le elezioni dell'8 giugno; quello col Dup è "un patto col diavolo". Per "The Times" è "una coalizione di convenienza" che garantisce al governo Tory la sopravvivenza più che la stabilità. Per il "Mirror" May scarica sui contribuenti il costo del suo fallimento. "The Telegraph", infine, prevede "un difficile esercizio di equilibrio", ma aggiunge che accordi di questo tipo fanno parte del sistema parlamentare e che May aveva tutto il diritto di cercare un appoggio esterno.
 
Migrazioni: "Bild", la Turchia non rispetta l’accordo sui rifugiati con la Ue
Berlino, 27 giu 09:51 - (Agenzia Nova) - I paesi della Ue si fanno carico di cinque volte più migranti diretti verso la Grecia rispetto alla Turchia, anziché in un rapporto di uno a uno, come stabilito nell’accordo con Ankara. Questo secondo il quotidiano “Bild”, che cita gli ultimi dati della Commissione europea. Dal 20 marzo 2016 un totale di 1.210 migranti che tentavano di attraversare l'Egeo diretti verso la Grecia sono sono stati respinti in Turchia. Nello stesso periodo, i paesi della Ue hanno distribuito 6.254 siriani provenienti dalla Turchia in 15 paesi dell’Unione, di cui 2.270 in Germania. All’arrivo in Turchia i rifugiati possono chiedere asilo in Grecia, ma le procedure dovrebbero avvenire rapidamente, per poter procedere eventualmente al respingimento verso il paese d'origine. Tuttavia, l'analisi delle pratiche procede a rilento: non più di 47 a settimana.
 
Messico: trovati resti carbonizzati di un giornalista
Città del Messico, 27 giu 09:51 - (Agenzia Nova) - La procura generale dello Stato di Michoacan, in Messico, ha reso noto il ritrovamento del corpo carbonizzato di Salvador Adame, giornalista di cui non si avevano più notizie da circa un mese. Si tratta del settimo giornalista ucciso nel paese dal mese di marzo ad oggi. Adame era il direttore di "Canal 6", emittente della città di Nueva Italia, e il riconoscimento del suo corpo è stato possibile solo grazie alla prova del dna. Anche se i contorni di questo nuovo omicidio sono tutti da chiarire, la notizia rilancia il tema già caldo della sicurezza dei giornalisti nel paese, e della conseguente libertà di poter esercitare la professione. Ha fatto in questo senso rumore la denuncia dell'uso, da parte delle agenzie governative, di un software in grado di carpire tutte le informazioni di giornalisti e difensori dei diritti umani. La procura messicana ha reso noto ieri che per sostenere le indagini si avvarrà anche della collaborazione dell'Fbi.
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Corea del Nord: Seul lavora per un vertice con Pyongyang
Seul, 27 giu 09:51 - (Agenzia Nova) - Il ministro sudcoreano per l'Unificazione, Cho Myoung-Gyon, ha dichiarato lunedì che lavorerà per organizzare un vertice tra il presidente Moon Jae-in e il leader nordcoreano Kim Jong-un, nel tentativo di mediare una sospensione del programma nucleare di Pyongyang. Secondo quanto riportato dalla stampa sudcoreana, se dovessero esserci progressi sul versante delle relazioni inter-coreane, il governo sud coreano potrebbe decidere di ampliare e sviluppare il complesso industriale co-gestito di Kaesong.

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