Calenda al convegno del Foglio: “Nessuna norma anti Bolloré, basta dare la colpa di tutto all'Europa”

Per il ministro dello Sviluppo economico è necessaria una legge sulla concorrenza. E sull'economia europea dice: "Non dobbiamo rispondere con il nazionalismo al nazionalismo economico, ma nel merito delle singole questioni occorre attrezzarci"

Calenda al convegno del Foglio: “Nessuna norma anti Bolloré, basta dare la colpa di tutto all'Europa”

Carlo Calenda durante il convegno organizzato dal Foglio ha sottolineato come nel ddl concorrenza sarà approvata "una norma anti scorrerie" che non sarà "una norma anti Vivendi" ma "dirà che se compri il 5 per cento di una società devi dichiarare perché lo stai facendo", aggiungendo che la misura non sarà "retroattiva" e che è "a favore della trasparenza per chi acquisisce partecipazioni rilevanti". "Non faremo una norma anti-Bollorè", ha assicurato, "ma una misura che c'è in Francia e la metteremo nella legge sulla concorrenza". 


Guarda il video integrale del convegno organizzato dal Foglio

"Per un'Italia libera dalle ganasce economiche"

Al Piccolo Teatro Eliseo di Roma il direttore Claudio Cerasa discute con Carlo Calenda, Marcella Panucci e Lorenzo Bini Smaghi


In generale, in tema di politica economica, Calenda ha spiegato come sta iniziando "una fase dove tornerà il nazionalismo economico. Non dobbiamo rispondere con il nazionalismo, ma nel merito delle singole questioni occorre attrezzarci contro i nazionalismi. Questo anche per non fare la figura del bambino naif". "Le elezioni tedesche e quelle francesi che sono un elemento chiave per la tenuta dell'Europa". Se queste due elezioni "vanno bene avremo un rimbalzo positivo contro il populismo". Populismi dai quali ci si deve difendere innanzitutto affrontando i problemi economici interni al paese senza attribuire in modo insensato la colpa all'Europa. Per il ministro infatti "la ragione per cui l'Italia sta peggio degli altri è perché sono trent'anni che non ci occupiamo di impresa" e questo "non è imputabile soltanto alla Ue".  

In uno scenario internazionale così in certo è conveniente che il governo arrivi a "fine legislatura. Io sono tra i pochissimi a pensarlo, forse sono vittima di allucinazioni". Ci sono troppe ragioni "importanti" per le quali il governo debba arrivare a fine mandato. Proprio per questo il ministro ha chiesto al Pd di sedersi "con il governo per elaborare l'agenda e dica come dobbiamo strutturare ed equilibrare il prossimo Def - ha continuato il ministro -. Se si dice privatizzazioni no, nuove tasse no, nuovi tagli no e infrazione no, qualcuno ci spieghi come queste cose stanno insieme". Calenda ha fatto l'esempio del manager che non può gestire la sua azienda se non sa la sua scadenza è a "tre mesi, sei mesi o un anno".

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Commenti all'articolo

  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    24 Febbraio 2017 - 19:07

    Vabbé, stiamo al gioco. Uno nella posizione di Calenda non potrà mai dire come e cosa pensa veramente e chiamare le cose col loro vero nome. Afferma: " ...ma nel merito delle singole questioni occorre attrezzarci contro i nazionalismi." Chissà cosa intendesse dire?

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