Marginali, eccentrici, dimenticati, defunti o giovanissimi, sono soprattutto gli artisti scelti dai due curatori, Sarah Cosulich e Stefano Collicelli Cagol, con un criterio: fare una mostra eclettica, sbilanciata, fuori da quel centro ideale che è il canone dell’arte italiana dagli anni Sessanta a oggi