L’imperdibile dibattito sullo scandalo dell’estate: le corna al concerto dei Coldplay

Kiss cam spietata. Abbraccio da relazione fresca, lui dietro e lei davanti, mani intrecciate, lui inequivocabile sulle tette di lei. Entrambi sposati, ma con altri. I fedifraghi si vedono all’improvviso in stadio-visione e crollano. Nulla crea coesione come la cronaca zozza delle vite altrui
19 LUG 25
Ultimo aggiornamento: 03:45
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Temptation Island non mi piace ma quando si fanno le cose in grande sì. Finalmente uno scandalo estivo come si deve, meno male che è arrivato, quest’anno avevo proprio paura che ci lasciassero senza.
Mercoledì sera, Gillette Stadium di Boston, concerto dei Coldplay. È il Jovanotti inglese, Chris Martin, “l’amore l’amore”, è uno di quei concerti che fanno tornare le forze e la felicità di stare al mondo. Le canzoni sono del tipo tutto-si-sistemerà-perché-ti-amo, ci sono le lucine di mille colori, se ci vai con uno che non ti piace uscite da lì fidanzati e contenti.
Dicevamo Chris Martin, il biondino col sorrisone da vita a Los Angeles che canta l’amore universale, e l’amore universale risponde. Sul megaschermo – la telecamera dei fatti tuoi, Kiss cam si chiama, dove inquadrano quelli che si baciano – compare una coppia come le altre, anonimi, manco troppo belli e giovani, di quelli che in caso di caroselli romantici su Instagram passano inosservati. Lui è Andy Byron, ceo di Astronomer (tech e dati, valutazione miliardaria, moglie a casa), lei è Kristin Cabot, eich-àr, capo delle Risorse Umane della di lui società, idem sposata.
Non c’è troppo da interpretare, due secondi – forse meno – e si capisce tutto, com’è veloce la vita a smascherare, penso. Abbraccio da relazione fresca, lui dietro e lei davanti, mani intrecciate, lui inequivocabile sulle tette di lei. Si vedono all’improvviso in stadio-visione e crollano. Sorriso colpevole, i due fessi non reggono la parte. Dovevano rimanere gelidi per farla franca, ma si vede che sono novellini del mestiere – lei si gira con due imbranatissime mani in faccia, lui si abbassa e si eclissa, intorno ridono tutti. Il Coldplay, molto cold, capisce tutto, se ne frega della sovraesposizione e pare Liam Gallagher all’improvviso, cosa che me lo fa voler bene: “O hanno una relazione o sono molto timidi”, chiosa perfetto. Ovazione. Milioni di video TikTok, nulla crea coesione come la cronaca zozza delle vite altrui. Fine della privacy, pubblico sfamato e contento, sui social ci stiamo spassando da pazzi, sadici e cattivi, da due giorni. Senza troppo sentirci in colpa: questi siamo diventati, inutile fingersi diversi e migliori.
Per l’accusa: ben vi sta. Saranno contenti quelli che avete lasciato a casa ad addormentare i figli, traditi a luglio, il più crudele dei mesi, mentre voi vi divertite? Già cominciano a parlare di “violenza e invasione, per piacere”. Un ceo flagrante in megaschermo è la madeleine degli anni passati che ci meritiamo, un ritorno all’umano dopo anni di facce in videocall. Esiste ancora il mondo Vanzina, era un mondo facile, a tratti ci si viveva meglio. Non la chiamate pornografia del privato, c’è sempre stata, è una cosa bella, è archeologia erotica. Parlate di privacy senza accorgervi che la privacy ha fatto la fine del fax.
Per la difesa: non è che esista proprio una libertà di guardare e infilzare due poveri cristi che copulano segreti. Esisterebbe, quello sì, il diritto a essere lasciati in pace. Non tutto quello che è visibile è destinato al pubblico, forse i nostri cervelli rosicchiati dai social vanno rieducati a farsi i fatti propri e a ridiventare decenti e rispettosi.
Per l’accusa: Però finiamola con l’ipocrisia verginella, il concerto è già teatro. Gli amanti volevano l’autosabotaggio matrimoniale, si vede a un miglio. Freud direbbe che se rischi così, vuol dire che volevi rischiare. Per tutto il resto c’è il Four Seasons. Chris Martin è perfetto regista, la folla è pubblico, la Kiss cam è il sipario che cade sulla farsa della discrezione borghese. Si invoca il diritto alla privacy? Proprio ora, ora vogliamo la privacy, dopo che l’abbiamo tutta ceduta? Il-grande-patrimonio-dell’umanità, la segretezza delle cose nostre, dopo secoli di vetrinismo forzato? Siamo seri. Il pettegolezzo questo è, l’inarginabile carburante della società. Senza, siamo finiti.
Per la difesa: non chiamiamolo nuovo spirito di società. E’ sadismo sistemato come curiosità democratica. E i giornali appresso ai meme dei social, dove andremo a finire.
Per l’accusa: ma ci siamo già finiti, egregi signori.