L'Osservatore Romano dei giovaniRagazzi, molto Bergoglio, tante periferie e poca teologia. Ecco come sarà il nuovo giornale della Santa SedediLa Gran Sottana20 DIC 18
Più Radio RadicaleIl Mise dimezza i contributi all'emittente radiofonica per la trasmissione delle sedute del Parlamento. Promemoria: in un Stato civile e di diritto la conoscenza e il dibattito pubblico sono essenzialidiMaurizio Crippa6 DIC 18
Tech e giornali, sposi infeliciApprocci diversi, stesso problema: Facebook, Google, Apple e il rapporto di odio e amore con i mediadiEugenio Cau26 NOV 18
La guerra di Zuckerberg contro media e leakDopo il New York Times, nuove inchieste e nuove crisi. I contrasti tra il fondatore di Facebook e i suoi dirigentidiEugenio Cau20 NOV 18
L’immoral suasion è sempre esistita. Ma Casalino è uno squadristaIl Whatsapp armato dell’impalatabile Casalino e la testa nascosta sotto la sabbia di magistrati e informazionediMaurizio Crippa24 SET 18
Questo articolo diventerà virale? Chiedilo a chi non legge i giornaliUn team di neuroscienziati è riuscito a prevedere il successo di un contenuto online osservando l’attività cerebrale di un piccolo gruppo di persone. Il migliore nell'indovinare è chi non legge regolarmente le newsdiDaniele Pirozzi4 SET 18
Nel paese dei giornali non si legge più. E’ un disastro per la sinistraIn Giappone il 47,4 per cento dei ventenni maschi e il 52,1 per cento delle ventenni femmine non legge mai un quotidianodiGiulia Pompili29 GIU 18
Che canaglia, la tecnologiaDalla deperibilità dell’hardware all’invadenza dell’algoritmo. Fino ai social che generano mostridiGery Palazzotto4 GIU 18
Il ravvedimento operoso dell’informazioneDare la colpa del disastro al popolo per come ha votato non ha logica. Il mea culpa lo devono fare i grandi giornali che per vent’anni hanno lisciato la bestia. Il ruolo della stampa riformista indicato da Sergio Fabbrini e le parole vere di Paolo MielidiMaurizio Crippa24 APR 18
Il problema delle fake news non è Trump, Facebook o i robot. Sei tuGli studi più recenti dicono che la facile diffusione delle bufale non è colpa di presunti "agenti esterni" ma del processo mentale che spinge gli utenti a fare clic sui social networkdiAlberto Brambilla15 MAR 18