L'antipasto dell'America's cup è stato un'attesa di vento e una soddisfazione per Luna Rossa

La prima giornata di regate è stata condizionata da un vento debole e capriccioso. Lo scafo italiano guida la classifica provvisoria grazie a un secondo e un primo posto. 

25 SET 26
Ultimo aggiornamento: 16:32
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Le imbarcazioni impegnate nelle prove ufficiali delle regate preliminari dell'America's Cup 2027 (foto Ansa)

Siamo solo all’antipasto. Una prova generale di quello che accadrà l’anno prossimo tra il 22 maggio e il 18 luglio quando nel Golfo di Napoli ci sarà la più ricca e incruenta battaglia navale che la storia conosca: la Coppa America di vela. Una volta si diceva “Big Guys Big Toys” perché dietro a ogni barca che partecipava alla Coppa America, che resta il più antico trofeo sportivo ancora in palio, c’era un ricco signore: tra gli americani, che sono stati padroni della Coppa per 132 anni, la famiglia Vanderbilt e Ted Turner, tra gli sfidanti Sir Thomas Lipton e il barone Bic, giusto per fare qualche nome. Negli anni più recenti, più o meno metà anni Ottanta, sono comparsi gli sponsor, anche se, a cominciare da Patrizio Bertelli con Prada, c’è sempre un impeto di passione nel lanciare una sfida. Come fu per Raul Gardini che fece del lancio del Moro di Venezia un fiore all’occhiello di Montedison.
Tante cose sono cambiate dal 1851 quando la goletta America conquistò nella circumnavigazione dell’isola di White la Coppa delle Cento Ghinee sverniciando la flotta britannica. È finito il tempo in cui chi vinceva la “Vecchia Brocca” organizzava le regate nel mare di casa. Così è successo che i neozelandesi abbiano scelto Napoli proprio perché in Italia hanno trovato le risorse economiche che il governo di Auckland non era più disposto a elargire. Nel 2024 avevano deciso per Barcellona che però alla fine non si era dimostrata contenta. Napoli invece ha un precedente entusiasmante nel 2012 e 2013, ma soprattutto i neozelandesi hanno incontrato la generosità del Governo italiano che ha scommesso sul successo dell’evento. Insomma sarebbe stato più bello portare la Coppa in Italia da vincitori, ma nel 1992 il Moro di Venezia e nel 2000 e nel 2021 Luna Rossa hanno perso la sfida finale contro americani e neozelandesi. Ora il sogno, dopo 27 anni dalla prima sfida di Luna Rossa, è di poterla tenere nel mare nostrum con la vittoria l’anno prossimo.
La prima giornata di regate è stata condizionata da un vento debole e capriccioso penalizzato dalla pioggia caduta nella notte. Ci sono stati due tentativi di regata, ma entrambi sono abortiti alla fine del primo lato dove verso il largo il vento non permetteva alle barche di volare. Alla vigilia delle cinque del pomeriggio il vento è cambiato girando a Est e rinforzando. Anche sull’Amerigo Vespucci che per l’occasione aveva mollato gli ormeggi del molo Beverello finalmente hanno sorriso.
Alla fine di una giornata sembrata eterna hanno portato a casa due prove che hanno mostrato il valore di Luna Rossa senior dove come comandante c’è il fuoriclasse neozelandese Peter Burling che aveva già vinto le preliminari di Cagliari in maggio, ma che qui ha cambiato equipaggio imbarcando come secondo timoniere Marco Gradoni e come trimmer (regolano l’altezza del volo della barca) Gigi Ugolini e Maria Giubilei, giovani di belle speranze invitati al gran ballo. Esperimenti per il futuro quando nel 2027 si gareggerà con la barca più grande di 75 piedi (23 metri) contro i 40 (12 metri) di quelle usate in questi giorni. Con un secondo e un primo posto guidano la classifica provvisoria davanti ai neozelandesi senior e agli americani che hanno esordito proprio a Napoli. Domani 4 regate per recuperare quella persa oggi e domenica ancora due regate di flotta e poi la finale match race tra le prime due della classifica.
Il villaggio di via Caracciolo chiusa al traffico aspetta il weekend per animarsi, i pontoni galleggianti con i grandi schermi attrezzati da Sport e Salute possono ospitare fino a 150 persone alla volta a rotazione sono una postazione privilegiata, ma da tutto il lungomare il colpo d’occhio sul campo di regata è notevole. In tutto ci sono sei grandi schermi dove si alterna il commento in inglese o in italiano. Non poteva mancare l’esibizione di uno striscione contro i grandi eventi e il riarmo portato da tre attivisti prontamente sequestrato dalle forze dell’ordine presenti in modo consistente. Anche se Abodi e Manfredi vanno a braccetto per il villaggio c’è una parte della città che vede la Coppa America come il fumo negli occhi, soprattutto per i lavori di ristrutturazione dell’area di Bagnoli dove l’anno prossimo ci saranno tutte le basi delle barche. Fino a ora però le proteste sono state contenute.