Lettera d'amore a Edwige Fenech

Lettera d'amore a Edwige Fenech

(Lettera n° 5.620; protocollata il 7/9/2016)


Gentile Edwige, amore, ti amo.

 

Inutile dire che farò tutto quello che mi dirai di fare. Nelle precedenti missive forse non ti ho mai accennato alla mia passione per il body buiding. Ho iniziato a 11 anni, il giorno esatto del mio compleanno. Avevo la scapola alata. Il culturismo mi fu consigliato dal barbiere dove ero garzone. La scapola è andataal suo posto, ma sono rimasto alto 156 cm. Motivo? Semplice! Il culturismo fatto da bambini aumenta la massa culturale, ma blocca tutto il resto. In paese mi chiamavano Big Jim, anche se il vero Big Jim è alto 196 cm.

 

Edwige ti amo. (Ribadisco il concetto). Però sono stufo di scriverti senza che tu mi rispondi. Però ti racconterò comuqnue ancora di me. Ieri per allenarci abbiamo chiesto al comune di Milano se potevamo ribaltare il Toti, il sommergibile che è appoggiato su due cavalletti al museo della scienza e della tecnica. Il sindaco ha detto no. Noi stanotte lo ribaltiamo uguale. Anche perché ti sembra giusto che ai writers che imbrattano i vagoni delle metro non facciano niente e a noi che semplicemente ribaltiamo un sommergibile ci facciano la multa? Sarà forse che i writers sono comunisti e noi per la Dc?

 

Edwige, amore, ti ho nascosto una cosa: di solito noi body builder ci fidanziamo con donne body builder. Io invece vorrei fidanzarmi con te. Per la luna di miele a me va bene tutto. Tranne la città di Chieti. ti spiego: quando avevo 36 anni ero a una gara lì. La sera prima con altri tre abbiamo spaccato il ponte levatoio del castello. Da allora non sono il benvenuto. Se però tu amore vuoi, a Chieti ci torno lo stesso.

 

Amore chiamami presto. Anche solo via mail al sito del Foglio.

 

Ti amo

tuo, Maurizio

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