La linea accomodante di Gentiloni su Trump

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Guardian, Financial Times, Figaro, Bloomberg

Paolo Gentiloni

Paolo Gentiloni (foto LaPresse)

Gentiloni: Italia e Regno Unito devono rassicurare i cittadini che vivono all'estero

 

Londra, 10 feb - (Agenzia Nova) - Il presidente del Consiglio italiano, Paolo Gentiloni, riferisce il quotidiano britannico "The Guardian", in visita a Londra ieri per un colloquio con la premier del Regno Unito, Theresa May, parlando della Brexit, ha dichiarato che è necessario rassicurare i cittadini italiani che vivono in Gran Bretagna e i britannici residenti in Italia sul rispetto dei loro diritti acquisiti. Gentiloni, inoltre, ha ribadito l'impegno del governo di Roma per una futura Unione Europea a più velocità, con diversi livelli di integrazione.

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L'Italia evita il conflitto con gli Usa di Trump

 

Londra, 10 feb - (Agenzia Nova) - Mentre altri capi di governo dell'Unione Europea hanno attaccato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, durante il vertice europeo di Malta della scorsa settimana, il presidente del Consiglio italiano, Paolo Gentiloni, osserva il "Financial Times", ha tenuto la critica a un livello minimo. Il giorno dopo ha avuto un colloquio telefonico col leader della Casa Bianca, assicurandosi la sua partecipazione al prossimo incontro del G7, alla fine di maggio in Sicilia, in un momento in cui nulla può essere dato per scontato. Un'Italia "accomodante" potrebbe complicare gli sforzi per elaborare una risposta europea comune e forte alle nuove politiche di Washington.

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Italia e Tunisia rafforzano la lotta contro i migranti clandestini

 

Parigi, 10 feb - (Agenzia Nova) - Il ministro degli Esteri italiano Angelino Alfano ed il suo omologo tunisino, Khemaies Jhinaoui, ieri giovedì 9 febbraio hanno firmato un accordo di cooperazione rafforzata in materia di gestione dei flussi migratori, "al fine di lottare efficacemente contro l'immigrazione clandestina ed il traffico di esseri umani nel Mediterraneo Centrale". Il ministro Alfano ha ricordato che questo accordo non è affatto "un primo passo", bensì è "la continuazione" degli sforzi congiunti avviati tra i due paesi già dal 2011: L'Italia infatti ha già stretto con la Tunisia un accordo per la riammissione in patria dei migranti tunisini.

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Italia, la lotta all'evasione resta difficile

 

New York, 10 feb - (Agenzia Nova) - La lotta all'evasione fiscale ha fruttato alle casse dello Stato italiano 19 miliardi di euro nel 2016. Lo ha annunciato ieri la direttrice dell'Agenzia delle entrate, Rossella Orlandi, nel corso di una conferenza stampa con il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan. Nonostante la soddisfazione espressa dal ministro - scrive "Bloomberg" - il lavoro della Guardia di finanza dimostra quanto siano ancora diffuse le pratiche di evasione nel paese. Questa settimana, ad esempio, le autorità di confine hanno sequestrato al confine con la Svizzera quasi 1,7 chilogrammi di monete d'oro non dichiarate del valore di circa 53 mila euro. Nel 2014, ultimo anno per cui sia disponibile un dato in proposito, il cosiddetto "sommerso" è ammontato in Italia a 194 miliardi di euro.

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Ryder Cup: minacciata l'edizione Italia 2022?

 

Parigi, 10 feb - (Agenzia Nova) - La Ryder Cup 2018 si terrà sicuramente in Francia! E l'edizione 2020 si svolgerà come previsto nel Wisconsin. Ma la Ryder Cup 2022 promessa all'Italia sin dal 2015 ha ricevuto un serio colpo: il Senato italiano infatti ha soppresso un emendamento che permetterebbe al comitato organizzatore italiano di garantire un fondo obbligazionario di 97 milioni di euro per l'avvenimento. La vicenda è una nuova prova della fragilità finanziaria dello sport italiano che ha già ritirato a settembre la sua candidatura per l'organizzazione dei Giochi olimpici del 2024 a causa dei costi. Ora è possibile che la Spagna, la Germania o l'Austria, battuti dalla candidatura italiana per la Ryder Cup 2022, debbano tirar fuori dai cassetti i loro dossier.

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Panorama internazionale

 

 

 

Germania, verso nuove normative per la privacy e la sicurezza dei dati

 

Berlino, 10 feb - (Agenzia Nova) - Entro un anno le normative europee e quelle tedesche sulla privacy nelle telecomunicazioni verranno uniformate. La privacy, però, agli occhi dei regolatori costituisce sempre più un ostacolo. Lo stesso cancelliere tedesco, Angela Merkel, ha messo in guardia dai freni posti da un "eccesso di privacy" allo sviluppo del Paese. In Germania la legge sulla protezione dei dati in realtà non ha a che vedere con alcun diritto di ordine economico; l'"elefante nella stanza", ovviamente, è l'irruzione di Internet e della comunicazione digitale nella vita di cittadini e istituzioni. I colossi del web Google, Amazon e Facebook hanno all'attivo più di una controversia con Bruxelles. Le rivelazioni di Edward Snowden, che tre anni fa hanno scatenato lo scandalo "datagate", suscitano nei cittadini paure di “Grande fratello”. La sensibilità della gente, tuttavia, è selettiva. Se si tratta di combattere il riciclaggio del denaro, l’evasione fiscale o l’odio su internet, nessuno o quasi ha alcunché da eccepire. Quando gli hacker rubano dati delle carte di credito o informazioni di persone celebri, più che la privacy il problema riguarda la sicurezza dei dati. Il dibattito, scrive in un editoriale la "Frankfurter Allgemeine Zeitung", è influenzato anche dai più importanti sviluppi politici globali: nell’epoca di Trump importanti barriere di sicurezza potrebbero cadere, secondo il quotidiano: in primo luogo perché il nuovo presidente Usa "non è noto per essere un paladino dei diritti fondamentali", e in secondo luogo perché lo slogan 'America first' si esprime in politiche commerciali ed economiche aggressive "che solitamente non sono in sintonia con le esigenze di protezione dei dati".

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Francia, l'ombra dello "spread Le Pen" sulla campagna presidenziale

 

Parigi, 10 feb - (Agenzia Nova) - La partecipazione della leader del Front national (Fn), Marine Le Pen, ieri sera giovedì 9 febbraio, al programma "La Trasmissione Politica" della rete tv "France 2", influirà oggi sui tassi di interesse dei titoli del debito pubblico della Francia? E' quanto si chiede il quotidiano di sinistra "Libération" in un articolo in cui si dà conto, con una certa sorpresa, dell'inquietudine e delle preoccupazioni provocate nei mercati finanziari dalla possibilità che la leader dell'estrema destra francese vinca le elezioni presidenziali di aprile-maggio. Una eventualità che, per quanto ancora remota secondo "Libération" e secondo la maggioranza dei sondaggisti che piuttosto continuano a prevedere una vittoria finale del candidato del centro-destra Francois Fillon o dell'indipendente di centro-sinistra Emmanuel Macron, ha comunque provocato negli scorsi giorni un'impennata del differenziale ("spread") degli interessi pagati dai titoli di Stato francesi a 10 anni rispetto a quelli analoghi emessi dalla Germania. Tanto che nel dibattito politico in Francia è nata una nuova espressione, "spread Le Pen", ad indicare i timori suscitati tra gli analsti e gli operatori finanziari dal programma politico-economico del Fn, ed in particolare dal proposito espresso dalla sua leader di far uscire la Francia dall'Eurozona in caso di vittoria alle elezioni. Un proposito che Marine Le Pen ha ribadito ieri sera in tv, accompagnato da rassicurazioni sul fatto che l'uscita dall'euro non avrebbe affatto gravi conseguenze per l'economia della Francia e per le tasche dei cittadini: "I francesi non si accorgeranno neppure del cambio della moneta", ha azzardato la leader Fn. Ma negando con ostinazione le difficoltà ed i rischi dell'operazione "Frexit", e respingendo le "visioni contabili" ed i "dibattiti tecnici", secondo "Libération" la Le Pen ha provocato un effetto contrario, suscitando invece preoccupazione proprio per la sua superficialità su questioni così ansiogena come l'uscita dall'euro e l'abbandono della tradizionale politica europea della Francia.

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Regno Unito: l'opposizione laburista assente nel grande dibattito sulla Brexit

 

Londra, 10 feb - (Agenzia Nova) - In evidenza sulla stampa britannica la crisi del Labour, principale forza di opposizione del Regno Unito, messo in grave difficoltà dal voto parlamentare sulla legge che autorizza il governo ad avviare l'iter di uscita dall'Unione Europea. In un articolo pubblicato sul quotidiano "The Guardian", Diane Abbott, deputata di Hackney North e Stoke Newington, collegio in cui nel referendum dello scorso giugno ha vinto l'opzione "Remain", spiega che il partito deve ascoltare il paese e non può ignorare il risultato referendario, ma che continuerà a battersi per ottenere un buon accordo nei negoziati. Diversi editoriali non firmati, attribuibili alle direzioni, si occupano della questione laborista. Per il "Financial Times", l'opposizione è assente nel più grande dibattito nazionale del nostro tempo; il leader, Jeremy Corbyn, deve usare la sua leadership o andarsene. Per "The Guardian" la strategia di Corbyn è pragmatica, ma allontana dal partito i giovani, cosmopoliti e progressisti. Per "The Telegraph" il Labour sotto la gestione di Corbyn non va da nessuna parte.

Continua a leggere l'articolo del Guardian

 


 

Trump in cerca di un grande patto con Putin

 

Londra, 10 feb - (Agenzia Nova) - È il rapporto tra il neopresidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e il presidente russo, Vladimir Putin, il tema di copertina dell'ultimo numero del settimanale britannico "The Economist", dal titolo "Corteggiare la Russia". Trump sembra intenzionato ad andare ben oltre i suoi predecessori, Barack Obama e George W. Bush, nella relazione con Mosca, puntando su un nuovo allineamento strategico. Sarà il terzo leader statunitense consecutivo ad essere raggirato da Putin? I dettagli del piano di Trump sono ancora vaghi, a causa di disaccordi all'interno del suo entourage. Tuttavia, pensare che Putin abbia molto da offrire agli Usa potrebbe essere un errore di valutazione sia del potere e degli interessi russi, sia del valore di ciò a cui gli Stati Uniti potrebbero dover rinunciare in cambio.

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Usa: Corte d'appello conferma la sospensione del "bando ai musulmani"

 

Washington, 10 feb - (Agenzia Nova) - La Corte d'appello statunitense del nono distretto (San Francisco) ha votato all'unanimità contro l'amministrazione del presidente Usa Donald Trump, confermando la sospensione del decreto che bloccava per 90 giorni gli ingressi negli Usa da sette paesi a maggioranza musulmana. Il pronunciamento della Corte rappresenta la peggior sconfitta legale subita sinora dall'amministrazione Trump. Pur non esprimendosi in merito alla presunta discriminazione operata dall'amministrazione ai danni dei musulmani, ma ha accusato la Casa Bianca di aver violato il diritto dei viaggiatori a un giusto processo. Il collegio giudicante non ha sancito l'incostituzionalità del decreto presidenziale, ma con il suo pronunciamento ha riconosciuto la fondatezza delle eccezioni sollevate dal giudice di Seattle James Robart, che aveva ordinato la sospensione del "bando". Trump ha reagito alla sentenza con la consueta durezza; "Ci vediamo in tribunale (alla Corte Suprema, ndr). E' in ballo la sicurezza della nazione", ha tuonato sul suo profilo Twitter. Il dipartimento di Giustizia è impegnato a valutare le motivazioni della corte in vista del ricorso al terzo grado di giudizio. La Corte del nono distretto, però, ha "suggerito" all'amministrazione presidenziale che una parziale riscrittura del decreto potrebbe rafforzarne la legittimità: "Non è il nostro ruolo quello di provare a riscrivere un ordine esecutivo", si legge nella sentenza collegiale. "Le branche politiche sono meglio attrezzate per operare le distinzioni del caso. Il governo non ha dimostrato di aver fornito le garanzie previste dal giusto processo, come il preavviso e le udienze prima della effettiva restrizione del diritto di viaggio dei cittadini". La Corte ha anche riconosciuto l'esigenza di tutelare il paese dalle minacce terroristiche, ma ha contestato all'amministrazione presidenziale "l'assenza di prove" in merito alla reale urgenza del provvedimento "nonostante i reiterati inviti da parte della corte".

Continua a leggere l'articolo del Washington Post

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