La nuova america trumpiana non fuma più, ma fiuta

La nuova destra populista ha scoperto una delle grandi tradizioni importate dalla Scandinavia: i sacchettini di nicotina da sistemarsi sotto il labbro. Niente fumo, niente odore, niente fogliette, niente tosse. Chi sono gli Zynfluencer

16 MAG 26
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C’era una volta il Marlboro Man. Icona americana come molte nata per pubblicizzare un prodotto: le sigarette col filtro che fino ad allora erano per le donne. Siamo a metà anni ‘50, piena era Eisenhower, presidente-generale, epoca d’oro dei Mad Men, spin doctor dei gusti della classe media. Per togliersi di dosso la femminea delicatezza, ecco che la sigaretta con filtro se l’accende il vigoroso cowboy, che scende dal suo cavallo, che scandaglia le praterie, che non ha bisogno d’altro che di una Marlboro in santa pace. Poi la scienza, ricerche sul cancro, demonizzazione del catrame nei polmoni, leggi ferree contro il fumo che se ti accendi una Camel a Central Park arriva la Swat (mentre in ogni angolo odore di marijuana come a un concerto di Willy Nelson).
Poi è arrivato lui, Rfk Jr, il Kennedy ribelle, che si caricava le carcasse di balena sul tetto della station wagon, che ha un Cv di storie animalesche peggio di un bestiario medievale. “Solo una persona su cinque che fuma si prende il cancro”, dice Rfk. Nelle sue battaglie da segretario della salute la nicotina non è praticamente mai citata. Non se ne parla nemmeno nel report “Make Our Children Healthy Again”, o, MOCHA. E in parallelo, la nuova destra populista, ormai nemmeno così nuova, ha scoperto una delle grandi tradizioni importate dalla Scandinavia, forse per un attaccamento alle rune e alla mitologia norrena: i sacchettini di nicotina da sistemarsi sotto il labbro. Niente fumo, niente odore, niente fogliette, niente tosse. Si va all’essenziale. Nicotina che sfrega contro la gengiva producendo quel senso di lucidità amato da Freud. Rientra tutto nell’etica MAHA (Make America Healthy Again) di Rfk jr. Questi Zyn o Skruf o Alp o Rogue sono tutti “naturali”, come il sego bovino o il latte crudo, in cima alla nuova piramide alimentare. Nel trumpworld sono nati gli influencer del sacchettino, gli Zynfluencer, trainer di fitness convinti che la nicotina curi l’Alzheimer, gente che senza il sacchettino dice di non riuscire a concentrarsi alla guida, ragazzi che preparano torte di compleanno a forma di lattina di Zyn. Quando i dem hanno provato a far qualche legge gli ultra-Maga hanno urlato alla “Zynsurrection!”.
Lo Zyn è diventato come Sydney Sweeney o le Tesla, emblemi identitari delle culture wars. Chissà se hanno letto il Don Giovanni di Molière, che inizia con l’elogio del tabacco da fiuto, passione “dell’uomo virtuoso”. E poi lui, Tucker Carlson, che addirittura ci ha investito nei sacchettini alla nicotina, che ha il suo brand di scatolette tonde. Tra un video vagamente antisemita e una celebrazione di Putin, tra una critica all’interventismo trumpiano e un invito nel suo podcast a Francesca Albanese, elogia questo modo pulito di assumere l’alcaloide. “I sacchettini di nicotina Zyn”, ha detto l’ex uomo della Fox, “salvano la vita”, aumentano la produttività e la “vitalità del maschio”. Lui, mega-cristiano come lo sono solo gli americani, è arrivato a dire che questi sacchettini da ciucciare sono “come la mano di Dio che scende su di te e ti massaggia il sistema nervoso centrale”.