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L'estate della Serie A con vista sul futuro
Mai come quest’anno a mettersi in luce nel calcio sotto il sole sono stati i nomi inattesi, i colpi di mercato di terza fascia, i prospetti futuri che hanno l’obiettivo di creare qualche piacevole difficoltà ai propri allenatori e spesso si rivelano fuochi di paglia

Foto di Luca Diliberto per LaPresse
Sono quelli che giocano d’estate, quando i titolari riposano dopo i Mondiali, o magari prendono permesso per sposarsi. Sono le speranze della Primavera, setacciate dagli scout in tutti i campionati. Entrano nelle cronache a luglio, durante le amichevoli organizzate nei ritiri montani, e vi escono tra agosto e settembre, quando rientrano i big: e loro, i sedici-diciassettenni terribili, se va bene svernano nei tornei under o sgomitano in prestito secco lontano da casa. Forse mai come quest’anno a mettersi in luce nel calcio sotto il sole sono stati i nomi inattesi, i colpi di mercato di terza fascia, i prospetti futuri che hanno l’obiettivo di creare qualche piacevole difficoltà ai propri allenatori e spesso si rivelano fuochi di paglia: un anno fa, di questi tempi, i primi passi di Vakoun Bayo all’Udinese lasciavano presagire grandi cose, poi non confermate. Ma a volte il talento cristallino esce dagli interstizi, come l’oceano non lo puoi bloccare e non lo puoi recintare: così i piani delle squadre, e segnatamente i budget per decidere acquisti e cessioni, vanno a farsi friggere quando direttori sportivi e tecnici gongolano, scoprendo di avere tra le mani la soluzione a costo zero.
Lo svedese Adrian Lahdo è stata una precisa volontà di Cesc Fàbregas, mentre Riccardo Cassano è nato a Como e ha fatto tutta la trafila: entrambi sanno di essere chiusi da un centrocampo stellare per la Serie A di oggi; ma anche che le gerarchie possono cambiare, se il coach è uno in grado di dare spazio e di sovvertire i desideri dei procuratori. Così Lorenzo Torriani non è più una novità al Milan, ma le amichevoli di lusso, il rigore parato a Bruno Fernandes e altri interventi convincenti contro il Manchester United stanno orientando Ruben Amorim ad affidargli il ruolo di secondo dietro il bizzoso Mike Maignan post mondiale, superando in corsia il maturo Pietro Terracciano. Lo sport è dei giovani, no? E se Maurizio Sarri è alle prese con l’arretramento di Lazar Samardžić - in pendant con il già avvenuto cambio di ruolo per Gianluca Gaetano - è anche in grado di disporre di alcune varianti fresche, già pronte all’uso: come l’ala Federico Cassa (“gemello” agonistico di Marco Palestra), avendo peraltro scelto di destinare l’homeboy Dominic Vavassori al Palermo.
La prima giornata di Coppa Italia inoltre promuove ai massimi livelli l’intuizione del Parma, che ha approfittato della malagestione del Milan Futuro per accaparrarsi Simone Lontani, autore della doppietta che ha steso il Catania, dopo aver partecipato dall’inizio a tutti gli “allenamenti congiunti” della squadra crociata fin qui. E ormai non solo i cultori più accaniti delle cose interiste hanno imparato a conoscere i gioielli del settore giovanile nerazzurro, tra i più fertili e continui d’Italia: Leonardo Bovio, difensore centrale, imparerà da John Stones e Manuel Akanji rimanendo di scorta alla prima squadra, e lo stesso sperano la punta Matteo Lavelli e la mezzala slovena Luka Topalović, analogamente protagonisti nelle settimane torride. Dal canto suo, la Juventus si gode la crescita di Justin Oboavwoduo, attaccante completo che ha segnato al Nizza e promette di essere la prossima plusvalenza per un club che non ha saputo (peggio, voluto) trattenere i propri gioielli made in Vinovo, quando altrove i top club e le regole della Uefa ne fanno un vanto.
Anche chi dovrà evitare la retrocessione, come Lecce e Venezia, è pronto a far spazio al nuovissimo che avanza: Hjalte Lærke è l’ultimo regalo di Pantaleo Corvino a Eusebio di Francesco, che sta valutando l’efficace ragazzo danese per i ricambi agli esterni d’ala. Mentre Ale Gomes Furtado, diciottenne che i lagunari hanno prelevato a Saragozza, subentrerà ad eventuali passi falsi dei braccetti titolari confermando che il posto in squadra non è precluso alle sue precoci qualità, capaci di mandare in visibilio gli spettatori nelle fatiche di Falcade. E se per qualcuno non si può parlare di meteora - Alessio Cacciamani tra i pochi asset del Torino, Victor Valdepeñas di passaggio a Firenze prima di reinsediarsi al Real Madrid - le sibille prevedono un discreto impatto per il genoano Franz-Ethan Meichtry e per la batteria “verde” del Cagliari, dove Fabio Pisacane non ha certo remore nell’affidarsi al ventenne regista Alessandro Romano, pure svizzero, e al coetaneo duo offensivo Paul Mendy – Yael Trepy, ammirato nella stanca evanescenza di maggio. È solo per ora, oppure no?