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Dopo Udinese-Como, ecco da cosa non deve ripartire il calcio italiano
Durante l'incontro tra le due squadre di Serie A l'unico calciatore italiano tra i titolari è stato Nicolò Zaniolo. Neanche una settimana dopo l'eliminazione dell'Italia contro la Bosnia, il campionato italiano offre subito una rappresentazione di come vanno le cose in Italia
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7 APR 26
Ultimo aggiornamento: 12:02 PM

Jesper Karlstrom e Maximo Perrone durante la partita Udinese-Como di Serie A. Foto Ansa
Non è passata neanche una settimana dalla sconfitta dell'Italia contro la Bosnia, che ha scritto per la terza volta consecutiva la parola fine all'obiettivo della qualificazione ai Mondiali, che il campionato italiano offre subito una rappresentazione di come vanno le cose in Italia. Nei giorni successivi, mentre si dimettevano il presidente della Figc Gabriele Gravina, il capo delegazione Gigi Buffon e il ct della Nazionale Gennaro Gattuso, opinionisti, ex calciatori e dirigenti sportivi parlavano della necessità di rifondare il sistema, a partire dai settori giovanili, per provare quantomeno ad avvicinare gli Azzurri alle glorie che ormai vivono solo nel mondo dei ricordi. C'era un lungo elenco di aspetti da cui ripartire, come, per esempio, bisognava inserire nel regolamento la norma per cui a ogni partita sarebbe dovuto scendere in campo un certo numero di giocatori italiani. Eravamo tutti d'accordo che tre qualificazioni mancate imponevano un qualche cambiamento nel mondo del calcio. O almeno queste erano le intenzioni fino alle 11.30 del 6 aprile. All'uscita delle formazioni ufficiali di Udinese-Como, partita della trentunesima giornata di Serie A, non si è potuto non notare un dato: tra i ventidue calciatori che sarebbero scesi in campo, ce ne sarebbe stato solo uno di nazionalità italiana: Nicolò Zaniolo, che tra l'altro non ha fatto parte dell'ultimo giro di convocazioni di Gattuso.
Piccola nota a margine, in panchina sedevano Cesc Fàbregas e Kosta Runjaić, uno spagnolo e un tedesco.
Per ironia della sorte, al termine dei novanta minuti il risultato finale di questa partita senza italiani è stato quello tipico "all'italiana": uno zero a zero. Con questo punteggio, l'Udinese arriva a quaranta punti in campionato raggiungendo così la quota salvezza, mentre il Como rallenta la sua corsa alla Champions League facendosi rimontare due punti dalla Juventus che ha vinto in casa contro il Genoa.
Che la squadra di Fàbregas giochi senza italiani in campo non è certo una novità. Come aveva detto il telecronista sportivo Massimo Callegari parlando con questo giornale: “Nella rosa del Como praticamente non ci sono italiani tra i titolari”: per poter applicare il suo tipo di calcio Fàbregas deve infatti “ricorrere a calciatori stranieri perché hanno grandi qualità tecniche, prima che fisiche”. Gli unici italiani presenti in rosa sono il portiere Mauro Vigorito, che non scende in campo dal 2023, e il difensore Edoardo Goldaniga, che in questa stagione ha collezionato una sola presenza. Nell'Udinese invece gli italiani in rosa sono di più, ma restano comunque pochi, solo cinque: i due portieri di riserva, Alessandro Nunziante e Daniele Padelli, rispettivamente zero e due presenza in campionato, e poi Nicolò Bertola (25 presenze), Alessandro Zanoli (19) e Nicolò Zaniolo (27).
Certo nessuno si sarebbe aspettato che la Serie A avrebbe preso subito dei piccoli accorgimenti per non ritrovarsi tra quattro anni con una delusione che ormai sa tanto di rassegnazione. Una settimana non è sufficiente neanche per iniziare a pensare a come mettere in atto un piano per ridare lustro a quello che viene considerato - chissà per quanto altro ancora, visto che negli ultimi anni le gioie sono arrivati da quelli che l'ex presidente Gravina considera "sport dilettantistici" - lo sport nazionale.
L'immagine non è tutto senza la sostanza, ma dopo la terza umiliazione mondiale consecutiva, dopo giorni interi passati a discutere dell'importanza di far giocare calciatori italiani, non per una questione nazionalistica, ma per poter dar loro l'occasione di far emergere un qualche talento che possa ridare speranza ai tifosi, la partita tra Udinese e Como non è stata il massimo. Ma non è stata inutile: dopo un forte scossone si dice sempre da dove bisogna ripartire per rimettere le cose a posto. Ecco, l'incontro di ieri permette di dire da cosa il calcio italiano non deve ripartire.