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Dopo la vittoria Barcellona, Hamilton può davvero lottare per il Mondiale?
Il sette volte campione del mondo è l'unico pilota ad aver sempre portato a casa punti in questa stagione, è salito sul podio 4 volte su 7 e la vittoria spagnola, accoppiata al primo “zero” per Kimi Antonelli, lo riavvicina alla testa

Abbiamo un “Mondiale”. E adesso sì che si capirà chi tifa davvero per Kimi Antonelli e chi, invece, rimarrà ferrarista in purezza dopo il primo successo in rosso di Lewis Hamilton. Più che la classifica piloti, dove il vantaggio del ragazzino emiliano è ancora consistente (+41 sul Re Nero), sono state le parole di Toto Wolff ad accreditare le chance della Scuderia. Nel momento in cui il Darth Fener della Formula 1 dichiara che Mercedes ha perso due volte la gara e che dalla prossima i piloti dovranno sapere che qualche regola interna dovrà necessariamente essere messa, ecco che la risposta diventa consequenziale. Mercedes, attraverso il suo capo indiscusso, ha capito che non sarà una cavalcata trionfale come accaduto molte volte nell’era ibrida. Dove la sfida per il titolo piloti era una cosa interna ai “grigi” e quello costruttori una formalità da monomarca. No, Toto Wolff ha accreditato Lewis Hamilton come rivale numero uno di Kimi Antonelli per la corsa al titolo. Almeno in questa fase. Poi, certo, le cose potrebbero cambiare. George Russell, presto o tardi, ritroverà feeling e magari tornerà ad essere un rivale più credibile. Così come Charles Leclerc potrebbe, auspicabilmente in modo rapido, andare oltre questo suo periodo così nero.
C’è però un dato che va letto in maniera molto attenta. Prendiamo in considerazione solo le quattro migliori scuderie. Ovvero Mercedes, Ferrari, McLaren e Red Bull. Ebbene, di otto piloti, in sette gare finora in calendario, sapete qual è l’unico ad avere sempre portato a casa punti in ogni domenica nella quale veniva calata la bandiera a scacchi? Lewis Hamilton. Il sette volte campione del mondo ha preso 4 podi su 7 e la vittoria di Barcellona, accoppiata al primo “zero” per Kimi Antonelli, lo rilancia prepotentemente nella corsa al titolo, che gli permetterebbe di superare Michael Schumacher (che 30 anni fa vinceva proprio a Barcellona la sua prima gara di rosso vestito. Coincidenze..) nella conta dei titoli mondiali. La strada è ancora lunga e molte lune passeranno sopra le nostre teste. La sfida sarà sugli aggiornamenti e il peso di ADUO, che alla Ferrari darà due possibilità di mettere mano al motore e alla Mercedes, una, lo conosceremo solo quando le giornate si accorceranno, almeno qui in Europa.
Nel frattempo, si capirà che tipo di Mondiale vorranno disputare quelli colorati di papaya. Anche a Barcellona, pur in presenza di un terzo per Norris in modo da comporre un podio tutto inglese che mancava dal 1968, i dominatori della stagione scorsa hanno mostrato di avere forti limiti sul carico aerodinamico e un pilota, Oscar Piastri, in netta crisi. Anche del Verstappen che conoscevamo sembrano essersi perse le tracce. L’olandese fa quel che può, frustrato da un mezzo che non ne asseconda fino in fondo il talento. Oltretutto Red Bull, senza aver vinto alcuna gara, si è sentita dire che la parte endotermica del suo motore è la migliore del lotto. Quando la realtà supera la satira.
L’ultimo paradosso di giornata ci riporta a Kimi Antonelli. Nel giorno in cui ha ceduto 25 a Hamilton e 18 a Russell ha forse incassato il dividendo più consistente. Ha demolito psicologicamente Russell, passandolo senza pietà prima di doversi ritirare per un problema alla batteria. Ha costretto Toto ad ammettere che il muretto avrebbe dovuto dire a Russell di dargli strada prima di metà gara per non fargli perdere tempo contro Hamilton. Un bel bottino, nonostante lo zero alla voce: “punti”. Che, citando l’immortale Enrico Cuccia quando guidava Mediobanca, a volte si contano, mentre altre si pesano. Anche quando non se ne fanno.
