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Lavori in corso per chi deve dare la caccia all’Inter
Il campionato ricomincia con Napoli, Como, Roma, Milan e Juventus ancora in cerca di uomini e identità
22 AGO 26

Curtis Jones, nuovo rinforzo nerazzurro, Gugliemo Vicario portiere bianconero, Diego Moreira e Rodrigo Mora i colpi che fanno sognare Milan e Roma alla vigilia (foto Getty elaborate da AI)
Con il treno dell’Inter in partenza per primo dal binario di San Siro, ad aprire un campionato ancora ben lontano dall’essere decifrato e decifrabile, le altre dovranno sbrigarsi a tirar su i bagagli in corsa per evitare di trovarsi in difficoltà nel giro di qualche mese. Le grandi che inseguono i nerazzurri campioni d’Italia hanno ancora dubbi da risolvere e caselle da riempire, conseguenza ineluttabile di un mercato che tende a riservare le mosse decisive nella coda di fine agosto. E non ci sarà nemmeno la classica sosta di inizio settembre per rinfrescare le idee, si va dritti fino alla fine del mese con il primo piccolo bilancio da compilare quando scopriremo la prima Italia del Mancini bis. Cinque test veri, con punti pesanti in ballo, e una pattuglia di almeno cinque squadre – sette, a voler includere le outsider di lusso Atalanta e Fiorentina – alle prese con quel che più conterà in questo avvio: la capacità di reazione all’imprevisto.
Il mercato, si sa, non sempre consegna ciò che si è chiesto, ma ciò che si è potuto prendere: Napoli, Roma, Como, Milan e Juventus, in rigoroso ordine di classifica dello scorso anno, dovranno rispondere alla corazzata allenata da Cristian Chivu inserendo in tempi rapidi i volti nuovi dell’estate e quelli che arriveranno nelle prossime ore. Gli azzurri sono praticamente gli stessi dello scorso anno, con un Conte in meno e un Allegri in più in panchina: la speranza di De Laurentiis è che possa ripetersi quel che accadde alla Juventus ormai più di dieci anni fa, l’impressione è che la stella dell’allenatore toscano sia un po’ più offuscata rispetto al passato. Dovrà rigenerare De Bruyne senza far storcere il naso ai vari Anguissa e McTominay, recuperare Neres e valorizzare Alisson Santos. Dovrà soprattutto trovare la quadratura in una difesa che ha perso nuovamente Buongiorno. A meno di colpi dell’ultimo istante, Allegri preparerà dunque i piatti con quel che c’è già in dispensa: quasi mai è un vantaggio quando cambia il cuoco, ma chissà.
Chi può ripartire da almeno un anno di lavoro consolidato con il proprio allenatore è la Roma, con Gian Piero Gasperini assurto al ruolo di padre-padrone: Ranieri e Massara non ci sono più, al fianco del tecnico è apparso il fidato Tony D’Amico, già partner strategico nella seconda parte dell’esperienza atalantina. È dunque la Roma di Gasp, ora più che mai. L’accoglienza riservata a Rodrigo Mora è quella delle grandi occasioni, Molina sulla destra sembra un giocatore fatto dal sarto per questo sistema, Castro potrà dare un po’ di respiro a Malen, quasi capocannoniere un anno fa giocando solamente metà stagione e voglioso di togliersi di dosso le scorie di un Mondiale da dimenticare. Potrebbe comprare ancora, la Roma, soprattutto se dovesse partire qualcuno (Soulé?), e allora occhio davvero ai giallorossi, che forse pagheranno il doppio impegno visto il ritorno in Champions League, ma rappresentano al meglio il concetto di squadra. Accostare i giallorossi al Como è fin troppo facile: convinzioni tattiche diametralmente opposte, anche una certa attitudine al contrasto verbale, ma Fàbregas è “padrone” dei lariani tanto quanto Gasperini lo è diventato all’ombra del Colosseo. La proprietà non si fa problemi quando c’è da aprire il portafogli, l’operazione Nico Paz è la conferma di una società che non ha la minima intenzione di guardarsi indietro. Dovesse arrivare anche Kean si tratterebbe di un mercato a cinque stelle, viste le aggiunte dei vari Chalobah, Couto, Kaiki (che hanno rinforzato quella che, numeri alla mano, è stata la miglior difesa del torneo) e Liberali. Il progetto è chiarissimo: continuare a crescere, anno dopo anno, stavolta con la ciliegina di una Champions da affrontare da assoluta matricola.
Milan e Juventus hanno invece risposto in maniera diversa alla delusione del mancato posto nell’Europa che conta. I rossoneri hanno optato per una rivoluzione della quale ancora non sono chiari tutti i contorni: Amorim potrebbe volere un ulteriore scossone per allineare l’organico ai suoi pensieri e l’operazione Diego Moreira, mossa “muscolare” che ha richiamato un Diavolo di epoche lontane, rischia di essere solamente il primo passo di un domino che in dieci giorni può trasformare ancora notevolmente la squadra. Con un grandissimo punto interrogativo ancora senza risposta: che ne sarà di Rafa Leão? Il Milan può diventare la mina vagante del mercato anche e soprattutto nelle uscite, perché gente come Tomori e Fofana, oltre al portoghese, può trovare una nuova casa anche in Italia, e chissà che all’orizzonte non ci sia proprio la Juventus, all’interno di una sinergia che già in passato ha visto Kalulu compiere lo stesso tragitto. La proprietà bianconera ha optato per un ribaltone soft: si è salvato Spalletti, ma a rinforzare la dirigenza sono arrivate due garanzie come Giovanni Carnevali e Frederic Massara, mandando in soffitta il progetto Comolli senza troppi patemi. Kolo Muani rispecchia l’identikit del “nove” tanto agognato dal tecnico toscano, Vicario dovrà scacciare via i suoi fantasmi e quelli lasciati da Di Gregorio tra i pali, Alajbegovic può dare quel tocco di estro in più sulla trequarti, Lucumì è chiamato al salto di qualità in termini di continuità e concentrazione dopo le stagioni di Bologna.
L’Inter, dalla sua torre d’avorio, osserva. Ha inserito Spence al posto di Dumfries e non sarà un cambio scontato: Chivu lo scorso anno si è abituato anche a stare senza l’olandese, ma quella presenza nelle aree avversarie non va trascurata e al momento l’inglese pare più a suo agio sulla corsia che nei blitz negli ultimi sedici metri. Ma Stones a costo zero è un’aggiunta di sicura qualità in un reparto che aveva bisogno di essere puntellato visti gli addii dei veterani de Vrij e Acerbi e a rinforzare il blocco è arrivato anche il ritorno di Pavard dal prestito. Curtis Jones a centrocampo, insieme a Stankovic, garantisce a Chivu un’ulteriore scossa di energia: l’Inter che pesca dalla Premier è però più un’indicazione per l’Europa che per l’Italia. Per tornare a brillare anche in Champions serve quel tipo di intensità, quell’elettricità lontana dai nostri ritmi più compassati. Dopo essersi lamentato per i pronostici al ribasso dello scorso anno, stavolta Chivu corre da favorito. Speriamo non se ne abbia a male.

