Ma il lavoro c'è

Lo spostamento dell’occupazione dalle classi giovani a quelle anziane è un effetto ottico. I dati per capire

Ma il lavoro c'è

Foto Pixabay

A sentire i commenti sulle rilevazioni periodiche dell’Istat, riguardanti i trend del mercato del lavoro, viene spontanea una domanda: dobbiamo vergognarci se aumentano gli occupati over 50? E’ una “nuova emergenza’’ che si aggiunge a quelle storiche? Basta guardare l’espressione del volto dei conduttori dei tg quando sono costretti a comunicare agli italiani la ferale notizia: un mix tra rassegnazione, disapprovazione fino a qualche cenno di ripugnanza. Poi viene esposto il teorema: la riforma Fornero ha aumentato l’età pensionabile costringendo...

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Commenti all'articolo

  • albertoxmura

    01 Settembre 2017 - 21:09

    La fallacia consiste nel pensare che esista una insanabile competizione tra l'occupazione dei giovani e quella dei più anziani. Mandare in pensione i più anziani per "fare largo" ai giovani. In realtà le competenze richieste ai più giovani sono di solito ben diverse da quelle richieste ai più anziani. Ai più giovani si richiedono energie fisiche, "dinamismo" e capacità d'apprendimento in situazioni nuove. Ai più anziani si richiede grande esperienza in uno specifico settore. Queste competenze riguardano nella maggior parte dei casi ruoli differenti. I giovani non possono offrire grande esperienza né gli anziani possono competere con la capacità di apprendere cose nuove dei giovani. Inoltre mandare anticipatamente in pensione gli anziani finisce col mettere le pensioni di questi ultimi sul groppone dei giovani.

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