Perché Grillo non è Macron

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano il nostro paese. Oggi articoli di Pais, Guardian, Financial Times e Nouvel Observateur

Perché Grillo non è Macron

Lo "sloggiamento" di Beppe Grillo è comparabile a quello di Macron?

Parigi, 19 giu - (Agenzia Nova) - L'ideologia del Movimento 5 stelle (M5s) di Beppe Grillo è in qualche modo comparabile alla sostituzione della classe politica ("Dégagisme", letteralmente "sloggiamento"; ndr) operato in Francia dal partito del neo presidente Emmanuel Macron con il quo movimento "En Marche!" ("In Marcia!", ndr)? Il settimanale francese "Le Nouvel Observateur" lo ha chiesto a Marc Lazar, professore di storia e sociologia politica alla prestigiosa Università di Scienze politiche di Parigi (Sciences Po), all'indomani del deludente risultato registrato dal M5s al primo turno delle elezioni comunali in Italia che secondo i commentatori italiani avrebbero segnato l'inizio della fine della creatura politica del comico genovese. Il professor Lazar risponde raccomandando prudenza nel giudizio: innanzitutto perché non è possibile fare un bilancio completo dello scrutinio prima della tenuta del secondo turno di ballottaggio domenica prossima 25 giugno; e poi, dice, perché i grillini hanno mostrato finora grande capacità di mobilitazione dell'elettorato a livello di elezioni nazionali, ma sono troppo poco presenti a livello locale per vincere delle consultazioni municipali soprattutto quando sono parziali come quelle in corso nella Penisola. La prospettiva, nota lo studioso francese, è falsata dalle clamorose vittorie ottenute l'anno scorso nelle comunali di Roma e Torino da Virginia Raggi e Chiara Appendino, del tutto inattese: anche se i deludenti bilanci delle due sindache, soprattutto nella Capitale, possono aver giocato un ruolo negativo mostrando l'incapacità di governo del M5s; resta da vedere se tutto ciò avrà ripercussioni sulle prossime elezioni politiche nel 2018. Quanto alle similitudini tra il panorama politico italiano e quello francese, il professor Lazar è ancora più scettico, ricordando che in Italia un profondo rinnovamento della classe politica è già avvenuto nell'ormai lontano 1994 con la discesa in campo di Silvio Berlusconi: piuttosto, conclude la sua analisi, è proprio dalla parabola del partito berlusconiano Forza Italia, zeppo di neofiti della politica divenuti col tempo politici professionisti che bisogna trarre lezioni per la Francia di oggi.

Leggi l'articolo del Nouvel Observateur

Banche, l'Italia riformi il sistema finanziario "senza più scuse"

Madrid, 19 giu - (Agenzia Nova) - "L'Italia deve ristrutturare il suo sistema finanziario senza più scuse". Lo dice Christian Noyer, ex vicepresidente della Banca centrale europea in un passaggio di un'intervista concessa al quotidiano spagnolo "Abc". Dopo aver elogiato la recente condotta della Spagna nel caso "Popular" - l'istituto sull'orlo del fallimento venduto al Santander senza nessun intervento delle casse pubbliche - l'economista parla del "problema del governo italiano con il Monte dei Paschi di Siena". In quel caso le azioni "della banca sono in mano di privati che le hanno comprate come valori sicuri. Capisco che in questo caso è difficile ricorrere a una soluzione classica. Ma non dovrebbe essere una scusa per non ristrutturare la banca, che è stata salvata con risorse pubbliche". Ora, conclude Noyer, la "banca deve essere venduta e ristrutturata".

Leggi l'articolo dell'Abc

Roberti: le mafie italiane in Spagna? Un fenomeno molto preoccupante

Madrid, 19 giu - (Agenzia Nova) - La morte violenta del capo della 'Ndrangheta Giuseppe Nirta, avvenuta qualche giorno fa ad Aguila è il segno che le organizzazioni criminali italiane hanno un forte radicamento in Spagna. Ne è convinto il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti intervistato domenica dal quotidiano spagnolo "El Pais". Madrid deve preoccuparsi: un personaggio come Nirta "non si trova per caso" in terra iberica, "sta curando i suoi interessi. La stessa cosa che fece a lungo Raffaele Amato, capo dei capo della camorra napoletana". Il paese iberico, spiega Roberti è per i malavitosi "un luogo da colonizzare", "un posto strategico. Per motivi geografici e perché credono che possono fare i loro affari in un modo meno controllato. Probabilmente si sbagliano perché da quando abbiamo relazioni con i colleghi spagnoli l'indice di attenzione è cresciuto". Sono anche allettati, conferma il procuratore, da un regime carcerario che non prevede i rigori del nostro 41bis, una "prospettiva non gradevole" per chi finisce nelle mani della giustizia. Ricostruito lo strapotere della 'ndrangheta sulle altre mafie - la camorra si è trasformata in una "forma di gangsterismo urbano spesso associato ai minori - Roberti ragiona sul perché la criminalità organizzata italiana sia tanto difficile da estirpare. "Manca cooperazione internazionale. Le mafie come organizzazioni criminali strutturate esistono da prima dell'unità d'Italia e lo Stato non è mai riuscito a distruggerle. Ma nel momento in cui le mafie escono dall'Italia per investire il loro denaro è perché da noi esiste un sistema investigativo forte. Fuori di qui possono continuare a farlo con una certa tranquillità". L'ultima spina è per la delicata questione dei rapporti tra mafia e politica. Se è difficile vincere le battaglie è anche perché le mafie "operano nella zona grigia, lo spazio dove interagiscono con altri gruppi criminali non mafiosi" È il caso di Mafia Capitale, un sistema che si tiene più per la corruzione che per le intimidazioni. ma per uscire dalle generiche accuse alla politica, Roberti ricorda che bisogna parlare di nomi e partiti concreti. È il caso di Silvio Berlusconi? Il leader di Forza Italia, sottolinea il procuratore, "è stato indagato per mafia e non sono state raccolte prove sufficienti per portarlo in giudizio". Dell'Utri, suo amico e mano destra, "sta scontando una pena di sette anni in carcere. Qui non si fanno sconti, la magistratura italiana è indipendente, ma non possiamo condannare sulla base di sospetti".

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"Svolta storica": il Vaticano pensa alla scomunica di mafiosi e corrotti

Bruxelles, 19 giu - (Agenzia Nova) - Il Vaticano starebbe riflettendo su un passo per scomunicare tutti i mafiosi ed i corrotti, indipendentemente dalla loro appartenenza: lo scrive il quotidiano "La Libre Belgique" riprendendo informazioni raccolto dalla stampa italiana al termine di una riunione internazionale tenutasi nella Santa Sede: una cinquantina tra prelati, magistrati, diplomatici ed alti funzionari di polizia da vari paesi hanno partecipato al "Dibattito internazionale sulle corruzione". Il quotidiano belga ricorda che papa Francesco ha già scomunicato la 'Ndrangheta, la potente mafia calabrese, nel giugno del 2014 nel corso di un suo viaggio pastorale in Calabria; ma i rapporti tra la Chiesa ed il crimine organizzato sono spesso assai ambigui nelle regioni meridionali dell'Italia, anche se dei vescovi localmente hanno a loro volta scomunicato singoli boss della mafia siciliana o della camorra campana: manca ancora infatti un documento giuridico di valore universale.

Leggi l'articolo della Libre belgique


Il miracolo di Matera

Londra, 19 giu - (Agenzia Nova) - Più del 25 per cento delle case di Matera, secondo una ricerca dell'Università di Siena, è in affitto su Airbnb, una percentuale superiore a quella di qualsiasi altra città italiana. Il boom turistico in corso da qualche anno, inoltre, beneficerà della nomina a Capitale europea della cultura per il 2019, un'opportunità con la quale si punta a consolidare la piattaforma economica per un futuro più prospero. Eppure non molto tempo fa, ricorda il settimanale britannico "The Observer", la Città dei Sassi era tra le più povere e d'Italia.

Leggi l'articolo del Guardian

 


PANORAMA INTERNAZIONALE


Regno Unito: Grenfell Tower, May ammette che la risposta non è stata sufficiente

Londra, 19 giu - (Agenzia Nova) - Ancora in evidenza sulla stampa del Regno Unito l'incendio che ha devastato la Grenfell Tower di Londra, scatenando rabbia tra i residenti e polemiche politiche sulla deregulation, sulla gestione della prevenzione e sulla disuguaglianza sociale. Il bilancio delle vittime è ancora provvisorio. Tra loro i due giovani italiani Gloria Trevisan e Marco Gottardi, di cui diversi giornali riferiscono le ultime parole rivolte per telefono alle famiglie. I dispersi potrebbero essere più di 58. Le indagini proseguono. Sono state pubblicate le prime immagini dei resti dell'edificio bruciato. Sono state ordinate ispezioni in circa quattromila grattacieli del paese. Il municipio di Kensington e Chelsea è stato sollevato dalla responsabilità dell'assistenza ai sopravvissuti, affidata a una squadra costituita da rappresentanti del governo centrale, della Croce Rossa, della polizia metropolitana, delle amministrazioni locali e dei vigili del fuoco. La premier, Theresa May, ha elogiato l'eroica risposta degli operatori dell'emergenza, ma ha ammesso che il sostegno ai superstiti non è stato abbastanza buono. Sono stati stanziati 5,5 milioni di sterline per aiutare chi è stato colpito dalla tragedia a ricostruirsi una vita.

Leggi l'articolo del Financial Times


Un bonus Brexit per gli studenti in cerca di carriere finanziarie nel mondo

Londra, 19 giu - (Agenzia Nova) - Centinaia di migliaia di addetti dei servizi finanziari che lavorano a Londra e nel sud-est dell'Inghilterra, riferisce il "Financial Times", sono preoccupati per il loro futuro a causa della decisione del Regno Unito di uscire dall'Unione Europea. La Brexit potrebbe avvantaggiare chi cerca lavoro in altri paesi? Milano è tra i centri che potrebbero beneficiare del cambiamento. Dal referendum britannico sull'Ue, l'Università Bocconi ha registrato un incremento delle domande di iscrizione ai master in finanza del dieci per cento, con le candidature internazionali aumentate del 39 per cento. D'altra parte, la svalutazione della sterlina rende più attraenti gli istituti britannici.

Leggi l'articolo del Financial Times

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Commenti all'articolo

  • Giovanni

    19 Giugno 2017 - 17:05

    Ma scherziamo? Macron è un economista di grande esperienza (soprannominato il Mozart della finanza), già ministro dell'economia e delle finanze e prima ancora alto funzionario della Banca Rothschild, parla correntemente diverse lingue. E lo si vuol mettere a confronto con il pregiudicato sparaballe il cui unico linguaggio è il "vaffese"? Ma per favore....

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  • luigi.desa

    19 Giugno 2017 - 12:12

    A confronto di Grillo scurnacchiati come Sanders Corbyn Farage e altre ranocchie sono giganti e il comico ha avuto successo solo perchè l'italico è un popolo burlone ,ma Macron nella diversità e anche lui un comico ,farò questo e quello . I francesi frastornati intontiti impauriti dagli attentati che non sanno come ( come tutti ) fronteggiare hanno consentito allo scialbo ragazzotto di conquistare l'assemblea quasi al totale con il 15 %del 43% . Il 43% di 45 milioni fa 19.400 mln e il 15% di 19mln e spicci fa circa 3 mln. . Ed ecco la favola del plebiscito per Macron . Certo che i media sanno come prendere per il sedere lettori e ascoltatori. Non sono peregrine le perplessità circa la rappresentatività del ballottaggio e del referendum ed è stato giustissimo in Italia porre un minimo per i referendum nazionali, senno vanno a votare i 10 e nessun altro e portano a casa il risultato. Sotto un minimo di partecipazione uvelè il pensiero/giudizio diffuso della popolazione ?

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