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Dentro la crisi del calcio italiano
Lo sport utilizzato per la propaganda durante il ventennio fascista e ta la trasformazione industriale del calcio. Cervelli e Molinari, autori del nuovo saggio "Il governo del pallone", raccontano una vera e propria storia parallela del paese
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11 APR 26

© foto Getty Images
Da qui al prossimo 22 giugno, giorno delle elezioni del nuovo presidente federale, è un ottimo momento per leggere il libro di Massimo Cervelli e Alberto Molinari, Il governo del pallone (Il Mulino, 2026). Il pallone è solo il pretesto, il dispositivo narrativo, perché questo, in realtà, è un libro sul potere. La vera materia è la politica italiana, osservata da una prospettiva laterale, ma fondamentale: quella della Federazione italiana giuoco calcio, nata nel 1898 e da allora specchio fedele, talvolta deformante, del paese.
Gli autori raccontano la storia federale, una lunga partita a scacchi tra centro e periferia, tra grandi club e piccoli, tra Serie A e tutto il resto, tra autonomia sportiva e ingerenza politica. Una dialettica che attraversa tutto il Novecento e che, pagina dopo pagina, assume i contorni di una vera e propria storia parallela del paese. Il fascismo, inevitabilmente, è il primo snodo. La Figc del ventennio è laboratorio di irreggimentazione e propaganda, ma il libro è più interessante quando si allontana dalle certezze, chiamiamole così, dei gerarchi con la camicia nera e si avvicina alle ambiguità del dopoguerra, della ricostruzione, della fatica di tenere insieme democrazia e consenso di massa. Qui il calcio diventa una lingua comune, ma anche un terreno di scontro tra interessi economici crescenti, con una governance molto spesso in affanno.
La vera forza del saggio di Cervelli e Molinari sta però nell’ultima parte, quella che riguarda la trasformazione industriale del calcio. Diritti televisivi, globalizzazione, debito strutturale: parole che oggi suonano familiari, ma che qui vengono ricondotte a una genealogia precisa. Non è tutto successo all’improvviso. È stato un processo e, come ogni processo, qualcuno lo ha guidato, qualcuno lo ha subìto. Cervelli e Molinari non indulgono mai nella nostalgia, né nella tentazione moralistica. Il loro è uno sguardo da storici e quindi spietato. Il calcio italiano non è mai stato innocente ed è sempre stato attraversato da poteri, interessi, conflitti. Semmai, è cambiata la scala. Alla fine, dunque: chi governa davvero il pallone? La risposta è il merito maggiore di questo libro che restituisce quella enorme complessità e, aggiungo, quella conflittualità feroce e mai risolta, fra la Federazione e Lega Calcio di Serie A che sono i due soggetti che hanno determinato l’abisso morale, finanziario, sportivo del calcio di oggi.