La surreale protesta pugliese che contro l'inquinamento blocca un depuratore

Servirebbe a sostituire un vecchio depuratore non conforme che rischia anche una multa dall'Europa, ma ad Avetrana insorgono le proteste: "Difendiamo il nostro territorio" 

Madri coraggio contro l'inquinamento bloccano un depuratore in Puglia

Foto dal gruppo Facebook Donne E Mamme Di Avetrana &co

Roma. Non solo buoni vini, belle spiagge e tarantelle. La Puglia vanta un’altra radicata tradizione che si alimenta a colpi di blocchi di cantieri, quella della sindrome Nimby, non (fate nulla) nel mio giardino. Questa volta nel mirino di un comitato locale c’è un “pericoloso” depuratore che “muterà definitivamente e in peggio le sorti del nostro territorio, del nostro mare, della nostra economia, della nostra salute e del nostro futuro”. Così spiegano su Facebook le “Donne e mamme di Avetrana”, che coordinano la protesta contro quello che dovrebbe invece essere nient’altro che un “presidio sanitario a tutela dell’ambiente”, secondo l’Acquedotto pugliese (AQP), l’azienda pubblica della regione che ha presentato il progetto. Il depuratore servirà i comuni di Manduria e di Sava, a pochi chilometri dal cuore della protesta che si concentra nel comune di Avetrana. “Coraggiose, decise, e non pronte ad arrendersi, come le Mamme della Terra dei Fuochi, come le Mamme tarantine, non accettano la funesta sorte che la politica e l’AQP hanno deciso per loro”: le mamme di Avetrana contestano il luogo individuato nella fase autorizzativa, troppo vicino alle spiagge e a una riserva naturale, dicono. Spalleggiate dal sindaco del loro comune, Antonio Minò, che dal suo profilo Facebook esorta: “Tutti in zona Urmo, difendiamo il nostro territorio e il nostro mare”.

  

Lo schema, ormai consolidato, è sempre lo stesso: dalla rete partono gli appelli con gli appuntamenti per bloccare i lavori e i cittadini rispondono, arrivando in blocco nell'area del cantiere. Così lunedì diverse decine di persone in presidio hanno bloccato il passaggio dei camion della ditta che deve realizzare il depuratore, nella zona di Urmo Belsito, costringendo i mezzi a tornare indietro. L’opera, che ha già ottenuto tutte le autorizzazioni necessarie, è stata proposta nel 2011, superando i vincoli paesaggistici, ambientali e archeologici del caso. E’ anche parte del Piano di tutela delle acque della Regione Puglia e servirà soprattutto a evitare che l’Unione europea apra una procedura di infrazione contro l’Italia, visto che il depuratore attualmente in funzione in quella zona è uno tra i tanti non conformi alla normativa vigente. Secondo Legambiente, dei 187 depuratori attivi in Puglia, 52 risultavano fino a quattro anni fa non conformi per almeno un parametro, mentre il 25 per cento dei pugliesi scaricava i reflui in mare senza che fossero depurati.

    

 
   
Negli anni è stato un continuo mediare con le comunità locali, sia rispetto alla scelta del sito di approdo che al contestato punto dello scarico delle acque reflue in mare. Su questo aspetto si sono maggiormente concentrate le proteste, ottenendo che venisse presentato un progetto – attualmente in fase di autorizzazione – che prevede la costruzione di alcuni bacini di contenimento per usi plurimi. Invece di scaricare le acque reflue in mare si riutilizzerà così l’acqua depurata per usi agricoli o simili. Ma non basta ancora, perché gli abitanti temono ripensamenti dell’ultimo minuto e non credono alla promessa di eliminare la condotta sottomarina.

   

Le ragioni di chi si oppone al depuratore hanno persino trovato spazio sullo schermo tv, con Massimo Giletti che in una puntata della sua “Arena” intervista Romina Power, ormai paladina di Avetrana che ha ricevuto la cittadinanza onoraria dopo aver sposato la causa. La cantante ha anche scritto una lettera al governatore della regione, Michele Emiliano: “Bisogna fermarsi prima che il danno sia irreparabile. Spero che finalmente i politici siano sensibili a quello che vuole veramente il popolo. Noi vogliamo un futuro per i nostri figli e nipoti, non vogliamo che sia tutto inquinato”. Ma tutti si dimenticano che l’oggetto della protesta è un innocuo – e necessario – depuratore dell’acqua.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Commenti all'articolo

  • luigi.desa

    20 Giugno 2017 - 20:08

    Madri coraggio o sceme?

    Report

    Rispondi

Servizi