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Formula 1 •
Russell aspetta solo di regolare i conti con Antonelli
Il pilota inglese vince in Austria ed è a 40 punti dal compagno di squadra. L'italiano deve dimostrare di essere così freddo da non farsi trascinare nella lotta nel fango. Le Ferrari? Chi la capisce è bravo

Foto Ap, via LaPresse
Stavolta i punti si pesano, eccome. Se a Barcellona quelli persi da Kimi Antonelli potevano essere assorbiti senza farsene un cruccio, dall’Austria arriva un segnale importante. In due gare George “Stay calmo” Russell ha recuperato 28 punti a Kimi Antonelli. Che, in Stiria come in Catalogna, ha dimostrato di essere più veloce del compagno di squadra. Ma il fatto di non aver capitalizzato questa fase, ovvero di non essere riuscito (in Spagna senza colpe, in Austria invece mettendoci del suo in qualifica e nella prima parte di gara) a schiacciare, anche psicologicamente, il compagno di squadra è un fardello che pesa assai sulle giovani spalle di AKA (Andrea Kimi Antonelli). Tra i due è ormai solo questione di gare. Presto o tardi, magari già domenica a Silverstone, i due dovranno regolare i conti nel corpo a corpo. E Kimi dovrà, a dispetto della sua tenera età, essere così freddo da non farsi trascinare nella lotta nel fango. Lì, avrebbe tutto da perdere. Dovrà essere così bravo da andare oltre anche qualche dubbio sulle decisioni strategiche del muretto. Nel breve circuito austriaco la sensazione che a lui abbiano destinato la sorella racchia è stata abbastanza evidente. Dopodiché, lui deve battersi il petto per come non è stato furbo come “Stay calmo” durante il Q3 sabato e per come, parole sue, abbia interpretato l’inizio della gara “con la vena chiusa”. Errori di gioventù, si dirà. Certo, è così. Però ora invece di averlo messo definitivamente fuori dai giochi, Kimi si ritrova l’albionico all’opposizione della simpatia, come rivale numero uno. George non vinceva da marzo in Australia. Ha sopportato due “zero” e cinque vittorie in fila del compagno di squadra che viene dalla “Dotta”. Ora vede che l’inerzia, qualunque cosa voglia dire, sta girando verso di lui.
La Ferrari? Chi la capisce è bravo, davvero. Dopo Barcellona Toto Wolff aveva detto che la Rossa era diventata la rivale numero uno. In più era scattato il gettone da usare attraverso ADUO. Quindi? Quarta forza. Mai in gara, lenti in rettilineo e crudeli sulle gomme. A Barcellona, fu vera gloria (almeno per Hamilton)? Fu effimera, parrebbe di capire. La Scuderia ha, al momento, due ordini di problemi. Il primo è di hardware e riguarda la potenza del suo motore. Come poi si possa spiegare che una casa produttrice di auto riesca a sviluppare un motore peggiore di chi produce lattine di bevande energetiche è qualcosa che lasciamo al dibattito tra ingegneri. Hamilton rimane on fire, è carico come non mai, lotta come un leone (stupendo il testa a testa con Verstappen) e meriterebbe di andare a casa sua, Silverstone, con una vettura in grado di dargli la possibilità di lottare almeno per il podio. Il secondo problema è Leclerc. Che non sia a suo agio su questa macchina è evidente. Quando gli diranno che l’ingegnere di pista di LH ad un certo punto ha detto al Re Nero che era più veloce di Charles, gli manderà di traverso le ostriche del Principato. Colui che fu battezzato come “Il predestinato” va rispettato per quel che ha dato alla causa in una traversata del deserto che pare non avere fine. Oggi sta provando quel che sentivano Vettel e Sainz quando lui li teneva dietro. Però, a maggior ragione dopo aver rinnovato il suo accordo con Ferrari praticamente a vita, deve quanto prima tornare ad essere sé stesso. Dipende dai freni? Dipende dalla configurazione della macchina? Dipende dal fatto che Hamilton ha portato la scuderia verso di sé? Qualunque sia la risposta, Leclerc ora deve metterci del suo per tornare con la testa fuori dall’acqua. Poco tempo per pensare, agire subito. Silverstone è già domani. E siccome in Austria George ha canticchiato in radio, dopo la conquista della pole in barba a Kimi, un beffardo: “Stay calmo”, non sarebbe male se il nostro ragazzo emiliano gli rispondesse per le rime. Ma non con uno scontato: “Stay calm”, o “Stay quite”. Ci starebbe bene un intraducibile: “Socmel ben”….