Vedi Napoli e poi vinci: Luna Rossa ha già fame di Coppa America

Dai successi dell'imbarcazione italiana all'altra storia che inizierà il 22 maggio 2027 alla Louis Vuitton Cup. Come sono andate le regate preliminari nel Golfo di Napoli
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Foto LaPresse

Vedi Napoli e poi vinci. Facile a dirsi pensando alla Coppa America numero 38, ma è chiaro che la performance di Luna Rossa nelle regate preliminari di Napoli ha fatto venire l’acquolina in bocca. Quattro vittorie in otto gare di flotta e un dominio, senza se e senza ma, nel match race finale contro Team New Zealand. È chiaro che le regate della Louis Vuitton Cup che dal 22 maggio 2027 selezioneranno lo sfidante ufficiale che poi dal 10 luglio sfiderà i neozelandesi per provare a strappare loro la Vecchia Brocca, saranno un’altra cosa. Max Sirena e i suoi ragazzi lo sanno bene e dopo qualche giorno di riposo, sono infatti tornati a testa bassa a lavorare nella base di Cagliari.
La differenza principale tra le regate preliminari e quelle dell’anno prossimo sta nelle barche: nei giorni scorsi si è regatato con gli AC40 (13 metri) barche tutte uguali, nel 2027 scenderanno in mare gli AC75 (22 metri), tutte diverse, frutto del lavoro di un team di progettisti. Per le regole della Coppa numero 38 nessuno può costruire uno scafo nuovo, ma le modifiche che si possono fare sono importanti. Sulle barche più grandi l’equipaggio sarà composto da cinque persone, più un ospite, con l’obbligo di una donna a bordo. Un particolare su cui Luna Rossa è avanti: sulla barca trionfante c’era infatti Maria Giubilei, la filosofa orgogliosa della sua laurea. Nessun altro team aveva una donna nell’equipaggio principale.
Dai primi di novembre dovrebbero essere pronte “on time” le basi di Bagnoli che sarà il cuore della Coppa 2027, anche se sarà riproposto il lungomare Caracciolo chiuso al traffico, che in quattro giorni ha richiamato 250 mila persone, con un occhio al mare e l’altro sui sei maxischermi. Il palcoscenico è unico al mondo: Vesuvio, Castel dell’Ovo e Ischia ne segnano i confini. C’è un dato significativo che le regate dei giorni scorsi si portano appresso: presso lo stand della Federazione Italiana Vela ci sono state 1.294 nuove adesioni, con un incremento del 17,3 per cento dei soci Fiv in Campania. Il novanta per cento dei nuovi iscritti ha tra 6 e 14 anni.
Tornando a quello che si è visto in mare, Luna Rossa ha la forza dell’esperienza di Peter Burling (35 anni), il neozelandese vincitore delle ultime tre edizioni della Coppa attirato da una nuova sfida e da un ingaggio milionario. A questo fenomeno del vento si affianca un gruppo di giovani, se non giovanissimi, come Marco Gradoni, che ha appena 22 anni ed è stato suo compagno di avventura a Napoli, e Ruggero Tita (34 anni e due ori olimpici) che aveva affiancato Burling nel successo di Cagliari lo scorso maggio. Chi sarà il secondo timoniere l’anno prossimo è presto per dirlo, in ogni caso parliamo di due eccellenze: è meglio abbondare.
La delusione più grande dell’appuntamento dei giorni scorsi a Napoli è arrivata dagli inglesi che hanno occupato le ultime due posizioni, l’ottava e la nona. Gli inglesi sono il Challenger of Record, il primo sfidante, dopo essere stati protagonisti della Coppa 2024 a Barcellona. L’abbandono dello sponsor Ineos e la causa sulla proprietà della barca sicuramente non aiutano il team di Ben Ainslie. Straordinari invece i francesi che hanno dato spettacolo con le loro scuffie, una delle quali arrivata a un passo dal successo di giornata. L’inserimento dello spagnolo Botin, oro alle Olimpiadi 2024, ha dato i suoi frutti: hanno vinto due prove, bisognerà vedere come sarà la barca grande che è già arrivata a Napoli: la prima tra tutti gli sfidanti. Gli svizzeri di Alinghi terzi in classifica senza mai una vittoria, hanno fatto della regolarità la loro forza. Bravi anche gli americani all’esordio nelle preliminari. Mancavano gli australiani, ma la loro base di Bagnoli è già in costruzione: l’anno prossimo ci saranno, tornando a disputare una sfida di Coppa America dopo 27 anni.