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L'Italia batte ancora la Turchia. E ci fa tornare a dire "speravo meglio"
La squadra allenata da Roberto Mancini ha vinto per 3-1 contro la Nazionale turca. Una partita bruttina nella quale però si è vista la voglia di vincere dei giocatori azzurri. Rispetto al recente passato è una novità

Riccardo Calafiori esulta per il gol del 2-1 (foto Ansa)
Qualcosa è cambiato. Effettivamente qualcosa è cambiato non tanto e non solo nella Nazionale di calcio maschile, ma in noi. Vedendo il primo tempo dell'Italia contro la Turchia si è passati al speravo meglio, rispetto all'abusato pensavo peggio che ci ha accompagnato negli ultimi anni azzurri.
Quella contro la Turchia è stata a lungo una brutta partita, giocata abbastanza male e in modo confuso. Però si sono visti undici uomini con la maglia azzurra addosso correre, rincorrere, cercarsi, sudare alla ricerca di un buon risultato. Terza conferma consecutiva che i calciatori della Nazionale hanno ritrovato ciò che sembrava essere svanito: la voglia di impegnarsi anche in Azzurro. Era ciò da cui non poteva non partire il commissario tecnico Roberto Mancini. E anche in una partita così così, di quelle che possono capitare, è venuto fuori lo spirito ritrovato della Nazionale. Il risultato finale, il 3-1 con il quale l'Italia ha battuto la Turchia e si è portata al secondo posto nel girone di Nations League, è l'altra nota positiva della serata bolognese. Anche grazie alle notizie parigine: la Francia ha battuto per 4-1 il Belgio e ora ogni scenario è possibile.
Certo sono ben pochi quelli che sanno che forma ha il trofeo della Nations League, ancor meno quelli che sognano di vincerla un giorno. Forse perché è coppa giovane, forse perché le fasi finale sono disputate in fretta e senza troppa convinzione, forse semplicemente perché non si capisce a cosa serva un mini Europeo quando quello vero lo si gioca tra due estati. Però sono partite ufficiali, e dopo un'estate a vedere i Mondiali altrui e a trovarsi per forza una Nazionale a caso da supportare, il calcio azzurro aveva bisogno di un po' di ottimismo, qualche vittoria e la speranza che non tutto fosse perduto.
Non tutto è perduto. Partire si è partiti, al di là della brutta figura contro il Belgio, sono arrivate due vittorie con la Turchia e un pareggio con la Francia, soprattutto i più giovani hanno ridato un po' di entusiasmo ai vecchi. Certo c'è ancora un po' da limare qua e là, ci sono affezioni da parte del commissario tecnico, del tutto comprensibili, che lo portano a vedere con occhi troppo magnanimi le prestazione di alcuni senatori, ma tant'è. Gli occhi di chi sta lontano dal campo di gioco quasi mai sono migliori di quelli di un ct.
Roberto Mancini si è dimostrato ottimista e realista allo stesso tempo: "Siamo riusciti a migliorare una situazione che era difficile, ma è ancora presto per fare un bilancio. Dobbiamo continuare così, a novembre dobbiamo essere pronti a giocarci tutto in Belgio".
L'appuntamento è per il 12 novembre allo stadio San Siro per Italia-Francia. E poi per il 15 novembre a Bruxelles per Belgio-Italia. Poco più di un mese per capire se questa baldanza di inizio autunno avrà una continuazione oppure rimarrà lì, a volteggiare tra i ricordi di tre settimane nelle quali la Nazionale era tornata per un attimo una chiacchiera da bar senza troppi improperi.